Vestizione e consegne sono lavoro effettivo
Il tempo di vestizione è tempo di lavoro
La decisione, emessa in secondo grado, accoglie definitivamente il ricorso presentato per il riconoscimento del tempo necessario a indossare e togliere la divisa e per il passaggio delle consegne come attività lavorativa effettiva.
Secondo quanto stabilito, l’azienda ospedaliera universitaria dovrà corrispondere agli infermieri coinvolti le somme maturate negli ultimi cinque anni.
La pronuncia si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che considera orario di lavoro tutte le attività eterodirette e strettamente funzionali alla prestazione, incluse quelle necessarie a garantire sicurezza, organizzazione del servizio e continuità assistenziale.
Il ricorso era stato promosso nel 2018 dal sindacalista Calogero Coniglio, in una fase in cui il contratto collettivo nazionale di comparto non prevedeva ancora in modo espresso il riconoscimento del tempo di vestizione.
Successivamente, anche alla luce delle pronunce della Corte di Cassazione, il principio è stato recepito nella disciplina contrattuale. La sentenza di Catania, tuttavia, interviene su un periodo precedente all’inserimento nel Ccnl, tutelando le spettanze maturate e rafforzando la certezza del diritto.
Impatto per la professione
Oltre al ristoro economico, circa 71 mila euro complessivi, la decisione assume un valore più ampio per la categoria.
Il riconoscimento del tempo di vestizione e delle consegne come lavoro effettivo riafferma che ogni fase dell’attività infermieristica, anche quella che precede l’ingresso in reparto o che garantisce il passaggio sicuro delle informazioni cliniche, è parte integrante della prestazione professionale.
In un contesto in cui i carichi assistenziali sono elevati e la gestione del tempo incide direttamente sulla qualità delle cure, la definizione chiara dell’orario di lavoro non è solo una questione economica, ma anche organizzativa e di sicurezza.