Incontinenza, l'82% degli operatori è preoccupato

Scritto il 22/09/2026
da Mario Ripino

L'82% degli operatori del settore socio-assistenziale esprime preoccupazione per le pratiche attuali di gestione dell'incontinenza, il 95% chiede che il tema abbia più priorità e il 49% ritiene che le pratiche attuali comportino costi superflui. Sono i risultati principali della ricerca "Guarda Oltre", commissionata da TENA, brand di Essity, e realizzata dall'agenzia Augur su 164 professionisti di Regno Unito, Italia, Canada e Australia, lanciata a giugno in occasione della Settimana mondiale della Continenza.

Secondo gli intervistati, la gestione quotidiana dell'incontinenza, comprese le routine per l'uso della toilette e l'impiego di ausili assorbenti, sta generando in modo silenzioso inefficienza, costi evitabili, assenze del personale e un calo della qualità dell'assistenza per gli ospiti delle strutture socio-assistenziali.

Quali effetti hanno le pratiche inefficienti su operatori e pazienti?

Gli operatori dei quattro Paesi descrivono conseguenze a catena. Ogni giorno hanno un accesso limitato ai prodotti più adatti, mentre i carichi di lavoro continuano a crescere: il 79% segnala più pressione nelle mansioni quotidiane. Il 74% afferma che il benessere di personale e pazienti ne risente: stress emotivo, perdita di dignità e burnout diventano sempre più frequenti.

Linda Sheiban Taucar, direttrice del Centre for Health Care Research & Innovation del Conestoga College, sottolinea il peso delle risorse: «Il personale in prima linea è impegnato a sostenere gli ospiti, ma a causa della mancanza di risorse o di formazione, oppure dell'utilizzo di prodotti inadeguati, potrebbe trovarsi ad affrontare un aumento dello stress e del burnout».

Tracy Whitehouse, infermiera specializzata di Bladder & Bowel UK, invita a guardare oltre il prodotto: «Si tratta di guardare al quadro complessivo e ai costi più ampi. Parliamo di lesioni cutanee, di un aumento dei ricoveri ospedalieri, di prescrizioni mediche. È l'effetto a catena che genera ulteriori costi». Veronique Boscart, responsabile scientifica del William Osler Health System, si rivolge ai decisori: «I decisori devono cambiare approccio: oggi le loro scelte sono condizionate da una visione parziale del problema».

Perché chi decide la spesa non vede i costi nascosti di una gestione inefficiente dell'incontinenza

La ricerca chiede di riesaminare i costi nascosti di un'assistenza inefficiente all'incontinenza. Decisori e responsabili degli acquisti spesso considerano l'assistenza all'incontinenza un costo da ridurre al minimo e non una leva per creare valore. Secondo l'analisi, non le danno una priorità secondaria perché la ritengono poco importante: per loro le ripercussioni di quelle scelte restano invisibili. Senza un quadro chiaro delle conseguenze, le decisioni di spesa possono produrre inefficienze a lungo termine e costi evitabili:

  • carichi di lavoro più alti, che tolgono tempo ad aspetti essenziali dell'assistenza;
  • peggioramento del benessere di personale e pazienti, con burnout e perdita di dignità;
  • accesso limitato ai prodotti assorbenti adeguati: il 96% degli intervistati ritiene che una scelta più ampia migliorerebbe i risultati;
  • falsi risparmi, perché i prodotti di qualità inferiore aumentano nel lungo periodo tempi di assistenza e complicanze;
  • impatto ambientale evitabile, con più prodotti utilizzati, più lavanderia e più energia consumata.

Quali passi propone la ricerca ai decisori?

Accanto al problema, la ricerca individua un'opportunità non colta: ottenere più valore e risultati da un miglior trattamento dell'incontinenza. Per arrivarci indica cinque passaggi, orientati a efficienza, benessere del personale, dignità e riduzione degli sprechi:

  1. stabilire budget che riflettano meglio le esigenze reali delle singole persone;
  2. investire in prodotti di qualità adatti, per ridurre cambi evitabili e sprechi;
  3. rafforzare la formazione dei team di assistenza, per colmare le lacune di conoscenza e dare più sicurezza agli operatori;
  4. integrare un'assistenza centrata sulla persona, con routine di igiene e prodotti personalizzati;
  5. migliorare comunicazione e coordinamento tra team clinici e uffici acquisti.

«Questa ricerca evidenzia l'importanza di superare una visione focalizzata sul solo costo del prodotto e adottare un approccio più ampio, che consideri qualità dell'assistenza, benessere delle persone ed efficienza complessiva del sistema. È così che possiamo generare valore sostenibile per operatori, strutture e pazienti», dichiara Alessandra Lisco, Marketing Director Iberia & Italy - BU Health & Medical di Essity.

Come si sceglie il piano di assistenza adatto a ogni ospite?

Per aiutare operatori e decisori, TENA ha sviluppato insieme a specialisti del settore strumenti educativi, corsi di formazione e linee guida dedicati alla gestione della continenza. La scelta del piano di assistenza dovrebbe basarsi su una valutazione individuale dell'ospite e sul monitoraggio periodico delle sue condizioni. L'utilizzo di strumenti concreti, come schede di osservazione, protocolli di valutazione e momenti strutturati di revisione dei piani assistenziali, può supportare il personale nell'individuare le soluzioni più appropriate per ogni persona e contribuire a migliorare la qualità dell'assistenza.

Il rapporto completo "Guarda Oltre", con i cambiamenti necessari per ottenere più valore da una migliore assistenza all'incontinenza, è disponibile sul sito TENA a questo link.

La ricerca è stata condotta da Augur per conto di TENA: 164 professionisti in prima linea intervistati nel Regno Unito, in Italia, in Canada e in Australia, più quattro interviste approfondite a opinion leader. Il lavoro sul campo si è svolto tra febbraio e marzo 2026.

Fonti

  1. TENA. Comunicato stampa sulla ricerca condotta da Augur su 164 professionisti in prima linea in Regno Unito, Italia, Canada e Australia, febbraio-marzo 2026. Disponibile su: [LINK PAGINA TENA REPORT]