I numeri del MEF, Fvg in fondo alla classifica
Stipendi infermieri del Friuli Venezia Giulia
Secondo gli ultimi dati disponibili del MEF, la retribuzione media annua dei medici e dirigenti del Ssn in Italia è pari a 86.998 euro, mentre in Friuli Venezia Giulia si attesta a 82.349 euro, collocando la Regione al terz’ultimo posto tra quelle italiane.
Per il personale del comparto, infermieri e altri professionisti sanitari, la media nazionale è di 33.454 euro annui, a fronte di 32.178 euro in Fvg. In questo caso la Regione si posiziona al quart’ultimo posto, davanti solo a Calabria, Puglia e Sardegna.
Un dato che riapre il tema dell’attrattività del sistema sanitario regionale in un contesto di crescente mobilità professionale verso il privato o altre aree del Paese.
Il 6 febbraio scorso la Conferenza delle Regioni ha approvato un documento finalizzato a contrastare l’emorragia di professionisti verso il settore privato e l’estero.
Tra le priorità indicate figurano l’adeguamento del trattamento economico di medici e infermieri, l’allentamento dei vincoli di spesa sul personale e misure di sostegno per i neoassunti fuori sede o destinati ad aree disagiate.
Il presidente della Conferenza è il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. La nota evidenzia tuttavia come, a livello regionale, i tetti di spesa per il personale siano rimasti in vigore pur non essendo più obbligatori, limitando di fatto la possibilità di incrementare organici e retribuzioni.
Risorse disponibili e priorità di spesa
Secondo quanto riportato, la legge finanziaria varata a dicembre sarebbe la più consistente degli ultimi anni, con un incremento del bilancio da cinque miliardi di euro nel 2023 a sei miliardi e mezzo nel 2026.
A fronte di questo aumento, per gli incentivi al personale sanitario sarebbero stati stanziati 39 milioni di euro, pari allo 0,6% della spesa complessiva. La critica riguarda la distribuzione delle priorità di investimento, in un momento in cui la carenza di professionisti rappresenta uno dei principali nodi del sistema sanitario regionale.
Oltre alla componente economica, la nota richiama il tema delle prospettive professionali. Le opportunità di carriera sarebbero limitate anche a seguito di riorganizzazioni ospedaliere e accorpamenti di dipartimenti, con un numero ridotto di incarichi di direzione.
Sul piano organizzativo, vengono segnalate criticità legate a carenza di risorse, carichi di lavoro elevati e un clima lavorativo definito opprimente in alcune realtà.