Attività non infermieristiche: quanto tempo tolgono al turno

Scritto il 24/10/2026
da Davide Alborino

Le attività non infermieristiche sono i compiti che l'infermiere svolge anche se non richiedono la sua formazione: rispondere al telefono, cercare materiale, trasportare pazienti, distribuire il vitto, sbrigare pratiche amministrative o coprire funzioni di altri professionisti. La scoping review pubblicata nel 2026 sul Journal of Nursing Management da ricercatori delle università di Udine, Torino, Verona e del Piemonte Orientale ha mappato 28 studi usciti tra il 1984 e il 2024: queste attività assorbono circa il 20-30% del tempo di lavoro e si associano a minore soddisfazione, burnout e cure mancate (1).

I compiti tra le attività non infermieristiche

Gli studi le dividono in due gruppi (1). Il primo raccoglie compiti a bassa qualificazione: amministrazione, pulizie, ordini di materiale, trasporto di pazienti, consegna dei vassoi. Il secondo comprende attività che spetterebbero ad altri professionisti con formazione di pari livello, come fisioterapisti, dietisti o medici. In questo caso l'infermiere resta accanto al paziente, ma lavora fuori dal proprio mandato.

Le definizioni cambiano da uno studio all'altro. In quarant'anni la letteratura è passata dalle «non-nursing duties» alle «non-value-added activities» di matrice lean, fino al termine oggi più usato, non-nursing tasks. Il contesto pesa: in un reparto organizzato per compiti rigidi una telefonata è un'attività impropria, in oncologia può diventare coordinamento dell'assistenza.

Quanto tempo del turno assorbono le attività improprie?

Nei singoli studi la quota oscilla dall'1,4% al 60% del tempo di lavoro; le ricerche dell'ultimo decennio restringono la forbice al 10-32,6% (1). Tre studi hanno stimato anche i costi, con perdite che nelle unità medico-chirurgiche statunitensi superavano il milione di dollari l'anno. Il dato conta di più oggi: secondo il rapporto OMS State of the World's Nursing 2025 nel mondo mancano 5,8 milioni di infermieri su una forza lavoro di 29,8 milioni (2).

In Italia lo studio mixed-methods di Conti e colleghi, condotto su 236 infermieri di 27 reparti di medicina e chirurgia in cinque ospedali piemontesi, ha rilevato in un turno circa un quarto del tempo speso in attività delegabili: una mediana di 105 minuti in medicina e 95 in chirurgia (3). Gli infermieri indicavano come cause principali la carenza di personale di supporto e il fatto che gli operatori presenti fossero già impegnati altrove.

Perché l'infermiere finisce per fare il lavoro di altre figure?

La revisione colloca le cause su tre livelli (1). Il più documentato, in 24 studi, è l'unità operativa: organici ridotti, carichi elevati, poco personale di supporto, skill mix modificato, mansionari poco chiari. Uno studio cita una cartella elettronica non integrata, che obbligava a registrare lo stesso dato in più punti.

Il livello interprofessionale, emerso in cinque studi, riguarda ruoli sovrapposti e comunicazioni gerarchiche o informali senza regole di delega. Sul piano individuale contano l'esperienza, la capacità di delegare e il senso di responsabilità verso il paziente. Un lavoro qualitativo italiano del 2025 descrive infermieri che svolgono compiti riconosciuti come delegabili pur di non lasciare indietro un bisogno (4). La proposta teorica di Stalpers e colleghi chiama questo intreccio «entanglement»: le attività di cura sono così interdipendenti che separarle senza perdere continuità diventa difficile (5).

In Italia il tema ha una lunga storia deontologica. L'art. 49 del Codice del 2009 chiedeva all'infermiere di compensare le carenze «che possono eccezionalmente verificarsi» e di rifiutare la compensazione, documentandola, quando diventava abituale o ricorrente: Nurse24 ne ha ricostruito il dibattito (6). Oggi il riferimento è il Codice deontologico FNOPI in vigore dal 22 marzo 2025 (7). La revisione descrive con i dati la stessa deriva: una compensazione nata come eccezione e diventata una forma ordinaria di flessibilità organizzativa.

Conseguenze per pazienti, infermieri e organizzazione

Ventidue studi hanno indagato gli esiti (1). Per l'infermiere emergono minore soddisfazione, stress, burnout, confusione di ruolo e intenzione di lasciare. Sul paziente ricadono meno assistenza diretta, cure mancate e, in alcuni lavori, più eventi avversi ed errori. L'organizzazione paga in produttività e costi.

Il disegno degli studi impone cautela: in gran parte sono trasversali e basati su questionari autocompilati, solo due usano strumenti validati come RN4CAST e MISSCARE. Queste associazioni indicano dove guardare; per stabilire un nesso di causa servono studi di intervento, quasi assenti nella letteratura mappata.

Cosa cambia con l'assistente infermiere istituito nel 2025?

Il DPCM del 28 febbraio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2025, recepisce l'Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024 e istituisce l'assistente infermiere, una qualifica ulteriore per l'operatore socio-sanitario (8). Il corso dura almeno 500 ore, con 200 ore di teoria e 280 di tirocinio. L'assistente infermiere svolge le attività attribuite dall'infermiere in situazioni a bassa discrezionalità e alta standardizzazione e ne riferisce a lui, in quanto responsabile dell'assistenza infermieristica generale.

Il principio ha radici lontane: il profilo professionale dell'infermiere (DM 739/1994) stabilisce che per le proprie funzioni l'infermiere «si avvale, ove necessario, dell'opera del personale di supporto» (9). Il CCNL del comparto sanità 2022-2024, firmato il 27 ottobre 2025, colloca la nuova figura tra l'area degli operatori e quella dei professionisti della salute (10). Con la sentenza n. 14262/2026 il TAR del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso di un sindacato contro il decreto, osservando che il profilo non svolge attività di competenza esclusiva dell'infermiere.

