Un accordo che arriva dopo mesi di trattativa
Ospedale San Raffaele di Milano
L’intesa è maturata al termine di un lungo tavolo sindacale che ha coinvolto RSU e organizzazioni sindacali rappresentative (Fials, Nursind, Cgil, Cisl e Uil).
Il confronto si è concentrato su due nodi centrali: il riconoscimento economico delle professioni sanitarie e la necessità di rendere più sostenibile il lavoro nei reparti, in una fase caratterizzata da forte competizione tra strutture per attrarre personale qualificato.
Secondo quanto emerso, la proposta iniziale dell’azienda prevedeva incrementi molto contenuti, pari a circa l’1% per alcune figure. La trattativa ha portato invece a un risultato più articolato, con aumenti differenziati in base ai profili professionali.
Un segnale per la sanità privata
Pur trattandosi di un’ipotesi di accordo, il risultato assume un valore che va oltre il singolo contesto aziendale.
In una fase in cui il divario retributivo tra sanità pubblica e privata resta un tema aperto, l’intesa del San Raffaele indica una direzione possibile: intervenire sui salari per rafforzare la stabilità organizzativa e rendere più attrattivi i contesti di lavoro.
Resta ora da verificare l’esito del percorso di approvazione definitiva e, soprattutto, se misure di questo tipo saranno in grado di incidere in modo strutturale sulla capacità delle strutture private di trattenere infermieri e Oss in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

