Diagnostica di primo livello sul territorio: via libera al decreto da 235,8 milioni

Scritto il 30/08/2026
da Federica Magni

Ecografi, elettrocardiografi e dispositivi per la diagnostica di base entreranno negli studi dei medici di famiglia e nelle Case della Comunità Il decreto impone a tutte le apparecchiature di dialogare con il Fascicolo sanitario elettronico e con la Piattaforma nazionale di telemedicina. La partita vera, però, si gioca sulle organizzazioni e sui professionisti che quei dati dovranno raccogliere, leggere e integrare nel percorso di cura.

Che cosa prevede il decreto

Le risorse non sono nuove. Il finanziamento nasce dalla legge di bilancio 2020, che ha stanziato 235.834.000 euro per il fabbisogno di apparecchiature sanitarie destinate a medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS), con due obiettivi dichiarati: migliorare la presa in carico dei pazienti cronici e fragili e ridurre le liste d'attesa(1). Il riparto in quota capitaria alle Regioni risale al decreto ministeriale del 29 luglio 2022(2). Quello che mancava era l'atto che dice alle Regioni come spendere quei soldi.

L'intesa del 23 luglio 2026 chiude questo passaggio(3). Il decreto assegna in via prioritaria le apparecchiature di diagnostica di primo livello alle Case della Comunità; hub e spoke, agli studi dei MMG e PLS e alle aggregazioni di medicina di gruppo, tenendo conto delle caratteristiche orografiche e demografiche del territorio. Le prestazioni erogate con questi strumenti rientrano nei livelli essenziali di assistenza sanitaria di base.

Il tetto del 50% e la geografia della prossimità

Ogni Regione può destinare al massimo metà della propria quota alle Case della Comunità;. Le risorse residue vanno agli studi dei medici e alle medicine di gruppo, con un'indicazione esplicita per aree interne, rurali, piccole isole e periferie urbane, dove il decreto chiede di rafforzare lo studio del medico con strumenti di prima diagnostica, rete e telemedicina per non accrescere le disuguaglianze territoriali.

Il vincolo ha una sua logica se si guardano i numeri della riforma territoriale. Secondo il monitoraggio Agenas relativo al secondo semestre 2025, delle 1.715 Case della Comunità; programmate 781 hanno almeno un servizio attivo, ma solo 66 risultano complete di servizi e personale medico e infermieristico: meno del 4%(4). Concentrare la tecnologia solo dentro le mura rischia di riempire di ecografi strutture che non hanno ancora professionisti stabili.

Il vincolo digitale: FSE, telemedicina, interoperabilità

è il punto più interessante per chi lavora sui dati. Il decreto stabilisce che le apparecchiature devono essere compatibili e integrate con la Piattaforma nazionale di telemedicina, con i servizi previsti dalla Componente 1 della Missione 6 del PNRR e con il Fascicolo sanitario elettronico. Un ecografo che produce un'immagine destinata a restare nel computer dello studio non risponde al requisito.

La cornice esiste già. Il decreto sulla Piattaforma nazionale di telemedicina, su cui la Conferenza Stato-Regioni si è espressa il 10 settembre 2025, affida ad Agenas la piattaforma nazionale e alle Regioni le infrastrutture regionali, e definisce i quattro servizi minimi garantiti su tutto il territorio: televisita, teleconsulto, telemonitoraggio e teleassistenza(5). La teleassistenza è per definizione un'attività delle professioni sanitarie, riconosciuta già dall'accordo Stato-Regioni del 18 novembre 2021 sulla teleriabilitazione(6).

Restano da sciogliere i formati. Dire che un dispositivo "si integra con il FSE" non basta: senza standard condivisi di refertazione e di scambio dei dati, l'Italia rischia ventuno modelli regionali che non si parlano tra loro, con buona pace della continuità informativa quando il paziente cambia setting o Regione.

Cosa cambia per infermieri e OSS

Il decreto parla di medici, ma la diagnostica di primo livello sul territorio non si regge senza il resto dell'équipe. Tre ambiti riguardano direttamente l'assistenza infermieristica.

