Fisiologia tiroidea e razionale terapeutico
Iodio-131 isotopo radioattivo con emivita di circa 8 giorni.
La tiroide è una ghiandola endocrina situata anteriormente al collo e utilizza lo iodio per sintetizzare gli ormoni tiroidei T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina). Lo iodio viene captato attivamente attraverso il trasportatore NIS (sodium-iodide symporter).
Lo iodio-131 è un isotopo radioattivo con emivita di circa 8 giorni. Viene prodotto in reattore nucleare e utilizzato in medicina nucleare per scopi diagnostici e terapeutici.
Dopo somministrazione orale (capsula o soluzione), il ^131I:
- viene assorbito nel tratto gastrointestinale
- si concentra selettivamente nel tessuto tiroideo
- emette radiazioni beta e gamma
Radiazioni emesse
Radiazioni beta (β⁻)
Sono elettroni ad alta energia con breve raggio d’azione (1–2 mm nei tessuti). Sono responsabili dell’effetto terapeutico, determinando danno al DNA e morte cellulare.
Radiazioni gamma (γ)
Sono fotoni ad alta energia, altamente penetranti. Permettono il monitoraggio esterno mediante dosimetri e sono responsabili dell’esposizione ambientale di caregiver e operatori.
Lo iodio non captato viene eliminato principalmente tramite urine, saliva e sudore, rappresentando la principale fonte di contaminazione ambientale nelle prime 24–48 ore.
Preparazione del paziente
Prima della terapia
- Dieta povera di iodio per 1–2 settimane
- Sospensione della levotiroxina secondo protocollo
- Test di gravidanza obbligatorio nelle donne in età fertile
- Interruzione dell’allattamento
Durante la somministrazione
Il paziente viene posizionato in stanza dedicata, in isolamento protetto. La somministrazione avviene a distanza di sicurezza. Si raccomanda idratazione abbondante per favorire l’eliminazione renale.
Conseguenze cliniche della terapia
| Categoria | Descrizione |
| Effetti immediati |
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| Effetti a lungo termine |
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Fertilità e iodio-131
La fertilità rappresenta una delle principali preoccupazioni nei pazienti in età riproduttiva.
Fertilità femminile
Le radiazioni ionizzanti possono ridurre temporaneamente la riserva ovarica. Gli effetti più comuni includono:
- irregolarità mestruali transitorie
- possibile riduzione temporanea della fertilità
Le linee guida raccomandano di evitare il concepimento per almeno 6–12 mesi dopo la terapia.
Fertilità maschile
L’esposizione può determinare:
- oligospermia transitoria
- temporanea riduzione della qualità spermatica
Si raccomanda di evitare il concepimento per 3–6 mesi. Nella maggior parte dei casi la fertilità viene recuperata.
| Sesso | Effetto principale | Durata raccomandata di attesa | Indicazioni infermieristiche |
| Femminile | Alterazioni ciclo, riduzione riserva ovarica | 6–12 mesi | Test gravidanza, counseling contraccettivo |
| Maschile | Oligospermia transitoria | 3–6 mesi | Informazione su sospensione concepimento |
Radioprotezione di caregiver e operatori
La gestione radioprotezionistica si basa sul principio ALARA: ridurre esposizione a tempo, distanza e schermatura.
Caregiver
L’esposizione è generalmente inferiore a 1 mSv per trattamento se vengono rispettate le indicazioni:
- distanza ≥1–2 metri
- limitazione del tempo di contatto
- utilizzo di guanti per gestione secrezioni
- evitare contatto con donne in gravidanza e bambini nei primi giorni
| Rischio | Livello | Misura preventiva |
| Esposizione gamma | Basso | Distanza ≥1–2 m |
| Contaminazione secrezioni | Moderato | Guanti, igiene mani |
| Esposizione prolungata | Variabile | Limitare tempo vicino al paziente |
Operatori sanitari
L’esposizione professionale è regolata dal D.Lgs. 101/2020.
Limiti annuali:
- Corpo intero: 20 mSv
- Cristallino: 15 mSv
- Mani: 500 mSv
DPI e meccanismo di protezione
- Camici piombati (0,25 mm Pb-eq): assorbono fotoni gamma
- Occhiali schermanti: protezione cristallino
- Guanti schermanti: riduzione dose alle mani
- Dosimetri personali (TLD)
La distanza riduce la dose secondo la legge dell’inverso del quadrato.
| Tipo esposizione | Limite annuo | Protezione |
| Corpo intero | 20 mSv | Camice piombato, dosimetro |
| Cristallino | 15 mSv | Occhiali schermanti |
| Mani | 500 mSv | Guanti schermanti, pinze |
Ruolo dell’infermiere
L’infermiere rappresenta il fulcro della sicurezza radiologica. Le competenze chiave sono:
- Educazione del paziente e caregiver
- Verifica test gravidanza e counseling fertilità
- Applicazione isolamento e gestione rifiuti radioattivi
- Monitoraggio dosimetrico
- Pianificazione assistenziale per ridurre tempi di esposizione
- Documentazione e tracciabilità delle procedure
La terapia con iodio-131 è altamente efficace nel trattamento dei tumori tiroidei differenziati. I rischi radiologici, inclusi quelli sulla fertilità, sono generalmente temporanei e controllabili se vengono applicate correttamente le misure di radioprotezione.
Il rispetto del principio ALARA, l’uso appropriato dei DPI e l’educazione continua rappresentano strumenti fondamentali per garantire sicurezza a pazienti, caregiver e operatori.
L’infermiere, attraverso competenze tecniche e capacità comunicative, assume un ruolo determinante nella gestione del rischio radiologico e nella tutela della salute riproduttiva.