Ancona, ambulanze senza medico: il 118 chiede assunzioni e protocolli infermieristici

Scritto il 26/05/2026
da Redazione

Nel 118 di Ancona la carenza di medici sta mettendo sotto pressione l’intero sistema dell’emergenza territoriale. Domenica sera Loreto, Jesi e Senigallia sono rimaste senza automedica, con la copertura garantita dagli equipaggi infermieristici. Una soluzione ormai indispensabile per mantenere attivo il servizio, ma che riapre il tema dei protocolli infermieristici e della standardizzazione degli interventi più complessi.

Un terzo dei turni resta scoperto

A fine 2025, secondo quanto riferito dal direttore della centrale operativa 118 di Ancona, Mario Giusti, restava scoperto circa un turno su quattro. Oggi la situazione è peggiorata: Siamo intorno a un terzo dei turni che non riusciamo a coprire.

Nell’Ast di Ancona mancherebbe circa il 40% dei medici necessari al 118. Per coprire i vuoti si ricorre a turni aggiuntivi, contratti di collaborazione, convenzioni e medici specializzandi, mentre sono attesi nuovi avvisi e concorsi.

Dove manca il medico resta l’infermiere

Quando l’automedica non è disponibile, il sistema prova a reggere attraverso le postazioni infermieristiche. Filottrano, Fabriano, Osimo, Loreto e Senigallia hanno già assetti di questo tipo e sono chiamate a gestire interventi sempre più rilevanti nell’emergenza territoriale.

Il punto, però, è la necessità di protocolli chiari. Non ci sono ancora algoritmi standardizzati, spiega Giusti. Per questo è aperto un tavolo tecnico sui protocolli, diventati urgenti proprio per il peso crescente degli equipaggi infermieristici.

Protocolli infermieristici e casi tempo-dipendenti

Il tema riguarda soprattutto gli interventi tempo-dipendenti, nei quali la rapidità della risposta può incidere sugli esiti del paziente.

Arresto cardiaco, shock anafilattico, parto precipitoso, ipoglicemia e overdose sono alcuni degli scenari richiamati. Gli infermieri possono garantire manovre avanzate e assistenza immediata, ma resta necessario definire con precisione confini operativi, responsabilità e procedure condivise.

Giusti chiarisce che l’obiettivo non è sostituire una figura con l’altra. Gli infermieri non sostituiscono i medici, cui resta il compito della diagnosi. E viceversa. All’interno dell’emergenza, le due figure sono complementari.

Il nodo è rendere il sistema più sicuro e uniforme, soprattutto nelle fasce notturne e nei territori dove il supporto medico o dell’elisoccorso può non essere immediatamente disponibile.