Libera professione, Fials Milano: meno del 2% degli infermieri utilizza la deroga

Scritto il 06/10/2026
da Redazione

Meno di due infermieri su cento avrebbero utilizzato la possibilità di svolgere attività professionale extraistituzionale in deroga al vincolo di esclusività. È quanto emerge da una ricognizione realizzata da FIALS Milano tra le aziende sanitarie del territorio e relativa al periodo compreso tra il 31 marzo 2023 e luglio 2026. Secondo i dati raccolti dal sindacato, su una platea media di 13.043 infermieri sono state presentate 246 richieste, pari all’1,9%. Per FIALS, il dato indica una diffusione ancora molto limitata dello strumento e, soprattutto, evidenzia forti differenze tra le singole aziende.

Solo 246 richieste tra oltre 13mila infermieri

La rilevazione complessiva riguarda 17.579 professionisti sanitari e 624 richieste di autorizzazione all'attività extraistituzionale.

La situazione degli infermieri risulta nettamente diversa rispetto a quella delle altre professioni sanitarie. Tra queste ultime FIALS Milano registra 378 istanze su una platea di 4.536 professionisti, pari all'8%.

Per gli infermieri, invece, le 246 richieste rappresentano appena l’1,9% della platea considerata. In altri termini, secondo la ricognizione sindacale, il 98,1% non avrebbe fatto ricorso alla deroga nel periodo esaminato.

I dati sono stati presentati da Mauro Nobile, segretario generale FIALS Milano, al Consiglio nazionale della sigla. Il sindacato precisa di averli richiesti direttamente alle singole aziende e successivamente raccolti e uniformati, non essendo disponibili in precedenza in forma aggregata.

Dal 22,5% del Pini-CTO allo 0,2% dei Santi Paolo e Carlo

A richiamare l'attenzione sono soprattutto le differenze tra le aziende sanitarie dello stesso territorio.

Secondo FIALS Milano, all’ASST Gaetano Pini-CTO le richieste presentate dagli infermieri raggiungono il 22,5%, mentre all’ASST Santi Paolo e Carlo si fermano allo 0,2%.

Una distanza superiore a cento volte che, secondo Nobile, potrebbe essere legata alle modalità con cui la possibilità viene concretamente gestita nelle diverse strutture, dall'informazione fornita ai professionisti alle procedure e ai regolamenti adottati.

I dati presentati dal sindacato descrivono tuttavia il numero delle richieste e non consentono, da soli, di stabilire quali siano le ragioni per cui un professionista decida di presentare o meno la domanda.

Pochi i dinieghi alle richieste presentate

Un altro elemento della rilevazione riguarda le autorizzazioni. Delle 624 istanze complessivamente presentate dalle professioni sanitarie, soltanto 26 non sarebbero state autorizzate.

Per FIALS Milano, quindi, la principale criticità non sarebbe rappresentata dai dinieghi, ma dal numero ridotto di professionisti che arrivano a presentare la richiesta.

Il vero problema è che quasi tutti i lavoratori non arrivano nemmeno a presentare domanda, sostiene Nobile, secondo il quale la sperimentazione non avrebbe raggiunto una diffusione sufficiente.

Partendo dai risultati della ricognizione, FIALS Milano propone di rendere la possibilità di esercitare attività professionale esterna strutturale e permanente, accompagnandola con regole uniformi a livello nazionale, procedure più semplici e un monitoraggio pubblico annuale.

Il sindacato collega inoltre il tema alla valorizzazione economica delle professioni sanitarie, pur ribadendo come l'aumento delle retribuzioni rimanga la priorità.

I numeri raccolti nell'area milanese mostrano in ogni caso una forte variabilità nell'utilizzo dello strumento. Per comprendere le ragioni delle differenze tra aziende sarebbe necessario affiancare ai dati sulle domande un'analisi delle procedure adottate, dei requisiti richiesti e delle motivazioni dei professionisti che scelgono di non ricorrere alla deroga.

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