Attrattività e retribuzioni, l’ammissione del problema
Conferenza delle Regioni
Il documento parte da un dato ormai evidente: il Ssn fatica ad attrarre e trattenere infermieri. Dimissioni, mobilità verso il privato e l’estero, carenza di personale sono indicati come rischi sistemici.
Le Regioni propongono di intervenire sull’armonizzazione del trattamento economico, anche all’interno dello stesso comparto, e chiedono al Governo un incremento stabile delle risorse del Fondo sanitario nazionale vincolate ai rinnovi contrattuali.
Tra i punti più rilevanti per gli infermieri c’è il superamento dei vincoli di spesa sul salario accessorio e l’ipotesi di estendere al lavoro pubblico benefici fiscali analoghi a quelli del settore privato. Un passaggio che riconosce implicitamente la perdita di competitività del lavoro infermieristico nel Ssn, soprattutto nelle aree a costo della vita più elevato e nei territori disagiati.
Orari, conciliazione e sicurezza
Ampio spazio è dedicato alle condizioni di lavoro. Le Regioni riconoscono la necessità di ridurre il ricorso strutturale allo straordinario, di garantire il rispetto degli orari contrattuali e di intervenire sulla disciplina delle eccedenze orarie, dei recuperi e delle prestazioni aggiuntive. Un tema particolarmente sensibile per chi lavora su turni h24, notti e festivi.
Il documento richiama anche il potenziamento del welfare contrattuale, la conciliazione vita-lavoro e la tutela della salute e sicurezza, includendo stress lavoro-correlato e aggressioni al personale. Per gli infermieri, si tratta di criticità quotidiane che difficilmente trovano risposta senza un aumento reale degli organici.
Dalle proposte ai fatti
Il testo si chiude con l’impegno a un confronto permanente tra Regioni e sindacati, attraverso tavoli tematici e monitoraggio dell’attuazione. Per gli infermieri, il documento rappresenta una presa d’atto importante delle criticità, ma non ancora una svolta.
Molte delle misure indicate - armonizzazione salariale, carriere esigibili, miglioramento delle condizioni di lavoro - sono temi noti da anni. La differenza, questa volta, la farà la capacità di tradurre le proposte in atti normativi, risorse dedicate e scelte organizzative coerenti. Senza questo passaggio, il rischio è che anche questo documento resti un’analisi condivisa, ma senza ricadute tangibili nella pratica quotidiana dei servizi.

