Il valore del PICC team infermieristico
Chi può impiantare un PICC secondo le raccomandazioni
La risposta italiana è nel documento di riferimento. Le Raccomandazioni GAVeCeLT 2024 affidano l'impianto di accessi venosi centrali a breve e medio termine a personale medico o infermieristico specificamente e adeguatamente addestrato, e precisano che il posizionamento di un PICC è riservato a chi ha completato un percorso formativo dedicato ai cateteri centrali a inserimento periferico. Per CICC e FICC servono percorsi formativi distinti e specifici (1).
La qualifica da infermiere, da sola, non basta e non è il discrimine. È il percorso su quel dispositivo a definire la competenza, e la stessa logica vale per i sistemi totalmente impiantabili, per la pediatria e per la rimozione degli accessi a lungo termine (1). Non è un dettaglio formale: il consenso informato va raccolto direttamente dall'operatore che esegue la manovra, quindi dall'infermiere che impianta (1). Sui requisiti minimi di addestramento per gli accessi centrali esiste un consenso evidence-based internazionale a cui GAVeCeLT rimanda (2).
Un servizio infermieristico funziona? I dati disponibili
La casistica più informativa viene da un centro terziario di Riyadh, dove una coorte retrospettiva su 333 impianti eseguiti da un servizio PICC interamente gestito da infermieri ha registrato un successo di posizionamento del 99,1%, con il 97% delle procedure guidate da ECG intracavitario. Il tasso complessivo di complicanze è stato di 2,35 eventi per 1000 giorni-catetere, che scendono a 0,42 nei primi dieci giorni dall'impianto; un catetere centrale precedente o concomitante si è confermato fattore di rischio (OR 2,134; IC 95% 1,034-4,404; p = 0,040) (3).
Una seconda esperienza, dalla Fundación Cardioinfantil di Bogotá, ha confrontato due anni consecutivi di attività di un programma di accessi vascolari su 300 impianti: complicanze complessive dal 15,9% all'11,2%, sanguinamento al sito dal 15,3% al 7,0%, e batteriemie catetere-correlate da 1,94 a 0,29 per 1000 giorni-catetere. Gli stessi autori scrivono che resta da chiarire quanto questi risultati siano direttamente attribuibili al gruppo dedicato (4).
Il buco nell'evidenza che nessuno ha ancora colmato
Qui sta il punto che raramente compare nelle presentazioni sui vascular access team. Una revisione Cochrane dedicata al confronto tra team specialistico e modello generalista ha valutato 2398 citazioni, esaminato in dettaglio 30 studi e non ne ha incluso nessuno: non sono stati individuati studi randomizzati capaci di supportare o smentire la superiorità del team dedicato (5).
La situazione non è cambiata molto. Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 su BMJ Open ha raccolto 12 studi molto eterogenei, tra cui solo 2 randomizzatie ha concluso che una metanalisi confermativa del trend non è al momento possibile (6). Coerentemente, SHEA 2022 raccomanda l'utilizzo di team infusionali o per accessi vascolari per ridurre le CLABSI, ma lo colloca tra gli additional approaches con qualità dell'evidenza bassa, non tra le pratiche essenziali (7).
| Affermazione ricorrente | Cosa dice l'evidenza verificata |
|---|---|
| Il team riduce le CLABSI | Riduzioni osservate in studi before-after e serie monocentriche; SHEA 2022 la classifica a evidenza bassa (4,6,7) |
| Aumenta il successo al primo tentativo | Range 81-98% nei gruppi con team nella revisione BMJ Open 2024, ma senza metanalisi e con studi eterogenei (6) |
| L'infermiere impianta come il medico | Nessuno studio randomizzato di confronto diretto: le coorti a braccio singolo non dimostrano non-inferiorità (3,5) |
| Il team fa risparmiare | Nessuna stima economica verificata nelle fonti esaminate: da non affermare senza dati locali |
Il limite meno discusso: chi decide quale dispositivo impiantare
Uno studio multi-metodo condotto in 62 ospedali statunitensi ha rilevato team interni agli accessi vascolari nel 77% delle strutture, con una media di sette infermieri per team e una funzione prevalentemente centrata sull'impianto. Il ruolo nelle decisioni, in particolare sulla scelta del dispositivo appropriato, risulta limitato, con resistenze al coinvolgimento infermieristico nella scelta (8).
