Dopo l’intervento di Bertolaso, la posizione del sindacato
Bandiere Fials
L’intervento dell’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, sul futuro della sanità regionale, con particolare riferimento alla carenza di infermieri e al ricorso al reclutamento dall’estero, ha riacceso il confronto sul modello organizzativo del sistema lombardo.
Proprio su queste dichiarazioni interviene Fials Lombardia, che parla di un problema strutturale e non emergenziale.
Secondo il sindacato, riconoscere la carenza di personale è un passaggio necessario, ma non sufficiente. Non possiamo ignorare l’esperienza del personale arrivato dal Sud America, esperienza che lo stesso Assessore ha riconosciuto non essere stata risolutiva
, afferma il segretario regionale Roberto Gentile.
Quel programma ha portato numeri limitati di professionisti a fronte di costi rilevanti. Riproporre oggi una strategia analoga, senza intervenire sulle cause strutturali, rischia di riprodurre lo stesso squilibrio
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Per Fials il nodo centrale non è la provenienza dei professionisti, ma la capacità della Lombardia di rendere attrattivo il proprio Servizio sanitario. In un contesto europeo in cui diversi Paesi stanno intervenendo su retribuzioni e condizioni organizzative, la Regione, secondo il sindacato, dovrebbe agire su carichi di lavoro, stabilità contrattuale e percorsi di carriera.
Ai tavoli regionali, Fials segnala da tempo un malessere crescente nei reparti e nei servizi territoriali: turni scoperti, carichi assistenziali elevati e stress organizzativo che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza. Una situazione definita strutturale e non più contingente.
Tra le criticità evidenziate anche la situazione del personale della sanità privata accreditata, con contratti scaduti da anni e adeguamenti economici ritenuti non coerenti con l’aumento del costo della vita. Secondo il sindacato, non è sostenibile ampliare il ruolo del privato nell’erogazione dei servizi senza garantire pari diritti e tutele rispetto al settore pubblico.
Infine, l’eventuale introduzione di nuove figure professionali, come l’assistente infermiere, richiede, secondo Fials, una definizione chiara di ruoli e responsabilità rispetto alla figura dell’infermiere, per evitare sovrapposizioni organizzative in un sistema già sotto pressione.
Confronto istituzionale e scelte di sistema
Richiamando le linee di intervento indicate nel documento congiunto della Conferenza delle Regioni, valorizzazione economica, armonizzazione contrattuale, miglioramento delle condizioni di lavoro e rafforzamento delle relazioni sindacali, Fials chiede che alle dichiarazioni seguano atti concreti e misurabili.
Il sindacato ribadisce la disponibilità al dialogo istituzionale, ma sollecita un confronto reale e preventivo con le organizzazioni sindacali. La sanità lombarda non può essere governata per annunci
, conclude Gentile. Senza investimenti strutturali sul personale e una vera valorizzazione delle professioni sanitarie, nessuna riforma potrà produrre risultati duraturi
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