Infermiere lascia il lavoro per girare il mondo
Il servizio: "Mi svegliavo triste"
Nella puntata del 9 settembre, Morning News ha dedicato un servizio a un infermiere trentaseienne che ha lasciato il proprio impiego per viaggiare. La didascalia pubblicata dalla redazione riporta una sola frase del protagonista, ed è quella che il programma ha scelto come sintesi: il risveglio triste di prima, i sogni che si realizzano adesso.
La collocazione del pezzo dice qualcosa di per sé. Nella stessa puntata il programma aveva aperto con un servizio sul boom di aggressioni a medici e infermieri e con la cronaca dell'assalto al pronto soccorso di Catania. La storia del viaggio arriva dopo, nel blocco delle vite cambiate, accanto al casaro e al tartufaio. Due modi diversi di raccontare la stessa uscita dal sistema.
Quanti se ne vanno davvero
Il caso singolo non fa statistica, ma i dati esistono e sono pubblicati. L'estrazione DataCorner della FNOPI al 30 giugno 2026 fotografa una professione che continua a crescere in valore assoluto, con 464.193 iscritti e un incremento netto di 2.880 unità rispetto al giugno precedente. Sotto quel saldo positivo, però, si muove un flusso in uscita che la Federazione per la prima volta scompone per causale.
| Causale | Casi |
|---|---|
| Cessazione dell'attività | 1.228 |
| Morosità | 648 |
| Rinuncia volontaria | 264 |
| Decesso | 191 |
Le due voci che pesano sul discorso pubblico sono la prima e la terza: chi smette di esercitare e chi rinuncia formalmente all'iscrizione. Sono uscite dalla professione, non trasferimenti di sede. Il quadro pluriennale è più severo: la Fondazione GIMBE ha contato oltre 42mila cancellazioni dall'albo in quattro anni, di cui più di 10mila nel solo 2024.
Perché si va via
Il pezzo di ricerca più utile per leggere una storia come questa non parla di stipendi. La survey sul work engagement post pandemico pubblicata sulla rivista della FNOPI ha misurato cosa predice, statisticamente, il desiderio di cambiare lavoro. Il predittore più potente è l'assunzione di farmaci per gestire insonnia o ansia legate al lavoro, che moltiplica per quasi sette volte quel desiderio. Segue il numero di notti: ogni notte in più nella media mensile aumenta del 75% la probabilità di voler abbandonare la professione.
Detto altrimenti, l'uscita non arriva da una crisi vocazionale improvvisa. Arriva dal corpo, dal sonno che salta, dal calendario che cambia senza preavviso. "Mi svegliavo triste" è una frase televisiva, ma descrive con precisione ciò che la letteratura misura con gli odds ratio.
Cosa significa per la professione
C'è un rischio nel modo in cui la televisione generalista tratta queste storie, ed è di trasformarle in favole di libertà individuale. La rinuncia diventa coraggio, il turno diventa gabbia, e il problema organizzativo evapora nel racconto motivazionale. Per chi resta in reparto il messaggio è ambiguo: chi se ne va sta realizzando i suoi sogni, e chi rimane?
L'età media degli iscritti, ferma a 46,6 anni e in lieve crescita, indica che il ricambio non compensa ancora l'invecchiamento della platea. Ogni professionista che esce a 36 anni sottrae tre decenni potenziali di esercizio, in una fase in cui i pensionamenti previsti fino al 2030 richiederebbero l'esatto contrario. Il costo non è simbolico: è organico.
Fonti
- Mediaset Infinity. Infermiere 36enne lascia il lavoro e gira il mondo. Morning News, Canale 5, 9 settembre 2026.
- Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche. DataCorner FNOPI, crescono gli iscritti con meno di 30 anni. FNOPI, 16 luglio 2026.
- Rivista L'Infermiere FNOPI. Survey sul work engagement della professione infermieristica nel periodo post pandemico. 8 ottobre 2024.
- Fondazione GIMBE. Rapporto sul definanziamento e sul personale del SSN. Bologna, 2025.