Leucemia infantile, con l'immunoterapia le ricadute dimezzano

Scritto il 18/09/2026
da Davide Alborino

Nei bambini con leucemia linfoblastica acuta ad alto rischio, due cicli di immunoterapia con blinatumomab al posto di due blocchi di chemioterapia intensiva riducono quasi della metà le recidive e tagliano le tossicità gravi. Lo dimostra lo studio internazionale AIEOP-BFM ALL 2017, pubblicato sul New England Journal of Medicine. Cosa cambia per l'infermiere di oncoematologia pediatrica.

Lo studio AIEOP-BFM ALL 2017 in sintesi

Il 17 settembre 2026 il New England Journal of Medicine ha pubblicato i risultati dello studio AIEOP-BFM ALL 2017 (1): nei bambini e negli adolescenti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B ad alto rischio di ricaduta, i ricercatori hanno sostituito due cicli di chemioterapia ad alta intensità con due cicli di immunoterapia con blinatumomab. Il braccio sperimentale ha registrato quasi la metà delle recidive e meno effetti collaterali gravi rispetto al braccio di controllo.

Il protocollo registrato su ClinicalTrials.gov (NCT03643276) nasce dalla collaborazione tra l'Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP) e il gruppo tedesco Berlin-Frankfurt-Münster (BFM), co-promotori per Italia e Germania (2). Oltre cento centri di otto Paesi hanno arruolato pazienti tra il 2018 e il 2023. In Italia l'AIEOP ha affidato il ruolo di National Coordinating Center alla Fondazione Tettamanti di Monza, che ha seguito project management, visite ai centri, farmacovigilanza, copertura assicurativa e analisi statistiche, con un impegno economico superiore a 1,2 milioni di euro l'anno (3).

Hanno contribuito anche l'Oncologia Pediatrica dell'Università di Padova e la Fondazione Città della Speranza, che hanno centralizzato diagnosi e monitoraggio della malattia per i pazienti italiani (3).

Leucemia linfoblastica acuta pediatrica: serve un'alternativa

In Italia si diagnosticano ogni anno circa 1.400 tumori tra 0 e 14 anni, con un'incidenza di circa 150 casi per milione, e altri 600-800 tra i 14 e i 20 anni. La sopravvivenza è salita dal 30% degli anni Sessanta all'80% dell'ultimo decennio, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute (4). La LLA è la neoplasia più frequente in età pediatrica.

La malattia origina dai progenitori dei linfociti: i blasti, cellule immature, proliferano senza controllo nel midollo osseo, nel sangue e talvolta in altri organi. In base alla linea di origine si distinguono forme B e T. I protocolli attuali portano a guarigione circa il 90% dei bambini, ma circa un paziente su cinque rientra nella categoria ad alto rischio, per caratteristiche genetiche sfavorevoli, per una malattia minima residua (MRD) elevata o per una risposta iniziale insufficiente (3,5). Per loro la prevenzione della recidiva ha richiesto finora blocchi chemioterapici molto intensivi, gravati da infezioni, tossicità d'organo, ricoveri prolungati e mortalità correlata al trattamento (5).

Come agisce il blinatumomab

Il blinatumomab è un anticorpo bispecifico che lega il CD3 dei linfociti T e il CD19 espresso dalle cellule B leucemiche. Mettendo in contatto le due cellule, il farmaco consente al sistema immunitario del paziente di riconoscere e distruggere i blasti. Fino a questo studio i gruppi cooperativi lo avevano usato soprattutto nelle recidive o in aggiunta alla chemioterapia; AIEOP-BFM ALL 2017 ha testato invece la sostituzione di una parte della chemioterapia, come ha spiegato il coordinatore Martin Schrappe in un'intervista all'American Journal of Managed Care(6).

I risultati: meno recidive e meno tossicità

Dopo induzione, consolidamento e un primo blocco intensivo, 709 pazienti ad alto rischio sono stati randomizzati: 358 hanno ricevuto due cicli da 28 giorni di blinatumomab con metotrexato intratecale, 351 i due blocchi chemioterapici standard. I dati presentati da Schrappe al congresso EHA 2026 (5) riassumono gli esiti principali.

Esito (dati EHA 2026)BlinatumomabChemioterapia intensiva
Sopravvivenza libera da eventi a 4 anni83,0%70,3%
Incidenza cumulativa di recidiva a 4 anni11,8%21,4%
Pazienti vivi in remissione completa continua87,1%76,4%
Infezioni clinicamente rilevanti (fase randomizzata)23,9%69,4%
Mucosite grave0,3%10,0%
Eventi avversi neurologici12,0%3,2%

Fonte: presentazione EHA 2026 (5).

Il vantaggio riguarda anche i bambini che avevano ancora malattia minima residua prima della randomizzazione: in questo gruppo la sopravvivenza libera da eventi a 4 anni è stata del 79,1% con blinatumomab contro il 58,3% con la chemioterapia. Le recidive isolate del sistema nervoso centrale si sono fermate a un caso nel braccio sperimentale contro nove nel braccio di controllo. Durante la fase randomizzata 11 bambini trattati con chemioterapia hanno avuto infezioni potenzialmente letali, nessuno tra quelli trattati con blinatumomab (5).

Un profilo di tossicità più favorevole era già emerso nei dati preliminari presentati all'ASH 2023 (7). Il prezzo da pagare riguarda il sistema nervoso: gli eventi neurologici risultano quasi quadruplicati, anche se le forme gravi restano rare (5).

Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti e principal investigator per l'Italia, attribuisce il risultato al lavoro cooperativo dei centri AIEOP, coordinati per la LLA da oltre trent'anni dalla Clinica Pediatrica della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, e al Centro di ricerca Tettamanti, che ha reso disponibili a tutti i bambini italiani profilazioni genetiche e analisi di alto valore prognostico. L'obiettivo dello studio, ricorda, era «migliorare ulteriormente le probabilità di guarigione, riducendo per quanto possibile la tossicità delle cure sui bambini e il loro impatto sulle famiglie» (3).

Blinatumomab e assistenza infermieristica in oncoematologia pediatrica

Se il blinatumomab entrerà negli schemi di prima linea per l'alto rischio, il carico assistenziale cambierà forma. Meno aplasie profonde, mucositi e infezioni gravi; più settimane di infusione continua da gestire con precisione, spesso con il bambino a domicilio tra un cambio sacca e l'altro. Il Riassunto delle caratteristiche del prodotto di Blincyto (8) fissa alcuni punti che l'infermiere deve conoscere:

  • infusione endovenosa continua a velocità costante con pompa, per 28 giorni a ciclo, con set dotato di filtro in linea da 0,2 micron a basso legame proteico;
  • nessun lavaggio della linea né del catetere, soprattutto al cambio sacca o a fine infusione: il flush somministra un bolo di farmaco e può causare sovradosaggio;
  • lume dedicato se il paziente ha un catetere venoso centrale multilume e sostituzione della sacca da parte di un operatore sanitario almeno ogni 96 ore;
  • premedicazione con desametasone prima dell'avvio del primo ciclo e alla ripresa dopo interruzioni prolungate, secondo prescrizione;
  • sorveglianza della sindrome da rilascio di citochine, che compare in mediana dopo 2 giorni con febbre, astenia, cefalea, ipotensione e nausea, e della tossicità neurologica, che può manifestarsi anche in ritardo.

La valutazione neurologica diventa quindi un'attività di routine, da documentare a ogni turno con gli strumenti adottati dal centro: livello di coscienza, orientamento, linguaggio, scrittura nei bambini più grandi, tremori, convulsioni. Il RCP raccomanda il ricovero o la supervisione di un operatore sanitario all'inizio di ogni ciclo e alla ripresa dopo interruzioni di 4 ore o più (8).

L'educazione della famiglia pesa quanto il monitoraggio in reparto. I genitori devono saper riconoscere febbre, cambiamenti del comportamento o del linguaggio, allarmi della pompa e segni di infezione del catetere, e sapere chi chiamare. Resta invariata la sorveglianza infettivologica: le infezioni diminuiscono, ma il RCP richiede di monitorarne segni e sintomi per tutta la terapia (8).

Bibliografia

  1. Schrappe M, Locatelli F, Valsecchi MG, Zugmaier G, Vossen-Gajcy M, Starý J, et al. Blinatumomab for replacing chemotherapy in pediatric acute lymphoblastic leukemia. N Engl J Med. 2026 [pubblicato il 17 settembre 2026]. doi: 10.1056/NEJMoa2604166.
  2. Treatment protocol for children and adolescents with acute lymphoblastic leukemia: AIEOP-BFM ALL 2017 [Internet]. ClinicalTrials.gov identifier: NCT03643276 [consultato il 17 settembre 2026]. Disponibile su: https://clinicaltrials.gov/study/NCT03643276
  3. Fondazione Tettamanti. Leucemia linfoblastica acuta pediatrica ad alto rischio: l'immunoterapia dimezza le recidive e riduce gli effetti collaterali gravi [comunicato stampa]. Monza; 17 settembre 2026.
  4. Ministero della Salute. 15 febbraio, Giornata mondiale contro il Cancro Infantile [Internet]. Roma; 2024 [consultato il 17 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/15-febbraio-giornata-mondiale-contro-il-cancro-infantile/
  5. Mikayelyan S. AIEOP-BFM ALL 2017: blinatumomab successfully replaces two intensive chemotherapy blocks in high-risk pediatric B-ALL [Internet]. OncoDaily; 13 giugno 2026 [consultato il 17 settembre 2026]. Disponibile su: https://oncodaily.com/hematology/blinatumomab-all-eha2026-520664
  6. Blinatumomab improves outcomes, toxicity in high-risk pediatric ALL: Martin Schrappe, MD, PhD [Internet]. Am J Manag Care; 13 giugno 2026 [consultato il 17 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.ajmc.com/view/blinatumomab-improves-outcomes-toxicity-in-high-risk-pediatric-all-martin-schrappe-md-phd
  7. Schrappe M, Locatelli F, Valsecchi MG, Cario G, Vossen-Gajcy M, Stary J, et al. Pediatric patients with high-risk B-cell ALL in first complete remission may benefit from less toxic immunotherapy with blinatumomab: results from randomized controlled phase 3 trial AIEOP-BFM ALL 2017. Blood. 2023;142(Suppl 1):825.
  8. European Medicines Agency. Blincyto (blinatumomab): riassunto delle caratteristiche del prodotto [Internet]. Amsterdam: EMA [consultato il 17 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.ema.europa.eu/it/documents/product-information/blincyto-epar-product-information_it.pdf