Invecchiamento, Istat: nel 2050 un italiano su tre over 65
I numeri delle previsioni Istat
L'Istat ha pubblicato il 31 agosto le previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro con base 1° gennaio 2025. Iresidenti sono oggi 58,9 milioni, scendono a 55 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080.
Il calo svuota la fascia centrale. Chi ha tra 15 e 64 anni passa dal 63,4% al 55,3% entro il 2050, mentre gli over 65 salgono dal 24,7% al 34,5%, più di 18 milioni di persone. Gli ultraottantacinquenni, la fascia che assorbe il carico assistenziale maggiore, vanno dal 4,1% del 2025 al 7% del 2050 e all'8,4% nel 2080. L'età media supera i 51 anni a metà secolo, dai 46,9 anni di oggi.
Si assottigliano anche le forze di lavoro: 3,4 milioni di occupati in meno entro il 2050, da 24,8 a 21,4 milioni, nonostante un tasso di attività in crescita dal 66,7% al 71%.
Sei milioni e mezzo di anziani soli
Il dato che tocca più da vicino chi assiste riguarda le famiglie.Le persone che vivono sole passano da 10 a 11,6 milioni e arrivano a formare il 42% dei nuclei.Fra loro gli over 65 salgono da 4,6 a 6,6 milioni: nel 2050 saranno il 57% di chi vive solo. Fra le donne sole la quota di over 65 tocca il 71%.
La FNOPI ricorda che 2,7 milioni di ultrasettantacinquenni vivono già senza nessuno in casa e che in quella fascia più di una donna su due è sola.Sono le persone che l'infermiere di famiglia e di comunità incontra al domicilio, spesso con più patologie croniche e senza un caregiver stabile accanto.
Si vive più a lungo, non in salute
Gli anni guadagnati non sono anni in buona salute. Il Libro bianco sulla cronicità e la non autosufficienza di Peripato e Fondazione Anthem collocala speranza di vita alla nascita intorno agli 84 anni e quella in buona salute intorno ai 58: oltre venticinque anni di convivenza con cronicità, disabilità e perdita di autonomia.
La cronicità assorbe già il 70% della spesa del Servizio sanitario nazionale e regge su 1,1 milioni di caregiver informali, segnala la FNOPI. Il Rapporto Gimbe conta 4,48 milioni di persone che hanno rinunciato a visite o esami nel 2023, di cui quasi 2,5 milioni per motivi economici, 600mila in più rispetto all'anno precedente.
La forbice con la professione infermieristica
Mentre la domanda di assistenza cresce, l'offerta professionale si restringe. L'Italia resta sotto la media europea di infermieri per mille abitanti e la FNOPI stima una carenza di almeno 65mila professionisti.
La curva dei pensionamenti fa il resto: 80mila uscite fra il 2026 e il 2035 secondo la Federazione, con un picco nel 2038 di oltre 17.600 pensionamenti in un solo anno. Nello stesso periodo le iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica hanno registrato un calo nell'anno accademico 2025/2026. Il Rapporto Gimbe misura 16,4 laureati ogni 100mila abitanti contro una media Ocse di 44,9. Chi si laurea, però, lavora: il tasso di occupazione a un anno dal titolo si attesta all'89,1%.
Le tre nuove lauree magistrali cliniche
Il primo strumento messo in campo è formativo. I decreti ministeriali n. 159 del 6 febbraio 2026 e n. 177 del 25 febbraio 2026 istituiscono tre lauree magistrali di area infermieristica a indirizzo clinico: cure primarie e infermieristica di famiglia e di comunità, cure neonatali e pediatriche, cure intensive e dell'emergenza. I primi corsi partono dall'anno accademico 2026/2027.
Per la FNOPI si tratta di allineare l'Italia agli standard europei di infermieristica specialistica e di aprire una carriera clinica accanto a quella organizzativa e didattica.
Cosa cambia in corsia e sul territorio
Le previsioni Istat spostano il baricentro dell'assistenza verso il domicilio, le case della comunità e le strutture residenziali.Aumentano la valutazione multidimensionale, la presa in carico della cronicità, la gestione dei presìdi a domicilio, il telemonitoraggio e il sostegno ai caregiver familiari, che invecchiano insieme alle persone che assistono.
Le previsioni restano previsioni e l'Istat le costruisce su scenari di fecondità, mortalità e migrazioni che possono cambiare. La direzione, però, è la stessa da vent'anni, e la finestra per programmare gli organici coincide con quella in cui va formata la generazione di infermieri che assisterà il Paese del 2050.
Fonti
- Istat. Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro. Base 1/1/2025 [Internet]. Roma: Istat; 31 agosto 2026 [consultato il 1° settembre 2026]. Disponibile su:istat.it
- FNOPI. Allarme Istat su invecchiamento popolazione: infermieri decisivi per il futuro del Paese [Internet]. Roma: FNOPI; 1° settembre 2026 [consultato il 1° settembre 2026]. Disponibile su:fnopi.it
- Peripato, Fondazione Anthem. Libro bianco sulla cronicità e la non autosufficienza; 2026. Dati ripresi da Fortune Italia, 8 aprile 2026.
- Fondazione Gimbe. Rapporto sullo stato del Servizio sanitario nazionale [Internet]. Bologna: Gimbe [consultato il 1° settembre 2026]. Disponibile su:salviamo-ssn.it
- FNOPI. Rapporto sulle professioni infermieristiche; 2025. Dati ripresi da Sky TG24, 12 maggio 2026.
- Decreto ministeriale 6 febbraio 2026, n. 159 e decreto ministeriale 25 febbraio 2026, n. 177, istitutivi delle lauree magistrali di area infermieristica a indirizzo clinico. Si veda FNOPI, Ecco i decreti su nuove lauree infermieristiche a indirizzo clinico, 25 marzo 2026. Disponibile su:fnopi.it