Spesa sanitaria out of pocket: cosa dice l’OMS su 40 Paesi
Protezione finanziaria, il cuore della copertura sanitaria universale
L'accessibilità economica delle cure è uno dei pilastri della copertura sanitaria universale. L'OMS parla di protezione finanziaria: nessuno dovrebbe scegliere tra curarsi e soddisfare altri bisogni essenziali (1).
La minaccia principale sono i pagamenti diretti (out-of-pocket): ticket, farmaci, visite private, ausili, cure odontoiatriche. Quando diventano eccessivi, impoveriscono le famiglie o le spingono a rinunciare alle cure (1).
Il rapporto, pubblicato a dicembre 2023, analizza 40 Paesi, compresa l'intera Unione Europea, con dati del 2019 o dell'ultimo anno prima della pandemia (1).
Cosa sono la spesa sanitaria catastrofica e quella impoverente?
La spesa sanitaria impoverente riguarda le famiglie che, dopo aver pagato le cure, scendono sotto la soglia di povertà o vi sprofondano ulteriormente. La spesa sanitaria catastrofica riguarda le famiglie in cui i pagamenti diretti superano il 40% della capacità di spesa familiare (1).
Il quadro europeo: forti differenze tra Paesi e tra fasce di reddito
La quota di famiglie impoverite dalle spese sanitarie va da meno dell'1% in Paesi come Belgio, Spagna e Regno Unito a oltre il 7% in Albania, Bulgaria e Ucraina (mediana UE: 2%). La spesa catastrofica va da meno del 2% in Irlanda, Svezia e Regno Unito a oltre il 14% in Bulgaria, Lettonia e Ucraina (mediana UE: 4%) (1).
Le medie, però, nascondono le disuguaglianze: nel quintile più povero l'incidenza della spesa catastrofica è da due a cinque volte superiore alla media nazionale. In tutti i Paesi studiati, le famiglie del quintile più povero rappresentano almeno il 40% dei nuclei con spesa catastrofica (1).
Farmaci e cure dentali: i principali motori del disagio economico
Il primo fattore sono i farmaci extraospedalieri: in media il 38% dei pagamenti diretti nelle famiglie con spesa catastrofica, il 60% nel quintile più povero. Seguono cure odontoiatriche (18%), dispositivi medici (15%) e assistenza ospedaliera (13%) (1).
Le cure dentali pesano di più sulle famiglie benestanti perché quelle più povere spesso vi rinunciano per costi, distanza o attese (1).
Italia: dove si colloca il nostro Paese nel confronto europeo
Nel 2019 l'Italia aveva oltre il 4% di famiglie impoverite, il doppio della mediana UE, e una spesa catastrofica tra il 5% e il 10% (1).
Il rapporto OMS sull'Italia, pubblicato nel 2025, aggiorna i dati al 2022: l'8,6% delle famiglie ha sostenuto spese catastrofiche e il 3,7% è stato impoverito o ulteriormente impoverito. Nel quintile più povero la spesa catastrofica sale al 27% ed è più alta nel Mezzogiorno. Nelle famiglie colpite pesano soprattutto i farmaci extraospedalieri (39%), seguiti da prestazioni ambulatoriali (23%) e cure dentali (22%) (2).
Il 9° Rapporto GIMBE, presentato il 7 ottobre 2026, riprende questi dati e aggiunge i più recenti: nel 2025 la spesa sanitaria pagata di tasca propria ha raggiunto 42,4 miliardi, il 22,3% della spesa totale, contro il 15% che l'OMS indica come riferimento per una solida protezione finanziaria. Nel 2024 il 9,9% della popolazione ha rinunciato a visite o esami, 3,1 milioni di persone per motivi economici (3).
La copertura, basata sulla residenza, supera il 99%, ma per i ticket sui farmaci l'Italia è tra i Paesi con esenzioni limitate e senza tetto di spesa (1). Limitate non vuol dire assenti: oltre a quelle per patologia, le esenzioni per reddito riguardano soprattutto bambini sotto i 6 anni, over 65 e disoccupati, lasciando scoperti molti adulti a basso reddito in età lavorativa. Inoltre i ticket variano tra Regioni (2).
Quali scelte di copertura sanitaria sconsiglia l'OMS Europa?
Il rapporto individua cinque scelte politiche che indeboliscono protezione finanziaria, equità, efficienza e resilienza dei sistemi sanitari (1):
- Legare il diritto alle cure al pagamento dei contributi: penalizza disoccupati, precari e lavoratori autonomi. Dove la copertura è universale o quasi, la spesa catastrofica mediana è del 3%, contro il 9% dei Paesi con lacune maggiori.
