Pubblicate le graduatorie nazionali
Università, assegnazione posti
Le graduatorie restituiscono un quadro di forte pressione sui corsi a numero programmato. Per Medicina risultano idonei 22.688 candidati, a fronte di 17.278 posti disponibili.
A questi si aggiungono gli idonei per Medicina Veterinaria e per Odontoiatria, inseriti in graduatorie distinte ma costruite secondo un impianto nazionale unico.
Il dato conferma la competitività dell’accesso e la centralità della graduatoria nazionale come strumento di allocazione degli studenti sulle sedi disponibili.
Come funziona l’accesso dopo il semestre aperto
Il nuovo modello di ammissione, introdotto con la riforma dell’accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico, ha superato il test tradizionale concentrando la selezione su un percorso formativo iniziale.
Gli studenti hanno frequentato un semestre comune, sostenendo esami di base e maturando crediti formativi universitari.
È sulla base dei risultati ottenuti in questa fase che viene costruita la graduatoria nazionale, da cui discende l’assegnazione delle sedi e l’accesso al secondo semestre dei corsi di Medicina, Veterinaria e Odontoiatria.
Assegnazione delle sedi e immatricolazioni
Con l’assegnazione delle sedi si apre ora la fase più delicata, quella delle immatricolazioni. Gli studenti che hanno superato tutti gli esami previsti nel semestre aperto possono procedere all’iscrizione presso l’Ateneo assegnato entro le scadenze indicate.
Per chi ha conseguito solo una parte dei crediti è prevista l’immatricolazione con riserva, subordinata al completamento degli esami mancanti entro i termini stabiliti dalle università. Una condizione che introduce elementi di incertezza organizzativa e richiede un’attenta gestione del calendario didattico.
Le alternative previste dal sistema
Gli studenti che non hanno acquisito crediti durante il semestre aperto non accedono alla graduatoria utile per i corsi a numero programmato. Per loro resta la possibilità di iscriversi ad altri corsi di laurea, con eventuale riconoscimento delle attività formative svolte.
Si tratta di una scelta che può incidere in modo significativo sul percorso accademico e professionale, soprattutto per chi punta alle professioni sanitarie a ciclo unico.
Un passaggio chiave per università
L’assegnazione delle sedi non è solo un adempimento amministrativo. Per le università significa gestire un afflusso consistente di studenti in tempi ristretti, con ricadute sull’organizzazione didattica e sulle risorse disponibili. Per il sistema sanitario, il nuovo modello di accesso rappresenta uno snodo strategico nella programmazione della formazione dei futuri professionisti.
Resta centrale il ruolo di indirizzo e coordinamento del Ministero dell’Università e della Ricerca, chiamato a monitorare gli effetti del semestre aperto e della graduatoria nazionale sull’equilibrio tra domanda formativa, capacità degli atenei e fabbisogni del Servizio sanitario nazionale.

