Nel 2050 over 65 al 34%: senza infermieri territorio al collasso

Scritto il 09/09/2026
da Redazione

Gli over 65 passeranno dal 25,1% del 2026 al 34,6% della popolazione nel 2050, mentre gli italiani che convivono con almeno una patologia cronica sono già saliti al 41,5%, dal 38,8% del 2009. Sono le stime ISTAT contenute nel rapporto «Una nuova agenda per la salute: territori, innovazione e collaborazione», presentato l'8 settembre dalla Fondazione PwC Italia ETS a Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia a Roma, nell'incontro promosso da Club Santé Italie.Il rapporto PwC e i dati ISTAT confermano che l'invecchiamento della popolazione in Italia non è sostenibile con gli attuali tassi di carenza infermieristica e i ritardi del DM 77.

I dati del Rapporto PwC sulla sanità territoriale e l'assistenza agli anziani.

Il rapporto indica tre linee di intervento: rafforzare la sanità territoriale, accelerare la trasformazione digitale, consolidare la collaborazione fra pubblico e privato. La tesi di fondo riguarda il superamento di un modello costruito sull'episodio acuto, a favore di percorsi continuativi che vanno dalla prevenzione al follow-up, con ospedale, assistenza primaria, cure domiciliari e strutture intermedie dentro un'unica rete.

Il dato più duro riguarda la non autosufficienza. Nel 2023 meno di quattro over 65 non autosufficienti su dieci risultavano coperti da servizi residenziali, semiresidenziali o domiciliari. Gli altri sei restano a carico delle famiglie.

La forbice fra bisogno e professionisti

Le previsioni demografiche ISTAT diffuse il 31 agosto, con base 1° gennaio 2025, collocano gli ultrasessantacinquenni al 34,5% nel 2050, oltre 18 milioni di persone. La differenza rispetto al 34,6% citato dal rapporto è di un decimale e non cambia la sostanza: un italiano su tre.

Contano di più i grandi anziani, la fascia che assorbe assistenza continuativa. Gli ultra85enni salgono dal 4,1% del 2025 al 7% del 2050 e già oggi 2,7 milioni di ultrasettantacinquenni vivono soli. La FNOPI ha messo in fila queste cifre in una nota del 1° settembre, ricordando che la presa in carico di fragilità e cronicità assorbe il 70% della spesa del Servizio sanitario nazionale.

Carenza infermieri e pensionamenti: le stime FNOPI fino al 2035

La curva della domanda sale mentre quella dell'offerta professionale scende. Tra il 2026 e il 2035 la Federazione stima 80mila pensionamenti di infermieri, con un picco nel 2038 e oltre 17.600 uscite in dodici mesi. Il ricambio non è garantito: nell'anno accademico 2025/2026, per la prima volta, le domande ai test di Infermieristica non hanno coperto i posti a bando, nonostante l'89,1% dei laureati risulti occupato a un anno dal titolo.

Il numero di infermieri per mille abitanti resta sotto la media europea di 8,5 e il rapporto infermieri/medici è fra i più bassi del continente. Dove non arriva la rete formale arriva la famiglia: 1,1 milioni di caregiver informali e quasi una famiglia su due che paga di tasca propria, con rinunce crescenti a prevenzione e controlli.

Infermiere di famiglia e comunità (IFeC): gli standard del DM 77 disattesi

La sanità territoriale che il rapporto chiede di rafforzare ha già i suoi standard. Il DM 77 del 23 maggio 2022 fissa almeno un infermiere di famiglia e comunità ogni 3.000 abitanti, cioè un fabbisogno teorico vicino a 19.657 professionisti, di cui 11.433 destinati alle Case della Comunità. L'ultima rilevazione ministeriale, riferita a fine 2022, ne contava 1.464, che salgono a circa 1.920 includendo il personale impiegato a ore. Come abbiamo raccontato analizzando il ruolo ancora indefinito dell'IFeC, manca perfino un censimento nazionale aggiornato.

Telemedicina, interoperabilità e intelligenza artificiale, gli strumenti su cui il rapporto punta, spostano il lavoro clinico verso il domicilio e verso il monitoraggio a distanza. Chi sorveglia i parametri, intercetta il peggioramento e tiene insieme il percorso è l'infermiere. Senza quel presidio la tecnologia produce dati che nessuno legge.

Cosa succede ora

Due passaggi vanno seguiti nelle prossime settimane. Il primo è l'avvio delle nuove lauree magistrali a indirizzo clinico, voluto dalla FNOPI per allineare l'Italia agli standard europei sulle competenze specialistiche. Il secondo riguarda la definizione contrattuale del profilo dell'infermiere di famiglia e comunità, rimasta in sospeso dopo la preintesa del CCNL Sanità 2025-2027 e le linee di indirizzo Agenas sulle équipe delle Case della Comunità.

Il rapporto PwC indica la direzione. La misura di quanto sarà praticabile la darà il numero di infermieri che il sistema riuscirà a formare, assumere e trattenere nei prossimi dieci anni.

Fonti

  1. Fondazione PwC Italia ETS, Club Santé Italie. Una nuova agenda per la salute: territori, innovazione e collaborazione. Presentazione dell'8 settembre 2026, Palazzo Farnese, Roma.
  2. ISTAT. Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro. Base 1.1.2025. Comunicato stampa, 31 agosto 2026.
  3. FNOPI. Allarme ISTAT su invecchiamento popolazione: infermieri decisivi per il futuro del Paese. 1° settembre 2026.
  4. Ministero della Salute. Decreto 23 maggio 2022, n. 77, Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel SSN. Gazzetta Ufficiale n. 144 del 22 giugno 2022.