Infermiere di Argenta a processo per omicidio
Cosa è successo alla prima udienza in Corte d’Assise a Ferrara?
La Corte, presieduta da Piera Tassoni, ha ammesso i testimoni di accusa e difesa: trentacinque secondo il Resto del Carlino (1). La presidente ha vietato le telecamere in aula, comprese quelle della trasmissione Le Iene, pur con il consenso dei difensori. Nocera, detenuto in carcere, era presente in aula. Il processo riprenderà l’8 ottobre (2).
In prima fila sedeva Daniela Poggiali, l’ex infermiera di Lugo accusata della morte di due pazienti con cloruro di potassio e assolta in via definitiva nel 2023. Le due vicende hanno in comune il difensore, l’avvocato Lorenzo Valgimigli, e il consulente medico-legale della difesa, Rafi El Mazloum (2).
Di cosa è accusato l’infermiere dell’ospedale di Argenta?
Oltre all’omicidio, la Procura contesta a Nocera maltrattamenti pluriaggravati su otto pazienti anziani ricoverati tra settembre e ottobre 2024: secondo l’accusa avrebbe somministrato midazolam, aloperidolo e naloxone senza prescrizione medica. Da qui le imputazioni di esercizio abusivo della professione medica e di falso in atto pubblico per annotazioni non veritiere in cartella clinica. Completano il quadro lesioni gravi a un paziente, truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio (2).
A giugno il gup Giovanni Solinas aveva disposto il rinvio a giudizio, dichiarando il non luogo a procedere per due episodi di maltrattamento (3). La posizione di una dottoressa del reparto, accusata di falso in concorso, procede in un fascicolo separato.
Perché l’accusa contesta anche il titolo di infermiere?
Per gli inquirenti il diploma conseguito in Romania e presentato all’Ausl per l’assunzione sarebbe falso (4). Se l’ipotesi trovasse conferma, l’uomo avrebbe lavorato in corsia senza il titolo per farlo. Per la comunità infermieristica è il punto più pesante dell’inchiesta: in Italia un titolo sanitario ottenuto in un altro Paese dell’Unione europea abilita all’esercizio solo dopo il riconoscimento del Ministero della Salute (5) e l’iscrizione all’albo dell’OPI.
Cosa sostiene la difesa sul «curaro» e sulle prove?
L’avvocato Valgimigli contesta l’impianto accusatorio: «Non ci sono prove di somministrazione di curaro», ha dichiarato al Resto del Carlino (1). Il legale chiama «curaro» il rocuronio, che appartiene ai bloccanti neuromuscolari curarizzanti. La difesa lamenta l’assenza di videosorveglianza in reparto e ricorda che l’analisi dei capelli dell’imputato non ha dato riscontri.
Come è nata l’indagine sulle fiale mancanti in reparto?
L’inchiesta è partita da una segnalazione dell’Ausl di Ferrara per l’ammanco di alcune fiale: carabinieri e Nas di Bologna hanno incrociato piani terapeutici e giacenze di farmacia (6). L’Esmeron si trovava nel carrello delle emergenze della Lungodegenza (7), dove serve per l’intubazione in urgenza.
I bloccanti neuromuscolari figurano tra i farmaci ad alto livello di attenzione della Raccomandazione ministeriale n. 7 sugli errori in terapia (8). La raccomandazione chiede alle aziende procedure dedicate per conservarli e controllarne le scorte. Ad Argenta è stato proprio il controllo delle scorte a far partire l’indagine.
Fonti
- Redazione Ravenna. Morte sospetta, solidarietà all’infermiere da Poggiali. Il Resto del Carlino [Internet]. 18 set 2026 [citato 18 set 2026].
- Soattin D. Infermiere alla sbarra per omicidio, via al processo. In aula anche Daniela Poggiali. Estense.com [Internet]. 18 set 2026 [citato 18 set 2026].
- Morte sospetta in ospedale, infermiere rinviato a giudizio. La difesa di Matteo: «Non ci sono prove». Il Resto del Carlino [Internet]. 26 giu 2026 [citato 18 set 2026].
- Senato della Repubblica, Servizio Studi. Dossier sul riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie (d.lgs. 206/2007) [Internet]. [citato 18 set 2026].
- Ministero della Salute. Raccomandazione n. 7 per la prevenzione della morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica [Internet]. Roma: Ministero della Salute; 2008 [citato 18 set 2026].
Testo revisionato con IA.