Perché l’attività fisica è fondamentale
Un paziente nefropatico o in dialisi può allenarsi? Può andare in palestra, sollevare pesi e sviluppare massa muscolare?
Nei pazienti con malattia renale cronica e in dialisi si osservano frequentemente:
- riduzione della massa muscolare (sarcopenia)
- diminuzione della capacità funzionale
- affaticamento precoce
- peggioramento della qualità di vita
La sedentarietà accelera questo processo. Al contrario, l’attività fisica migliora la capacità cardiovascolare, aumenta la forza muscolare e contribuisce al mantenimento dell’autonomia.
L’esercizio deve essere sempre personalizzato, ma in generale può includere:
| Tipologia | Indicazioni |
| Attività aerobica |
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| Allenamento di resistenza (pesi) |
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| Esercizio combinato | La combinazione di attività aerobica e resistenza è quella più efficace per migliorare la funzione globale. Il paziente nefropatico può allenarsi anche con i pesi. L’allenamento contro resistenza:
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Perché la massa muscolare è difficile da aumentare
Nonostante l’allenamento, esistono fattori che ostacolano l’ipertrofia:
- stato infiammatorio cronico
- aumento del catabolismo proteico
- perdite proteiche durante la dialisi
- ridotto apporto nutrizionale
Il risultato è chiaro: la forza migliora, la funzionalità aumenta e l’aumento significativo della massa muscolare è limitato.
Quando l’eccesso diventa un rischio?
Se l’inattività è dannosa, anche l’eccesso non controllato può rappresentare un problema. L’attività fisica è sicura, ma alcune condizioni possono aumentare il rischio renale:
- allenamenti estremamente intensi e non progressivi
- disidratazione
- uso improprio di FANS
- utilizzo di sostanze anabolizzanti
- diete iperproteiche non bilanciate
In questi contesti può verificarsi la rabdomiolisi, con possibile evoluzione verso danno renale acuto. Non è l’attività fisica a essere pericolosa, ma l’eccesso non controllato. L’esercizio deve essere adattato anche al tipo di accesso:
| Dispositivo / Condizione | Indicazioni |
| Fistola artero-venosa (FAV) |
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| Catetere venoso centrale (CVC) |
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| Dialisi peritoneale | In presenza di Catetere di Tenckhoff:
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Il ruolo dell’infermiere
L’infermiere è una figura chiave nel promuovere uno stile di vita attivo:
- educa il paziente
- riconosce sarcopenia e malnutrizione
- collabora con il team multidisciplinare
- incoraggia programmi sicuri e realistici
Spesso il vero limite è la percezione di fragilità.
Ma si può diventare atleti?
Una domanda frequente è se un paziente nefropatico possa raggiungere livelli sportivi elevati, come competizioni agonistiche o bodybuilding.
La risposta richiede equilibrio:
- in alcune condizioni (fasi iniziali o post-trapianto) è possibile praticare sport anche a buon livello
- in dialisi, i limiti clinici rendono difficili performance estreme
L’obiettivo non è la prestazione, ma la funzione.
Conclusioni
Il paziente nefropatico non è un paziente da immobilizzare. Può allenarsi, fare attività fisica e migliorare forza e qualità di vita.
Ma deve farlo in modo adattato, seguendo obiettivi realistici e sotto guida professionale. L’attività fisica è parte della cura, non una controindicazione.