Ictus ischemico acuto: linee guida AHA/ASA 2026

Scritto il 03/02/2026
da Chiara Sideri

Un aggiornamento internazionale ridefinisce la gestione precoce dell’ictus ischemico acuto, dalla fase preospedaliera ai trattamenti di riperfusione, con ricadute concrete sull’organizzazione dell’assistenza. Cosa cambia nella gestione precoce dell’ictus ischemico acuto secondo le nuove linee guida AHA/ASA 2026? Pubblicato su Stroke, il documento aggiorna e sostituisce le raccomandazioni del 2018 e del 2019, integrando le evidenze più recenti su valutazione preospedaliera, trombolisi endovenosa, trombectomia endovascolare e gestione ospedaliera iniziale. Un riferimento aggiornato per tutti i professionisti coinvolti nei percorsi tempo-dipendenti dell’ictus ischemico.

Perché un nuovo aggiornamento sulle linee guida

ictus cervello

L’ictus ischemico acuto (AIS) rappresenta oltre l’80% degli eventi cerebrovascolari ed è una delle principali cause di mortalità e disabilità a lungo termine. L’impatto epidemiologico resta elevato, con una prevalenza destinata a crescere in relazione all’invecchiamento della popolazione e alle disuguaglianze legate ai determinanti sociali della salute.

Le linee guida AHA/ASA 2026 nascono dall’esigenza di incorporare le evidenze emerse dopo il 2018, in particolare in relazione a:

  • criteri di eleggibilità e tempistiche dei trattamenti di riperfusione
  • ruolo dell’imaging avanzato nella selezione dei pazienti
  • gestione della pressione arteriosa e della glicemia in fase acuta
  • organizzazione dei sistemi di emergenza e dei centri ictus
  • prime raccomandazioni strutturate per la popolazione pediatrica

L’obiettivo dichiarato è migliorare gli esiti funzionali attraverso una gestione precoce più appropriata, tempestiva e standardizzata lungo l’intero percorso di cura.

Trombolisi endovenosa

La trombolisi endovenosa resta un cardine del trattamento dell’ictus ischemico acuto. Le linee guida 2026 confermano che:

  • nei pazienti adulti eleggibili entro 4,5 ore dall’esordio, il trattamento deve essere avviato il più rapidamente possibile, evitando ritardi legati a imaging non necessario
  • alteplase e tenecteplase sono entrambe opzioni raccomandate nella finestra temporale standard, secondo dosaggi e criteri specifici

Viene chiarito che:

  • nei pazienti con deficit lievi non disabilitanti, la trombolisi endovenosa non è raccomandata, poiché non ha dimostrato un beneficio rispetto alla terapia antiaggregante
  • nei pazienti con iperglicemia o ipoglicemia severa, è indicata la correzione metabolica e la rivalutazione clinica; se il deficit neurologico disabilitante persiste, la trombolisi può essere somministrata

Le linee guida supportano inoltre l’utilizzo della trombolisi in finestre temporali estese in pazienti selezionati:

  • ictus a esordio ignoto con criteri specifici all’imaging RM
  • ictus 4,5–9 ore o wake-up stroke con evidenza di penombra ischemica su imaging di perfusione automatizzato

Gestione ospedaliera precoce

Le nuove linee guida chiariscono alcuni aspetti chiave della gestione iniziale in ospedale:

  • una riduzione intensiva della pressione arteriosa dopo trombolisi o trombectomia non migliora l’outcome funzionale e può risultare dannosa
  • il controllo glicemico intensivo (80–130 mg/dL) non è raccomandato per migliorare gli esiti a 3 mesi, per l’aumento del rischio di ipoglicemia
  • lo screening della disfagia prima dell’alimentazione orale è raccomandato, così come interventi mirati nei pazienti a rischio

In pazienti selezionati, la stimolazione elettrica faringea può ridurre la severità della disfagia e il rischio di aspirazione, rafforzando il ruolo delle competenze infermieristiche e riabilitative precoci.

Criticità e prospettive future

Nonostante i progressi, le linee guida evidenziano aree di incertezza:

  • efficacia degli interventi educativi nel modificare i comportamenti della popolazione
  • standardizzazione dei percorsi pediatrici
  • definizione ottimale dei criteri di selezione nei casi complessi

La ricerca futura dovrà concentrarsi su modelli organizzativi, equità di accesso e sostenibilità dei sistemi di cura dell’ictus.

Le linee guida AHA/ASA 2026 sull’ictus ischemico acuto rappresentano un’evoluzione rilevante nella gestione precoce della patologia, ampliando le indicazioni ai trattamenti di riperfusione e chiarendo ciò che non migliora gli esiti clinici. Per infermieri e professionisti sanitari, il documento conferma che tempo, appropriatezza e qualità dell’assistenza restano determinanti quanto le opzioni terapeutiche disponibili.