- Escludere persone dalla copertura: migranti irregolari, rifugiati e richiedenti asilo hanno spesso accesso solo alle cure urgenti o incontrano barriere amministrative.
- Applicare ticket senza meccanismi di protezione: anche importi modesti possono ridurre l'aderenza terapeutica e peggiorare gli esiti, soprattutto in chi ha redditi bassi o malattie croniche.
- Non coprire i trattamenti nelle cure primarie: visite e diagnostica sono spesso tutelate, mentre farmaci, dispositivi e cure dentali restano in gran parte a carico dei cittadini.
- Considerare le assicurazioni sanitarie volontarie la soluzione: vengono sottoscritte soprattutto dalle famiglie più ricche e tendono ad aumentare le disuguaglianze.
Sul terzo punto le evidenze sono solide. L'introduzione della compartecipazione sui farmaci è stata associata a un aumento di eventi avversi gravi in anziani e persone a basso reddito (4), e una revisione sistematica conferma il legame tra maggiore compartecipazione e minore aderenza (5). Al contrario, in un trial randomizzato la distribuzione gratuita di farmaci essenziali ha migliorato l'aderenza (6).
Le soluzioni: esenzione automatica per redditi bassi e patologie croniche, un tetto annuo di spesa legato al reddito, ticket fissi e bassi anziché percentuali e un universalismo progressivo (1,7).
Cosa può fare l'infermiere contro le barriere economiche alle cure?
Si tratta di scelte di politica sanitaria, ma secondo chi scrive questi dati interrogano direttamente la professione infermieristica. Se il peso economico si concentra su farmaci, dispositivi e cure territoriali, è nell'assistenza primaria che le difficoltà diventano visibili. L'Infermiere di Famiglia o Comunità (IFoC), per cui il DM 77/2022 fissa lo standard di uno ogni 3.000 abitanti (8), è in una posizione privilegiata per intercettarle.
Nella pratica significa indagare anche le ragioni economiche della mancata aderenza, informare pazienti e caregiver sulle esenzioni a cui hanno diritto e attivare, quando serve, la rete dei servizi sociali. Una terapia sospesa per motivi di costo non è un problema di aderenza, ma un bisogno di salute non soddisfatto che chiede una risposta al sistema.
Conclusioni: una sfida per il sistema e per la professione
La questione non è solo quanto si spende, ma chi paga e per cosa. Resta una domanda: quanti dei nostri assistiti rinunciano a una terapia per motivi economici senza dircelo?
Bibliografia
- WHO Regional Office for Europe. Can people afford to pay for health care? Evidence on financial protection in 40 countries in Europe. Summary. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2023. (WHO/EURO:2023-8969-48741-72485) [citato 7 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.who.int/europe/publications/i/item/WHO-EURO-2023-8969-48741-72485
- Fattore G, Preti LM. Can people afford to pay for health care? New evidence on financial protection in Italy. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2025 [citato 7 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.who.int/europe/publications/i/item/9789289062251
- Fondazione GIMBE. 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale. Bologna: Fondazione GIMBE; 2026 [citato 7 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.salviamo-ssn.it/9-rapporto
- Tamblyn R, Laprise R, Hanley JA, Abrahamowicz M, Scott S, Mayo N, et al. Adverse events associated with prescription drug cost-sharing among poor and elderly persons. JAMA. 2001;285(4):421-9. https://doi.org/10.1001/jama.285.4.421
- Fusco N, Sils B, Graff JS, Kistler K, Ruiz K. Cost-sharing and adherence, clinical outcomes, health care utilization, and costs: a systematic literature review. J Manag Care Spec Pharm. 2023;29(1):4-16. https://doi.org/10.18553/jmcp.2022.21270
- Persaud N, Bedard M, Boozary AS, Glazier RH, Gomes T, Hwang SW, et al. Effect on treatment adherence of distributing essential medicines at no charge: the CLEAN Meds randomized clinical trial. JAMA Intern Med. 2020;180(1):27-34. https://doi.org/10.1001/jamainternmed.2019.4472
- Gwatkin DR, Ergo A. Universal health coverage: friend or foe of health equity? Lancet. 2011;377(9784):2160-1. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(10)62058-2
- Ministero della Salute. Decreto 23 maggio 2022, n. 77. Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 144 del 22 giugno 2022 [citato 7 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/22/22G00085/sg