Una piazza, un gazebo e una squadra di infermieri e medici. In provincia di Ancona, i professionisti hanno eseguito oltre 100 screening anonimi e gratuiti durante una mattina di prevenzione con il patrocinio dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ancona, realizzata grazie al contributo dell'associazione Lions Clu Castelfidardo e della Croce Verde.
Come si è svolta la giornata di prevenzione e screening
Ogni cittadino seguiva un percorso in tre tappe. Gli infermieri raccoglievano l'anamnesi iniziale e rilevavano i parametri vitali. Il medico eseguiva poi la visita. Chi presentava fattori di rischio poteva accedere a un approfondimento cardiovascolare, con elettrocardiogramma (ECG) e valutazione del cardiologo.
Gli organizzatori sono soddisfatti della risposta dei cittadini e del lavoro svolto. La giornata ha confermato quanto conti la prima valutazione: l'anamnesi e i parametri raccolti dagli infermieri hanno orientato ogni passaggio successivo. Due casi lo dimostrano.
Perché un cittadino iperteso aveva sospeso la terapia?
A un uomo gli infermieri hanno rilevato una pressione arteriosa di 200/100 mmHg, un valore che le linee guida europee classificano come ipertensione di grado 3 (1). L'anamnesi ha chiarito il quadro: l'uomo era in terapia antipertensiva, ma l'aveva interrotta di sua iniziativa perché «da quando assumeva la terapia aveva iniziato ad avere valori stabili».
Il cittadino aveva scambiato l'effetto del farmaco per una guarigione. Non è un caso isolato: secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, nei Paesi ad alto reddito solo un paziente cronico su due segue la terapia come prescritto (2). Senza lo screening il problema sarebbe rimasto nascosto. Gli infermieri hanno invece avviato un intervento di educazione sanitaria per migliorare l'aderenza terapeutica: i valori restano stabili proprio perché si assume il farmaco.
Come un infermiere ha riconosciuto la grave iperglicemia
Il secondo caso riguarda un cittadino che riferiva alcuni sintomi. Uno degli infermieri li ha collegati a un possibile scompenso metabolico e ha deciso di misurare subito la glicemia capillare. Il valore superava i 500 mg/dL e spiegava i disturbi.
Una glicemia così alta espone al rischio di crisi iperglicemiche, come la chetoacidosi diabetica o lo stato iperglicemico iperosmolare, che richiedono una valutazione in urgenza (3). L'infermiere ha allertato senza attendere il sistema di emergenza territoriale, che ha preso in carico il cittadino.
Qual è il valore infermieristico nella prevenzione sul territorio?
I due casi raccontano due competenze diverse. Nel primo l'infermiere ha usato l'anamnesi per interpretare un dato e trasformarlo in educazione alla salute. Nel secondo ha letto la sintomatologia, ha scelto l'accertamento giusto e ha attivato l'emergenza al momento giusto.
Giornate come questa raggiungono persone che non si rivolgono ai servizi e intercettano problemi prima che diventino emergenze. Ancora una volta la sanità si mette al servizio della popolazione oltre le mura ospedaliere, e gli infermieri ne sono il primo contatto.
Fonti
- Mancia G, Kreutz R, Brunström M, et al. 2023 ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. J Hypertens. 2023;41(12):1874-2071. https://doi.org/10.1097/HJH.0000000000003480
- World Health Organization. Adherence to long-term therapies: evidence for action. Geneva: WHO; 2003. https://iris.who.int/handle/10665/42682
- Umpierrez GE, Davis GM, ElSayed NA, et al. Hyperglycemic crises in adults with diabetes: a consensus report. Diabetes Care. 2024;47(8):1257-1275. https://doi.org/10.2337/dci24-0032
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