Stomie intestinali, prevenire le complicanze passa anche dall’assistenza infermieristica

Scritto il 16/06/2026
da Chiara Sideri

La stomia intestinale non è soltanto l’esito visibile di un intervento chirurgico. È un cambiamento anatomico, funzionale, psicologico e sociale che può modificare profondamente la quotidianità della persona, il rapporto con il proprio corpo, la gestione dell’igiene, l’alimentazione, la vita relazionale, l’attività fisica e la percezione di autonomia. Per questo la presa in carico del paziente stomizzato non può essere limitata al confezionamento chirurgico dello stoma o alla scelta del presidio più adatto. Richiede un percorso assistenziale strutturato, precoce e continuativo, nel quale l’infermiere esperto in stomaterapia assume un ruolo centrale nella prevenzione, nel riconoscimento e nella gestione delle complicanze. Una review pubblicata su Current Health Sciences Journal ha analizzato il ruolo dello stoma nurse nella gestione delle complicanze correlate alle stomie intestinali, sottolineando come educazione preoperatoria, corretta selezione del sito, cura meticolosa della cute peristomale e follow-up dopo la dimissione possano incidere sulla sicurezza clinica e sulla qualità di vita del paziente.

Prima dell’intervento

Uno degli aspetti più rilevanti messi in evidenza dalla letteratura è la fase preoperatoria. Quando la stomia è programmabile, l’educazione del paziente e la marcatura del sito dovrebbero essere considerate parte integrante del percorso di cura.

L’informazione preoperatoria consente al paziente di comprendere perché la stomia sia necessaria, quale tipo di stomia verrà confezionata, se sarà temporanea o definitiva e quali presidi saranno utilizzati nella gestione quotidiana:

  • sacche
  • placche
  • adesivi
  • prodotti barriera
  • detergenti
  • materiali per la protezione cutanea

Non si tratta solo di trasmettere informazioni tecniche. Il colloquio preoperatorio permette di intercettare paure, aspettative, difficoltà pratiche, livello di comprensione, eventuali fragilità familiari e bisogni psicosociali. È in questa fase che il paziente può iniziare a costruire familiarità con il dispositivo e con i gesti di autocura che diventeranno parte della sua routine.

La selezione del sito dello stoma è un passaggio altrettanto importante. Quando possibile, dovrebbe essere effettuata prima dell’intervento valutando l’addome in posizione supina, seduta e in piedi. Questa osservazione dinamica permette di individuare un’area che consenta una buona adesione del presidio, riduca il rischio di leakage e limiti le difficoltà nella gestione della sacca.

Il sito dovrebbe essere lontano da prominenze ossee, pliche cutanee, cicatrici, future incisioni chirurgiche e aree irregolari. Gli autori ricordano l’importanza di disporre di circa 3 cm di cute sana e piana intorno allo stoma, così da favorire una tenuta adeguata del dispositivo.

Nei pazienti con addome prominente può essere utile scegliere il punto più visibile e accessibile del profilo addominale; nei pazienti con obesità severa può essere preferibile una marcatura nei quadranti addominali superiori, dove lo spessore del tessuto adiposo può risultare meno problematico rispetto ai quadranti inferiori.

La decisione finale resta chirurgica e può essere modificata dalle condizioni intraoperatorie. Tuttavia, la valutazione preoperatoria con il contributo dello stomaterapista riduce il rischio di complicanze e favorisce un approccio realmente centrato sul paziente.

Cosa deve osservare l’infermiere

Nella pratica clinica, l’osservazione infermieristica deve essere sistematica. Alcuni elementi meritano particolare attenzione:

Aspetto da valutarePerché è importante
Colore dello stomaAlterazioni cromatiche possono suggerire congestione, ischemia o necrosi
ProtrusioneRetrazione o eccessiva protrusione possono favorire leakage, irritazione e difficoltà di gestione
Cute peristomaleEritema, erosioni, ulcerazioni o macerazione sono segnali precoci di complicanza
Tenuta del presidioPerdite ripetute aumentano il rischio di dermatite e riducono la qualità di vita
OutputRiduzione, assenza o incremento eccessivo devono essere interpretati nel contesto clinico
DoloreDolore nuovo o ingravescente può indicare complicanza locale o addominale
SanguinamentoVa distinta la causa traumatica superficiale da possibili fonti più profonde
Autonomia del pazienteLa capacità di gestire il presidio influenza aderenza, sicurezza e rientro alla vita quotidiana
Stato emotivoAnsia, vergogna, isolamento e depressione possono compromettere il percorso di adattamento

Qualità di vita

Vivere con una stomia significa imparare una nuova gestione del corpo. Odori, perdite, rumori, alterazioni dell’immagine corporea, timore dello sguardo altrui e paura di non saper controllare la sacca possono ridurre attività sociali, vita lavorativa, intimità e partecipazione.

Gli autori sottolineano che molte persone con stomia riducono le attività sociali e possono sviluppare ansia o depressione. Per questo l’assistenza non può limitarsi alla cute o al dispositivo. La relazione educativa, la continuità del supporto e la disponibilità di professionisti competenti sono parte della cura.

È importante rassicurare il paziente con informazioni corrette. I moderni presidi sono progettati per essere discreti e resistenti agli odori. Molte attività fisiche, compreso il nuoto, possono essere compatibili con la presenza di stomia, mentre gli sport di contatto estremo richiedono maggiore cautela. La gestione della sacca, la frequenza di svuotamento e il cambio programmato del presidio devono essere personalizzati in base al tipo di stomia, all’output, alla cute e allo stile di vita.