Carenza di infermieri in Lombardia, Fials sollecita interventi strutturali

Scritto il 12/02/2026
da Redazione


La carenza di infermieri in Lombardia non può essere affrontata con interventi episodici. Dopo le dichiarazioni dell’assessore al Welfare, Fials Lombardia interviene chiedendo un cambio di passo: più investimenti strutturali, valorizzazione economica e confronto sindacale reale. Nel mirino, le nuove ipotesi di reclutamento internazionale e la situazione del personale nella sanità accreditata.

Dopo l’intervento di Bertolaso, la posizione del sindacato

L’intervento dell’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, sul futuro della sanità regionale, con particolare riferimento alla carenza di infermieri e al ricorso al reclutamento dall’estero, ha riacceso il confronto sul modello organizzativo del sistema lombardo.

Proprio su queste dichiarazioni interviene Fials Lombardia, che parla di un problema strutturale e non emergenziale.

Secondo il sindacato, riconoscere la carenza di personale è un passaggio necessario, ma non sufficiente. Non possiamo ignorare l’esperienza del personale arrivato dal Sud America, esperienza che lo stesso Assessore ha riconosciuto non essere stata risolutiva, afferma il segretario regionale Roberto Gentile.

Quel programma ha portato numeri limitati di professionisti a fronte di costi rilevanti. Riproporre oggi una strategia analoga, senza intervenire sulle cause strutturali, rischia di riprodurre lo stesso squilibrio.

Per Fials il nodo centrale non è la provenienza dei professionisti, ma la capacità della Lombardia di rendere attrattivo il proprio Servizio sanitario. In un contesto europeo in cui diversi Paesi stanno intervenendo su retribuzioni e condizioni organizzative, la Regione, secondo il sindacato, dovrebbe agire su carichi di lavoro, stabilità contrattuale e percorsi di carriera.

Ai tavoli regionali, Fials segnala da tempo un malessere crescente nei reparti e nei servizi territoriali: turni scoperti, carichi assistenziali elevati e stress organizzativo che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza. Una situazione definita strutturale e non più contingente.

Tra le criticità evidenziate anche la situazione del personale della sanità privata accreditata, con contratti scaduti da anni e adeguamenti economici ritenuti non coerenti con l’aumento del costo della vita. Secondo il sindacato, non è sostenibile ampliare il ruolo del privato nell’erogazione dei servizi senza garantire pari diritti e tutele rispetto al settore pubblico.

Infine, l’eventuale introduzione di nuove figure professionali, come l’assistente infermiere, richiede, secondo Fials, una definizione chiara di ruoli e responsabilità rispetto alla figura dell’infermiere, per evitare sovrapposizioni organizzative in un sistema già sotto pressione.

Confronto istituzionale e scelte di sistema

Richiamando le linee di intervento indicate nel documento congiunto della Conferenza delle Regioni, valorizzazione economica, armonizzazione contrattuale, miglioramento delle condizioni di lavoro e rafforzamento delle relazioni sindacali, Fials chiede che alle dichiarazioni seguano atti concreti e misurabili.

Il sindacato ribadisce la disponibilità al dialogo istituzionale, ma sollecita un confronto reale e preventivo con le organizzazioni sindacali. La sanità lombarda non può essere governata per annunci, conclude Gentile. Senza investimenti strutturali sul personale e una vera valorizzazione delle professioni sanitarie, nessuna riforma potrà produrre risultati duraturi.