Il Consiglio dei ministri ha deciso il 24 settembre di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge dell'Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito, la n. 10 del 28 luglio 2026 (1). Per Palazzo Chigi alcune disposizioni invadono competenze dello Stato. Il presidente della Regione, Michele de Pascale, parla di scontro politico su dettagli giuridici e difende le cure palliative della Regione.
Suicidio assistito, Governo impugna la legge Emilia-Romagna
Perché il Governo ha impugnato la legge regionale n. 10 del 2026?
Il comunicato del Consiglio dei ministri n. 190 contesta «talune disposizioni» della legge, non l'intero testo (1). Secondo l'Esecutivo queste norme contrastano con la disciplina statale in materia di ordinamento civile e penale e di tutela della salute, e violano gli articoli 2, 32 e 117 della Costituzione. Fonti di Palazzo Chigi hanno aggiunto due rilievi: la Regione avrebbe affidato a linee guida regionali la definizione di alcuni requisiti, eludendo i limiti posti dalla Consulta, e il percorso non assicurerebbe in modo concreto l'accesso preventivo alle cure palliative.
Il riferimento è la sentenza n. 204 del 2025: la Corte costituzionale ha riconosciuto alle Regioni la competenza sugli aspetti organizzativi, ma ha dichiarato illegittime diverse norme della legge toscana, a partire da quella che fissava i requisiti di accesso (2).
Cosa risponde de Pascale sull'impugnativa e sulle cure palliative?
De Pascale legge la decisione in chiave opposta. «Per la prima volta il Governo riconosce la titolarità delle Regioni a legiferare sul tema del suicidio medicalmente assistito», afferma in una nota della Regione (3). A suo giudizio il Governo ammette così, in modo indiretto, «la gravissima carenza» della maggioranza parlamentare, che non ha approvato una legge nazionale. Il presidente riferisce di aver offerto al Governo la disponibilità a rivedere alcuni punti e parla di uno scontro istituzionale su «elementi di assoluto dettaglio giuridico».
Sulle cure palliative il tono sale. De Pascale accusa le fonti non firmate di Palazzo Chigi di aver offeso «professioniste e professionisti che tutti i giorni sono impegnati sul campo» e si dice pronto a un confronto diretto con la presidente del Consiglio. Rivendica il superamento del target PNRR e l'attivazione delle cure palliative pediatriche, risultati che a suo dire mettono la Regione tra le migliori d'Italia.
Che ruolo hanno gli infermieri nella legge dell'Emilia-Romagna?
L'infermiere siede per legge nella Commissione di valutazione multidisciplinare di Area vasta (CoVam), l'organismo che accerta i requisiti di accesso (4). Con lui lavorano palliativista, anestesista-rianimatore, medico legale, psichiatra, specialista della patologia, farmacologo o farmacista e psicologo. La CoVam visita di norma il paziente nel luogo in cui si trova, verifica che abbia ricevuto informazioni su cure palliative, sedazione palliativa profonda continua e terapia del dolore, e gli ricorda che può revocare la richiesta in qualsiasi momento.
Due norme riguardano da vicino chi lavora in reparto e sul territorio. Si entra nella CoVam solo dopo aver dato il proprio consenso, ma poi si vota in forma palese e senza possibilità di astensione, salvo i casi previsti dalla legge. L'assistenza sanitaria nella fase di attuazione, invece, resta affidata a personale che aderisce su base volontaria (4). Il Codice deontologico delle professioni infermieristiche, in vigore dal 22 marzo 2025, affronta i temi del fine vita e della libertà di coscienza (5); Nurse24 ha ricostruito in un dossier il ruolo dell'infermiere nel suicidio medicalmente assistito (6).
Cosa succede adesso alla legge davanti alla Corte costituzionale?
Il ricorso del Governo non sospende la legge regionale: salvo una diversa decisione della Consulta, la norma resta in vigore fino alla sentenza. I giudici dovranno stabilire se le disposizioni contestate restano dentro il perimetro organizzativo tracciato con la sentenza 204/2025 o se invadono materie riservate allo Stato. Sullo sfondo resta la legge nazionale sul fine vita, che il Parlamento non ha ancora approvato.
Fonti
- Presidenza del Consiglio dei Ministri. Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 190 [Internet]. Roma; 24 settembre 2026 [citato 25 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-190/32660
- Corte costituzionale. Sentenza n. 204 del 2025 (legge Regione Toscana 14 marzo 2025, n. 16) [Internet]. Roma; 29 dicembre 2025. Disponibile su: https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2025/204
- Regione Emilia-Romagna. Suicidio medicalmente assistito, il Consiglio dei ministri impugna la legge dell'Emilia-Romagna. Nota stampa del presidente Michele de Pascale. Bologna; 24 settembre 2026.
- Regione Emilia-Romagna. Legge regionale 28 luglio 2026, n. 10. Modalità organizzative per l'attuazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 242/2019 e n. 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito. BURERT n. 203 del 28 luglio 2026. Disponibile su: https://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er%3Aassemblealegislativa%3Alegge%3A2026%3B10
- FNOPI. Codice deontologico delle professioni infermieristiche [Internet]. In vigore dal 22 marzo 2025. Disponibile su: https://www.fnopi.it/2025/03/24/codice-deontologico-in-vigore/
- Nurse24. Suicidio medicalmente assistito: il ruolo dell'infermiere tra etica, norme e autodeterminazione [Internet]. 7 novembre 2025. Disponibile su: https://www.nurse24.it/dossier/salute/suicidio-medicalmente-assistito-italia-leggi.html