Rafforzare l'autosufficienza del sistema trasfusionale
Il Programma nazionale per l'autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti 2026 approda all'esame della Conferenza Stato-Regioni
Il Programma individua i consumi storici, i livelli produttivi necessari e gli strumenti di monitoraggio per garantire continuità alle attività trasfusionali, puntando anche a migliorare qualità, appropriatezza e sostenibilità del sistema.
Particolare attenzione è riservata alla produzione di medicinali plasmaderivati ottenuti da plasma nazionale, con l'obiettivo di ridurre progressivamente la dipendenza dalle importazioni.
L'attuazione del piano sarà monitorata mensilmente dal Centro Nazionale Sangue, insieme al Ministero della Salute, alle Regioni, alle associazioni dei donatori e alle organizzazioni dei pazienti, così da individuare rapidamente eventuali criticità e adottare interventi correttivi.
Sei milioni di euro alle Regioni
Il decreto prevede uno stanziamento di 6 milioni di euro destinato agli interventi per incrementare la raccolta di plasma.
Le risorse saranno ripartite secondo tre criteri:
- 50% in base alla popolazione residente;
- 30% in relazione ai quantitativi di plasma conferiti all’industria;
- 20% in funzione dell'incremento programmato della raccolta.
L'erogazione dei fondi è prevista entro il 31 marzo 2027.
Produzione programmata di quasi 2,5 milioni di unità
Per il 2026 il Programma prevede la produzione di 2.491.787 unità di concentrati eritrocitari, alle quali si aggiungeranno 50.867 unità acquisite tramite compensazione interregionale.
Le principali criticità restano concentrate in Sardegna, Lazio e Sicilia, che continueranno a ricevere unità di sangue da altre Regioni.
Per limitare le carenze estive, il documento invita le Regioni più esposte a programmare un incremento della raccolta tra giugno e settembre, periodo in cui il calo delle donazioni rischia di compromettere le trasfusioni programmate, soprattutto per i pazienti affetti da anemie croniche trasfusione-dipendenti.
Plasma: il divario con il fabbisogno resta elevato
Più complessa la situazione relativa al plasma destinato alla produzione industriale di medicinali plasmaderivati.
Per il 2026 le Regioni prevedono di conferire 923.026 chilogrammi di plasma, mentre per raggiungere l'obiettivo di 18 kg ogni mille abitanti sarebbero necessari oltre 1,11 milioni di chilogrammi.
Il divario supera quindi 198 mila chilogrammi, rendendo ancora necessario il ricorso all'acquisto di medicinali ottenuti da plasma raccolto all'estero.
Secondo il Programma, i quantitativi previsti consentirebbero di coprire soltanto il 59% del fabbisogno nazionale di immunoglobuline e il 70% di quello di albumina, con una spesa stimata di circa 225 milioni di euro per acquistare sul mercato internazionale le quote mancanti.
Appropriatezza prescrittiva e ruolo dei professionisti
Il documento richiama anche la necessità di migliorare l'appropriatezza nell'utilizzo di albumina e immunoglobuline, evidenziando significative differenze tra le Regioni nei consumi di questi medicinali.
Il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Programma dipenderà non solo dall'incremento delle donazioni, ma anche da una gestione più efficiente delle risorse trasfusionali e da un utilizzo appropriato degli emoderivati.
In questo percorso, il contributo dei servizi trasfusionali, dei medici, degli infermieri e delle associazioni dei donatori continuerà a essere determinante per garantire sicurezza, continuità assistenziale e sostenibilità del sistema sanitario.