Ccnl sanità 2025-2027, nuovo confronto all’Aran: sindacati critici su risorse, indennità e assunzioni

Scritto il 06/05/2026
da Redazione

Prosegue all’Aran la trattativa per il rinnovo del Ccnl sanità pubblica 2025-2027. Nel secondo incontro del 5 maggio sono stati illustrati alle organizzazioni sindacali i primi dati economici disponibili, ma dalle sigle arriva un messaggio comune: le risorse stanziate rappresentano una base di partenza, ma non bastano per rispondere alle criticità del personale del Servizio sanitario nazionale.

Le risorse sul tavolo

Secondo quanto illustrato dall’Aran, le risorse ordinarie previste per il rinnovo ammontano a 512 milioni di euro dal 2025, 1,024 miliardi dal 2026 e 1,537 miliardi a regime dal 2027.

In termini medi, gli incrementi sarebbero pari a circa 48 euro lordi mensili dal 2025, 97 euro dal 2026 e 145 euro a regime dal 2027, per 13 mensilità.

A queste somme si aggiungono risorse vincolate per specifiche indennità:

Fp Cgil: “Fare bene e presto”

La Fp Cgil, Funzione pubblica della Cgil, richiama la necessità di accelerare il confronto, ma senza sacrificare la qualità dell’accordo.

È necessario realizzare una trattativa contrattuale che possa fare bene e presto, proprio in quest’ordine, afferma la Fp Cgil nella propria nota sul confronto.

La sigla indica come priorità il sistema indennitario legato alle condizioni di lavoro, gli incarichi di base e la valorizzazione professionale di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale.

Secondo la Fp Cgil, le risorse oggi disponibili possono consentire risposte su alcune priorità, ma non bastano per affrontare in modo complessivo le criticità del comparto.

Uil Fpl: “Valorizzare tutte le professioni”

La Uil Fpl chiede un contratto capace di riconoscere tutte le professionalità del comparto sanità, senza concentrare l’attenzione solo su alcune aree. Occorre valorizzare tutte le professioni senza lasciare indietro nessuno, sostiene il sindacato.

Il riferimento è al personale dell’area sanitaria, socio-sanitaria, tecnica, amministrativa e professionale, oltre agli operatori del 118 e dell’emergenza.

Per la Uil Fpl, le risorse disponibili possono fornire prime risposte, ma non sono sufficienti senza interventi legislativi in grado di superare il tetto al salario accessorio e i vincoli sulle assunzioni.

Tra le priorità indicate vi sono: revisione delle indennità, incarichi professionali, tutela del potere d’acquisto, conciliazione vita-lavoro, formazione continua, salute e sicurezza degli operatori e riconoscimento di nuove figure professionali.

Fials: “Risorse non ancora adeguate”

La Fials mantiene una posizione prudente e critica sul quadro economico presentato. Le risorse illustrate non appaiono, allo stato attuale, adeguate a rispondere concretamente alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica, afferma la Fials, sindacato del comparto sanità.

Per la sigla, il rinnovo deve segnare un cambio di passo dopo anni di carichi crescenti, carenze di personale e perdita di potere d’acquisto.

Il sindacato chiede incrementi salariali reali e coerenti con l’inflazione, valorizzazione del sistema degli incarichi, pieno riconoscimento delle responsabilità del comparto e una rivalutazione significativa delle indennità.

Tra i temi indicati anche il welfare contrattuale, il benessere organizzativo e diritti fondamentali come quello alla mensa.

Salario accessorio e assunzioni

Su un punto le posizioni sindacali convergono: la contrattazione rischia di restare limitata se non verranno rimossi i vincoli strutturali che pesano sul sistema.

In particolare, i sindacati chiedono il superamento del tetto al salario accessorio e dei limiti alle assunzioni, due elementi considerati decisivi per migliorare davvero le condizioni di lavoro e rafforzare gli organici.

Il tema non è solo economico, le sigle collegano il rinnovo contrattuale alla tenuta complessiva del Servizio sanitario nazionale, oggi segnato da carenze di personale, turni gravosi, difficoltà di reclutamento e perdita di attrattività.

La trattativa proseguirà con i prossimi incontri già fissati per il 12 e il 26 maggio. Il confronto entra ora nella fase più delicata: trasformare le risorse disponibili in misure contrattuali concrete su salari, incarichi, indennità, welfare, sicurezza e organizzazione del lavoro.

Per i sindacati, il rinnovo del Ccnl 2025-2027 dovrà dimostrare se la sanità pubblica intende davvero riconoscere il valore dei professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza ai cittadini.