È un dato che rovescia l'ordine delle priorità. Se la prima strategia per ridurre le complicanze è l'appropriatezza dell'indicazione, un team che impianta bene un dispositivo scelto male sposta il problema senza risolverlo. Una survey europea sullo stato dei vascular access team documenta quanto la loro diffusione e organizzazione varino tra i Paesi (9).
Cosa serve per costruire un PICC team che regga
Le evidenze disponibili, prese insieme, indicano una direzione operativa piuttosto precisa. Al team serve un percorso formativo specifico per dispositivo, come richiede GAVeCeLT, distinguendo PICC, CICC, FICC e sistemi impiantabili (1). Servono bundle scritti e checklist compilate, perché l'effetto misurato negli studi appartiene al pacchetto tecnico quanto al team. Serve un mandato che comprenda la valutazione dell'indicazione e non solo l'esecuzione della manovra, altrimenti resta il collo di bottiglia rilevato dallo studio americano (8). E serve una raccolta dati locale prospettica, perché in assenza di studi randomizzati il proprio registro è la migliore evidenza disponibile.
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Fonti, linee guida e bibliografia essenziale
- Pittiruti M, Scoppettuolo G, a cura di. Raccomandazioni GAVeCeLT 2024 per la indicazione, l'impianto e la gestione dei dispositivi per accesso venoso [Internet]. Roma: GAVeCeLT; 2024 [citato 10 set 2026]. Disponibile su: https://gavecelt.it
- Moureau N, Lamperti M, Kelly LJ, et al. Evidence-based consensus on the insertion of central venous access devices: definition of minimal requirements for training. Br J Anaesth. 2013;110(3):347-356.
- Alsaleh K, Alosaimi D, Almousawi A, Alshaikh M, Omar H. Effectiveness of a nurse-led peripherally inserted central catheter service: a retrospective cohort study. J Vasc Access. 2025;26(4):1257-1264. doi:10.1177/11297298241263886
- García-Zambrano L, Morales-Gómez D, Dennis-Halley MJ, et al. Making a difference? A retrospective review of peripherally inserted central catheters: a single-center experience in Colombia. SAGE Open Med. 2023;11:20503121231201349. doi:10.1177/20503121231201349
- Carr PJ, Higgins NS, Cooke ML, Mihala G, Rickard CM. Vascular access specialist teams for device insertion and prevention of failure. Cochrane Database Syst Rev. 2018;(3):CD011429. doi:10.1002/14651858.CD011429.pub2
- Fernandez-Fernandez I, Parra-García G, Blanco-Mavillard I, Carr PJ, Santos-Costa P, Rodríguez-Calero MÁ. Vascular access specialist teams versus standard practice for catheter insertion and prevention of failure: a systematic review. BMJ Open. 2024;14:e082631. doi:10.1136/bmjopen-2023-082631
- Buetti N, Marschall J, Drees M, et al. Strategies to prevent central line-associated bloodstream infections in acute-care hospitals: 2022 update. Infect Control Hosp Epidemiol. 2022;43(5):553-569. doi:10.1017/ice.2022.87
- Quinn M, Horowitz JK, Krein SL, Gaston A, Ullman A, Chopra V. The role of hospital-based vascular access teams and implications for patient safety: a multi-methods study. J Hosp Med. 2023 Dec 15 [online ahead of print]. doi:10.1002/jhm.13253
- Cortés Rey N, et al. The state of vascular access teams: results of a European survey. Int J Clin Pract. 2021;75(12):e14849.