Radiodermiti, ferite post-chirurgiche complesse e sostenibilità delle cure: nel wound care moderno la scelta della medicazione non è più solo un atto tecnico, ma una decisione clinica che incide su esiti, sicurezza e costi. Nell’intervista, le farmaciste ospedaliere Barbara Crivelli e Federica Pieri (IRCCS Galeazzi Sant’Ambrogio) raccontano come innovazione e governance stiano cambiando questo ambito.
La scelta della medicazione come parte del percorso di cura
e farmaciste ospedaliere Barbara Crivelli e Federica Pieri raccontano come innovazione e governance stiano cambiando wound-care.
Per Barbara Crivelli , la selezione della medicazione è un passaggio determinante nei contesti ad alto rischio infettivo, come radiodermiti e ferite da protesi. Una scelta adeguata può prevenire complicanze del sito chirurgico, ridurre riospedalizzazioni e permettere ai pazienti di proseguire trattamenti fondamentali, come radioterapia o riabilitazione.
Nel protocollo adottato presso l’IRCCS Galeazzi, l’impiego di una medicazione a captazione batterica ha portato a una guarigione più rapida, con migliore gestione del dolore e senza interruzioni della terapia oncologica. Crivelli sottolinea come tecnologie non medicate possano rappresentare un vantaggio in un contesto di crescente antimicrobico-resistenza .
Un ulteriore elemento di evoluzione è l’arrivo di piattaforme digitali e strumenti basati su intelligenza artificiale , utilizzati per monitorare in modo standardizzato dimensioni, progressione e rischio infettivo delle ferite. Non si sostituiscono al giudizio clinico, ma supportano decisioni predittive e personalizzate.
Valore, sostenibilità e ruolo della farmacia ospedaliera La prospettiva di Federica Pieri amplia la riflessione sul piano strategico. Per garantire sostenibilità, afferma, occorre superare la logica del “costo unitario ” e valutare le medicazioni rispetto al loro impatto su esiti clinici, durata della degenza e prevenzione delle infezioni. In quest’ottica, un dispositivo avanzato può rappresentare non un aggravio di spesa ma un investimento che genera beneficio per paziente e sistema sanitario.
Pieri evidenzia anche il ruolo decisivo delle farmacie ospedaliere nella governance dei dispositivi: un punto di raccordo tra clinici e amministrazioni, in grado di integrare Health Technology Assessment , procurement e pratica assistenziale. Un approccio orientato al valore permette scelte più appropriate e coerenti con i bisogni reali dei pazienti e dei reparti.