Ricoveri e servizi territoriali sotto pressione
L'Italia sta osservando un aumento costante degli accessi in PS per disturbi psichici
Negli ultimi anni l’Italia sta osservando un incremento costante degli accessi in Pronto Soccorso (PS) per disturbi mentali, un trend che coinvolge adulti, adolescenti e preadolescenti.
I dati più recenti indicano che nel 2023 si sono registrati oltre 570.000 accessi per motivi psichiatrici, pari a poco più del 3% di tutte le visite in PS a livello nazionale.
Si tratta di una crescita significativa rispetto al 2022, quando gli accessi erano circa 547.000, confermando un aumento strutturale della domanda di assistenza per disagio psicologico acuto.
A destare particolare attenzione è l’aumento degli accessi minorili: nel 2023 i PS italiani hanno registrato oltre 64.000 visite tra bambini e adolescenti per disturbi d’ansia, comportamenti autolesivi, disturbi dell’umore, disturbi alimentari e problematiche comportamentali.
Il disagio psicologico in età evolutiva sta assumendo un peso crescente e rappresenta oggi una componente stabile della domanda di emergenza.
Parallelamente aumentano anche i ricoveri psichiatrici e le persone assistite dai servizi territoriali di salute mentale, che nel 2023 hanno superato gli 850.000 utenti.
Tuttavia, la rete di assistenza presenta da anni criticità strutturali, tra cui una disponibilità limitata di posti letto psichiatrici ospedalieri (circa 10 ogni 100.000 abitanti) che rende complessa la gestione dei casi acuti e prolunga la permanenza dei pazienti nei PS.
Perché gli accessi aumentano?
L’aumento degli accessi psichiatrici in PS non può essere spiegato da un unico fattore. Le evidenze mostrano la sovrapposizione di componenti sociali, epidemiologiche e organizzative.
La persistenza del disagio post-pandemia
L’emergenza COVID-19 ha lasciato un’eredità pesante sulla salute mentale: ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare, isolamento sociale nei giovani, consumo di sostanze. Nel 2023 i servizi territoriali hanno riportato un incremento significativo di nuovi utenti, segnale di un malessere che continua anche oltre la fase emergenziale.
Carenze dei servizi territoriali
La richiesta di supporto cresce più rapidamente dell’offerta. In molti territori la presa in carico è difficile, i tempi di attesa sono lunghi e le famiglie si rivolgono al PS perché percepito come unica risposta immediata. Questo vale soprattutto per adolescenti e giovani adulti.
Aumento della consapevolezza e della domanda di aiuto
Si osserva una maggiore sensibilità verso la salute mentale, in particolare tra i giovani. Ciò favorisce l’emersione precoce dei sintomi, ma aumenta anche il ricorso ai servizi di emergenza quando non vi sono alternative accessibili.
Periodi critici: festività e ricorrenze
Le festività rappresentano momenti sensibili per diverse ragioni:
- sospensione delle routine scolastiche e terapeutiche
- aumento dei conflitti familiari
- solitudine e mancanza di rete sociale
- stress economico
- maggior uso di alcol e sostanze
Molti PS registrano picchi di accessi per crisi d’ansia, comportamenti autolesivi e ideazione suicidaria proprio durante festività, fine anno ed estate.
Quadri clinici più complessi
Aumentano i pazienti con doppia diagnosi (disturbo psichiatrico + uso di sostanze, o disturbo psichiatrico + patologia medica), che richiedono valutazioni più lunghe e percorsi assistenziali articolati.
Cosa accade oggi nei Pronto Soccorso
L’assistenza al paziente con disagio psichico in PS presenta caratteristiche peculiari:
- tempi di permanenza lunghi, spesso legati alla mancanza di posti letto o alla difficoltà di reperire strutture adeguate
- ambiente sovrastimolante, potenzialmente sfavorevole in caso di crisi emotiva o agitazione psicomotoria
- elevata variabilità clinica, dal panico alla psicosi acuta, dall’abuso di sostanze all’autolesionismo
- rischio di aggressività, soprattutto nelle fasi di agitazione o disorientamento
- necessità di osservazione prolungata, che impegna risorse e personale
In questo contesto, la figura infermieristica diventa centrale per la sicurezza, la continuità e la qualità dell'assistenza.
Competenze infermieristiche
Gli infermieri sono spesso i primi professionisti a intercettare il disagio e a valutare la stabilità clinica del paziente, assumendo un ruolo determinante in ogni fase dell’assistenza.
| Area di intervento | Contenuti principali |
| Valutazione e triage |
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| Comunicazione terapeutica |
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| Gestione della sicurezza |
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| Monitoraggio clinico e comfort |
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| Continuità assistenziale |
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Cosa possiamo fare
Per rispondere efficacemente alla crescente domanda, sono necessari interventi su più livelli:
| Intervento | Dettagli |
| Potenziare i servizi territoriali di salute mentale |
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| Creare aree dedicate nei PS |
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| Formazione infermieristica avanzata |
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| Interventi di prevenzione nella comunità |
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| Pianificazione nei periodi critici |
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L’aumento degli accessi in Pronto Soccorso per disagio psichico è uno dei segnali più evidenti della fragilità psicologica crescente nella popolazione italiana. Le festività ce lo ricordano un po’ di più. È una sfida clinica, organizzativa e sociale che richiede investimenti, integrazione tra servizi e competenze specifiche.
L’infermiere garantisce accoglienza, valutazione e gestione clinica delle persone che arrivano in PS per disagio psicologico, favorendo la continuità con i servizi specialistici. Il contesto dell’emergenza consente di intercettare precocemente situazioni che richiedono interventi mirati sul piano assistenziale e organizzativo. L’emergenza non è solo un luogo di passaggio, ma un prezioso osservatorio epidemiologico che ci invita ad agire prima che la sofferenza diventi crisi.

