Aggressioni infermieri, weekend teso tra Napoli e Agrigento

Scritto il 19/10/2026
da Redazione

Due aggressioni a infermieri di pronto soccorso hanno segnato il fine settimana. A Napoli un paziente ha colpito al volto un infermiere del Vecchio Pellegrini e lo ha minacciato di morte: dieci giorni di prognosi. Ad Agrigento un uomo ha sfondato una vetrata del San Giovanni di Dio e ha provato a raggiungere un infermiere in servizio; lo hanno fermato due agenti della polizia penitenziaria che si trovavano in ospedale per scortare un detenuto.

Perché un paziente ha aggredito un infermiere al Pellegrini?

Nella notte tra sabato e domenica un uomo arriva al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini con nausea e vomito. Il personale lo sistema su una poltrona per il prelievo, ma lui pretende un letto. L'infermiere gli spiega che i pochi posti liberi servono ai pazienti con gravi difficoltà respiratorie, collegati alle prese dell'ossigeno.

La risposta è uno schiaffo in pieno volto, seguito dalle minacce: «Non ho nulla da perdere, mi farei anche vent'anni di galera pur di romperti la testa», secondo la ricostruzione dell'associazione Nessuno tocchi Ippocrate. L'infermiere riporta un trauma facciale con dieci giorni di prognosi e un forte shock. Gli agenti della Polizia di Stato identificano l'uomo, già noto per comportamenti aggressivi, e lo denunciano.

Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha espresso «la più ferma e assoluta condanna» e ha richiamato le misure decise in Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica: più presidi fissi di polizia negli ospedali, guardie giurate, collegamenti diretti con le forze dell'ordine e videosorveglianza.

Cosa è successo al pronto soccorso del San Giovanni di Dio?

Ad Agrigento la scena si consuma in serata, nella sala d'attesa del pronto soccorso. Un uomo in evidente stato di alterazione, che secondo le prime notizie soffrirebbe di disturbi psichiatrici, manda in frantumi una vetrata e si scaglia contro un infermiere. Due agenti della polizia penitenziaria, presenti per accompagnare un detenuto agli accertamenti, si mettono in mezzo e con una guardia giurata lo immobilizzano. L'infermiere non riporta lesioni; le cronache locali non parlano di denunce.

OspedaleCosa è successoConseguenze per l'infermiereEsito
Vecchio Pellegrini, NapoliSchiaffo al volto e minacce di morte da un paziente in attesa del lettoTrauma facciale, 10 giorni di prognosiAggressore denunciato dalla Polizia di Stato
San Giovanni di Dio, AgrigentoVetrata distrutta e tentativo di aggressione in sala d'attesaNessuna lesioneUomo bloccato da polizia penitenziaria e vigilanza

Quante aggressioni subiscono ogni anno gli infermieri in Italia

Il caso del Pellegrini è il ventunesimo del 2026 nel territorio dell'Asl Napoli 1 Centro, il trentaquattresimo sommando l'Asl Napoli 2 Nord, secondo il conteggio di Nessuno tocchi Ippocrate. A livello nazionale la relazione 2025 dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (ONSEPS) del Ministero della Salute conta quasi 18.000 episodi e 23.367 operatori coinvolti (1).

Gli infermieri sono la categoria più colpita, con il 55% delle aggressioni, davanti a medici (16%) e OSS (11%); le donne firmano il 60% delle segnalazioni. Pronto soccorso, SPDC e aree di degenza restano i contesti più critici. Il 69% degli episodi è verbale, il 25% fisico e il 6% contro beni e strutture, come la vetrata di Agrigento (1). Il Ministero legge l'aumento delle segnalazioni anche come segno di una cultura della segnalazione più diffusa: un episodio senza feriti va comunque registrato nei sistemi aziendali.

Rischi per chi aggredisce un infermiere

La legge 113/2020 ha inasprito le pene per le lesioni al personale sanitario, le ha rese procedibili d'ufficio e ha introdotto sanzioni amministrative per chi usa violenza o insulti contro gli operatori (2). Il decreto-legge 137/2024, convertito dalla legge 171/2024, ha aggiunto l'arresto in flagranza differita, anche sulla base di video, e il reato di danneggiamento dei beni destinati all'assistenza sanitaria commesso con violenza o minaccia (3).

Fonti

  1. Ministero della Salute, Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie. Relazione attività anno 2025 [Internet]. Roma: Ministero della Salute; 2026 [consultato il 19 ottobre 2026]. Disponibile su: https://storagehub.homnya.net/cmsimage/2026/03/relazione_onseps_attivita_2025_11_3_2026.pdf
  2. Legge 14 agosto 2020, n. 113. Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni. Gazzetta Ufficiale n. 211 del 24 agosto 2020. Disponibile su: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2020-08-14;113
  3. Decreto-legge 1 ottobre 2024, n. 137, convertito con modificazioni dalla legge 18 novembre 2024, n. 171. Misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura. Disponibile su: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2024-10-01;137

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