Farmaci salva-vita: riflessioni giuridiche e autonomia infermieristica
Scritto il 19/08/2025
da Chiara Sideri
Nel contesto dell’emergenza-urgenza, la gestione dei farmaci salva-vita rappresenta un nodo cruciale nella pratica clinica infermieristica, dove competenza, prontezza e rigore etico-legale si intrecciano. Negli ultimi anni, l'evoluzione normativa e deontologica ha ridefinito le responsabilità del professionista infermiere, rendendolo sempre più centrale nei processi decisionali di trattamento in condizioni critiche.
Inquadramento normativo: cosa dice la legge italiana
Farmaci salva-vita: inquadramento normativo e autonomia infermieristica
In Italia, il medico è l'unico professionista abilitato a formulare una diagnosi e prescrivere un trattamento farmacologico.
Tuttavia, in ambito emergenza/urgenza, è prevista la possibilità per l'infermiere di agire autonomamente nel rispetto del principio dello stato di necessità:
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo. art. 54 c.p.
e dell'obbligo di intervento:
Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo art. 40 c.p.
Il decreto legislativo di recepimento della direttiva 2013/55/UE, approvato nel gennaio 2016, ha riconosciuto tra le competenze dell'infermiere responsabile dell'assistenza generale anche quella di "avviare autonomamente misure immediate per il mantenimento in vita e intervenire in situazioni di crisi e catastrofi".
La Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU) e l’Italian Resuscitation Council (IRC) hanno approvato congiuntamente un policy statement che riconosce il ruolo dell’infermiere nella somministrazione di farmaci salva-vita in emergenza territoriale, in contesti in cui la tempestività d’azione è determinante per la sopravvivenza.
Nel documento ufficiale, approvato da IRC il 5 novembre 2015 e da SIMEU il 7 novembre 2015, si legge:
La somministrazione, da parte degli infermieri, di terapie anche farmacologiche secondo protocolli condivisi ed emanati ufficialmente dal Direttore della Centrale Operativa 118 si inquadra in un processo finalizzato alla tempestività del trattamento e risulta essenziale per la salvaguardia della vita e/o della salute dei pazienti.
Questi protocolli devono essere:
formalmente approvati dal Direttore della Centrale Operativa 118 competente per territorio
fondati su linee guida e prove di efficacia
supportati da un percorso formativo specifico e accreditato
accompagnati da audit clinici, simulazioni periodiche e sistemi di supervisione attiva (inclusa telemedicina)
Tale visione è coerente con l’art. 10 del D.P.R. 27 marzo 1992, che autorizza il personale infermieristico ad attivare terapie salvavita per il mantenimento delle funzioni vitali secondo protocolli predisposti dal medico responsabile del servizio.
In assenza di protocollo, il ricorso all'art. 54 c.p. (stato di necessità) e all'art. 328 c.p. (omissione di atti d'ufficio) giustifica l'intervento infermieristico tempestivo a tutela della vita del paziente.
Best practices internazionali
Secondo l’Institute for Safe Medication Practices (ISMP), tra le 22 best practices aggiornate nel 2024–2025, è previsto:
uso di barcode point-of-care per ridurre errori di somministrazione
conservazione separata e identificabile dei farmaci ad alto rischio
etichettatura personalizzata e chiara di siringhe e preparati
formazione mirata su molecole critiche come adrenalina, acido tranexamico e naloxone
promozione del double-check indipendente nei contesti ad alta intensità clinica
integrazione tra farmacovigilanza e analisi dei near-miss tramite sistemi digitali
La Joint Commission (NPSG 2025) rafforza l’importanza di:
una corretta riconciliazione farmacologica durante le transizioni di cura
l’implementazione sistematica del “medication labeling” in sala operatoria e area critica
sistemi di tracciabilità elettronica delle somministrazioni e responsabilizzazione dell’équipe multiprofessionale
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nell’ambito del programma globale "Medication Without Harm", definisce strategie di intervento a tre livelli:
Sistema sanitario: governance, risorse e cultura della sicurezza
Pratiche di prescrizione e somministrazione: 5 momenti per la sicurezza dei farmaci (5 Moments for Medication Safety)
Empowerment dell’utente: coinvolgimento attivo del paziente nel percorso terapeutico
Inoltre, i più recenti indirizzi ECRI/ISMP 2024 raccomandano l’uso di unit-dose pre-etichettate, la riduzione dei farmaci look-alike/sound-alike (LASA), e la simulazione clinica come metodo formativo per rafforzare il comportamento sicuro nei contesti di emergenza.’
Garantire monitoraggio vie aeree e parametri vitali
Acido tranexamico
Emorragia massiva (entro 3 ore dall’esordio)
Attenzione al dosaggio e alla velocità di infusione
Salbutamolo (aerosol / MDI)
Crisi asmatiche severe
Somministrazione con maschera nebulizzatrice o distanziatore
Condizioni operative per l’autonomia infermieristica
Perché la somministrazione da parte dell’infermiere sia legittima, devono essere soddisfatte alcune condizioni imprescindibili, che garantiscono sicurezza clinica, copertura giuridica e appropriatezza professionale:
Presenza di protocolli condivisi e approvati: ad esempio da parte del Direttore della Centrale Operativa 118 o da comitati clinici aziendali. Questi devono essere aggiornati, basati sull’evidenza e facilmente accessibili al personale.
Ambito
Requisiti e indicazioni
Formazione accreditata e aggiornamento continuo
Completamento di corsi riconosciuti (ALS, ACLS, PALS)
Partecipazione regolare a esercitazioni, audit clinici e simulazioni ad alta fedeltà
Supervisione medica e rete di supporto
Presenza di un canale diretto e immediato con il medico di centrale operativa
Utilizzo di telemedicina o consulti tramite linea registrata
Documentazione puntuale e tracciabilità
Registrazione su fascicolo sanitario elettronico o scheda assistenziale
Somministrazione consentita solo in ambiti con autonomia infermieristica riconosciuta
Conformità a policy aziendali o regolamenti regionali
Valutazione continua del rischio clinico
Stimare la proporzionalità tra intervento e gravità clinica
Evitare trattamenti non giustificabili sul piano legale o professionale
Queste condizioni configurano un agire professionale eticamente fondato, giuridicamente sostenibile e clinicamente efficace, in linea con i più recenti standard internazionali di sicurezza del paziente.