L’infermiere di ricerca rappresenta una figura strategica per l’innovazione clinica e organizzativa, ma il suo sviluppo in Italia resta ancora frammentato. Sebbene il Codice deontologico attribuisca alla professione la responsabilità di produrre, valutare e applicare conoscenze basate su evidenze, la letteratura mostra come i fattori che favoriscono il coinvolgimento degli infermieri nella ricerca siano poco esplorati. Tra carenze strutturali, limitata disponibilità di tempo e scarso riconoscimento istituzionale, la ricerca infermieristica fatica a esprimere appieno il suo potenziale, pur rappresentando una leva essenziale per l’evoluzione dell’assistenza e per la costruzione di competenze avanzate.
Nuove realtà per implementare la figura
Il Journal and Research Club è un gruppo di professionisti che si riunisce regolarmente per discutere, valutare e sintetizzare articoli scientifici. Questo migliora l’alfabetizzazione della ricerca, promuove il pensiero critico e la pratica clinica basta sull’evidenza, incoraggia l’apprendimento condiviso e mantiene i professionisti aggiornati.
I Journal and Research Clubs promuovono la pratica clinica basata sull’evidenza, attraverso la capacità di ricerca e applicazione della pratica, l’espansione del ruolo e della pratica dell’Infermiere di Pratica Avanzata (ANP), l’apprendimento attraverso la pratica riflessiva e la sinergia di gruppo. Sostiene il personale accademico e clinico a colmare il divario tra teoria-pratica, in uno spazio non giudicane e sicuro. Questo processo innovativo permettere di costruire la fiducia con l’Infermiere di Pratica Avanzata (ANP), nutrendo il bisogno di ricerca e condividendo uno spazio sicuro, tra pari, al fine di ottimizzare il processo di cura.
Questo approccio conduce a progressi positivi in ambito educativo, di ricerca e pratico, stimolando il team a una cultura di ricerca basata sulla pratica e aumenta la fiducia nel condurre ricerche guidate da infermieri. Nello studio in questione di Louise Murphy et al., 2025, si è deciso di alternare una sessione di critica degli articoli a un’attività di ricerca più attiva, guidata dagli infermieri. La transizione da infermiere a ricercatore è complessa e presenta dilemmi professionali: può creare un conflitto quando questo si adatta al nuovo ruolo.
Proporre attività riflessive porta gli infermieri a mantenere la loro identità professionale durante la transizione e questa natura duale collega l’assistenza sanitaria alla ricerca. La progettazione di studi simulati insieme a esperti di ricerca e il supporto avanzato permettono una migliore comprensione delle fasi del processo di ricerca.
La collaborazione con figure accademiche e la connessione con ricercatori accademici aumenta il coinvolgimento degli infermieri nel processo di ricerca e incorpora questa nella cura e cultura ospedaliera. Le relazioni interpersonali tra mentor svolgono un ruolo chiave, il ruolo clinico portava dettagli che il mentor non conosceva.
Il futuro
Il mondo infermieristico è sempre stato uno dei punti focali della ricerca; basti pensare a Florence Nightingale, la mamma della statistica. I ricercatori infermieri spesso conservano la loro identità clinica mentre cercano di integrarsi nel ruolo di ricercatore, creando conflitto e incertezza per via di questa dualità di identità. I programmi di formazione alla ricerca devono includere strategie per aiutare gli infermieri ricercatori principianti a orientarsi tra le tensioni esistenti tra la loro identità di infermiere e ricercatore, attraverso la riflessività e un percorso di transizione complesso, che merita maggiore attenzione.
Il mentor è guida, incoraggiamento e coaching individuale, ma questo, nonostante le soddisfazioni personali, può portare stress e sovraccarico. Abbiamo bisogno di fiducia, abbiamo bisogno di migliorare l’assistenza sanitaria diretta e indiretta. Abbiamo bisogno di essere visti, che qualcuno si accorga di quanto sia faticoso continuare a credere di poter migliorare l’assistenza sanitaria, nonostante i tempi grigi e i tagli sanitari. Abbiamo bisogno di continuare a credere che la realtà circostante possa essere migliorata attraverso le nostre azioni e la ricerca.