Norme e atti recenti sulla divisione del lavoro in reparto
AttoCosa stabilisceCosa significa in reparto
DM 739/1994Responsabilità dell'assistenza infermieristica; ricorso, ove necessario, al personale di supportoL'attribuzione al supporto è prevista; la responsabilità dell'assistenza resta all'infermiere
DPCM 28 febbraio 2025Istituisce l'assistente infermiere, con un corso di almeno 500 oreAttività attribuite dall'infermiere, a bassa discrezionalità e alta standardizzazione
CCNL comparto sanità 2022-2024Inquadra l'assistente infermiere tra operatori e professionistiLa figura entra nell'ordinamento contrattuale delle aziende del SSN
TAR Lazio, sentenza n. 14262/2026Dichiara inammissibile il ricorso contro il DPCMIl profilo non svolge attività di competenza esclusiva dell'infermiere

Sulle attività improprie l'effetto dipende dagli organici. Lo studio piemontese mostra che l'infermiere non delega soprattutto quando il personale di supporto manca o è già occupato (3): la nuova figura alleggerisce il turno solo se le aziende la assumono e la inseriscono nei reparti. Su ruolo e confini il confronto resta aperto, come documenta l'analisi pubblicata su Assistenza Infermieristica e Ricerca (11).

Ridurre le attività improprie in reparto

La revisione chiede a coordinatori e direzioni di rivedere organici, skill mix e rapporto infermiere-pazienti, ridisegnare i flussi di lavoro e chiarire le regole di delega (1). In reparto si parte da quattro gesti.

  • Misurare. Per una settimana annotate a ogni turno i minuti spesi in compiti amministrativi, alberghieri o di altre professioni: al coordinatore serve un numero.
  • Attribuire in modo esplicito. Chi, che cosa, entro quando, con quale verifica. Supervisione e valutazione dell'esito restano all'infermiere.
  • Documentare e segnalare. Quando la copertura di altre figure diventa ricorrente, mettetela per iscritto al coordinatore con giorni, turni e minuti.
  • Eliminare i doppioni. Segnalate i dati che il reparto registra in più sistemi informatici: la revisione cita la cartella non integrata tra le cause.

Alla ricerca mancano studi multicentrici, dati sui turni di notte e prove sull'efficacia degli interventi: gli autori chiedono definizioni e strumenti di misura condivisi (1).

Bibliografia

  1. Magro G, Bassi E, Chiappinotto S, Dussi G, Conti A, Ambrosi E, et al. Patterns, evidence, gaps and recommendations across studies of non-nursing tasks: findings from a scoping review. J Nurs Manag. 2026;2026:9885933. doi: https://doi.org/10.1155/jonm/9885933
  2. World Health Organization. Nursing workforce grows, but inequities threaten global health goals (State of the World's Nursing 2025) [Internet]. Ginevra: WHO; 2025 [consultato il 24 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.who.int/news/item/11-05-2025-nursing-workforce-grows--but-inequities-threaten-global-health-goals
  3. Conti A, Gonella S, Berardinelli D, Dimonte V, Campagna S. Time spent on activities that can be delegated and reasons for not delegating among acute care nurses: a mixed-methods study. J Adv Nurs. 2024;80(12):5102-19. doi: https://doi.org/10.1111/jan.16315
  4. Gonella S, Conti A, Arlorio M, Cuoghi P, Dimonte V, Campagna S. Experiences of activities perceived as delegable among nurses in medical and surgical settings can help to guide health care policies: a qualitative phenomenological study. J Patient Saf. 2025;21(8):569-74. doi: https://doi.org/10.1097/PTS.0000000000001389
  5. Stalpers D, Schoonhoven L, Dall'Ora C, Ball J, Griffiths P. "Entanglement of nursing care": a theoretical proposition to understand the complexity of nursing work and division of labour. Int J Nurs Stud. 2025;163:104995. doi: https://doi.org/10.1016/j.ijnurstu.2025.104995
  6. Mafrica A. Abolire l'art. 49 del Codice Deontologico potrebbe danneggiare gli infermieri? [Internet]. Nurse24.it [consultato il 24 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.nurse24.it/infermiere/dalla-redazione/abolire-articolo-49-codice-deontologico-sbagliato.html
  7. Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche. Entrato in vigore il Codice deontologico [Internet]. Roma: FNOPI; 24 marzo 2025 [consultato il 24 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.fnopi.it/2025/03/24/codice-deontologico-in-vigore/
  8. Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 febbraio 2025. Recepimento dell'Accordo stipulato il 3 ottobre 2024 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul profilo di assistente infermiere. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 142 del 21 giugno 2025. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/06/21/25A03430/sg
  9. Decreto del Ministro della Sanità 14 settembre 1994, n. 739. Regolamento concernente l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell'infermiere. Disponibile su: https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO/1994/09/14/739/ORIGINAL
  10. ARAN. Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto Sanità, triennio 2022-2024, sottoscritto il 27 ottobre 2025 [Internet]. Roma: ARAN; 2025. Disponibile su: https://www.aranagenzia.it/wp-content/uploads/2025/10/2025.10.27-CCNL-comparto-definitivo-alla-firma.pdf
  11. Brugnolli A, Di Giulio P, Laquintana D, et al. L'assistente infermiere: i nodi del dibattito. Assist Inferm Ric. 2024;43(4):191-200. doi: https://doi.org/10.1702/4388.43854

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