La presa in carico della cronicità

Il DM 77/2022 costruisce l'assistenza territoriale attorno all'infermiere di famiglia o comunità e alle Centrali operative territoriali, le uniche strutture della riforma vicine al target (625 funzionanti su 657 programmate)(4,7). Un elettrocardiogramma eseguito nello studio del medico o un monitoraggio pressorio hanno valore clinico se qualcuno li inserisce in un piano assistenziale, li ripete secondo un calendario e intercetta lo scostamento. Quel qualcuno, nei modelli territoriali già attivi, è l'infermiere.

La telemedicina come attivitàassistenziale

Telemonitoraggio e teleassistenza generano flussi di dati continui che richiedono triage, soglie di allerta e responsabilità definite. Chi guarda i tracciati fuori orario? Con quale tempo di risposta? Sono domande organizzative, e vanno risolte negli accordi integrativi regionali insieme alla parte medica, non dopo.

Le competenze digitali

Gestire un dispositivo connesso, verificare la qualità del dato, alimentare il FSE e usare le piattaforme regionali sono attività che oggi restano ai margini della formazione di base e continua. La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche insiste da tempo sull'esigenza di accrescere le competenze digitali dei professionisti come condizione per una sanità digitale che funzioni(8).

Anche gli operatori socio-sanitari entrano nel quadro, soprattutto al domicilio: preparazione dell'ambiente e del paziente, supporto alla connessione durante una televisita, segnalazione tempestiva all'infermiere di quanto osservano. Ruoli che vanno scritti nei protocolli aziendali, non lasciati alla buona volontà.

I nodi aperti

Restano quattro questioni che decideranno l'esito del provvedimento.

Formazione e refertazione.Un ecografo in ambulatorio richiede curve di apprendimento, criteri di appropriatezza e percorsi certi di second opinion specialistica in telemedicina, previsti dalla stessa norma di finanziamento(1). Senza tempi di risposta definiti, la second opinion resta un'enunciazione.

Standard di interoperabilità.Servono specifiche tecniche nazionali su documenti, metadati e refertazione, che il tavolo tecnico Ministero-Regioni è chiamato a definire.

Tempi.Novanta giorni per i piani di fabbisogno, il passaggio al tavolo tecnico, poi gli accordi integrativi regionali: la messa a terra non sarà immediata.

Appropriatezza.Il cruscotto Agenas segnala che nei primi quattro mesi del 2026 circa 1,9 milioni tra visite ed esami hanno superato i tempi massimi, con l'84,7% degli esami diagnostici erogati nei tempi(9). Portare la diagnostica vicino al cittadino ha senso se riduce la domanda impropria, non se ne genera di nuova.

Fonti

  1. Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 449-450. Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020. Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2019.
  2. Ministero della Salute. Decreto 29 luglio 2022. Riparto delle risorse per il fabbisogno di apparecchiature sanitarie di supporto ai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.
  3. Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Intesa sullo schema di decreto del Ministro della salute recante il fabbisogno di apparecchiature sanitarie per MMG e PLS. Seduta del 23 luglio 2026 [Internet] [consultato il 28 agosto 2026]. Disponibile su:https://www.statoregioni.it
  4. Agenas. Monitoraggio dell'attuazione del DM 77/2022, dati al secondo semestre 2025 [Internet] [consultato il 28 agosto 2026]. Disponibile su:https://www.agenas.gov.it
  5. Ministero della Salute. Decreto sulla Piattaforma nazionale di telemedicina, intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni il 10 settembre 2025.
  6. Conferenza Stato-Regioni. Accordo 18 novembre 2021 (Rep. atti n. 231/CSR), Indicazioni nazionali per l'erogazione di prestazioni e servizi di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie.
  7. Ministero della Salute, Ministero dell'Economia e delle Finanze. Decreto 23 maggio 2022, n. 77. Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. Gazzetta Ufficiale n. 144 del 22 giugno 2022.
  8. Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche. Digital skills: fondamentale accrescere le competenze di professionisti e cittadini [Internet]. FNOPI; 2024 [consultato il 28 agosto 2026]. Disponibile su:https://www.fnopi.it
  9. Agenas. Cruscotto liste d'attesa 2.0, dati gennaio-aprile 2026 [Internet] [consultato il 28 agosto 2026]. Disponibile su:https://www.agenas.gov.it