Una risposta alla carenza di infermieri
La Regione Veneto guarda al Sud America per affrontare la carenza di infermieri.
Secondo i dati illustrati dalla Regione, il Veneto registra una scopertura pari al 21% dei posti disponibili. Dal 2024 sono stati persi circa 500 infermieri su un organico complessivo di 25 mila professionisti, mentre cresce il fabbisogno assistenziale legato all'invecchiamento della popolazione.
L'assessore alla Sanità Gino Gerosa ha spiegato che Belluno è stata scelta come sede del progetto perché offre un contesto favorevole grazie alla presenza del corso di laurea in Infermieristica di Feltre, di una rete istituzionale consolidata e di un forte legame con le comunità venete emigrate all'estero.
Come funzionerà il progetto
Il piano prevede due canali di accesso. Da un lato saranno reclutati infermieri già qualificati, seguendo le procedure previste per il riconoscimento dei titoli conseguiti all'estero; dall'altro sarà valutata la possibilità di sviluppare percorsi universitari integrati tra l'Università di Padova e gli atenei sudamericani per studenti di Infermieristica. Per l'inserimento sarà richiesto anche il possesso di una conoscenza della lingua italiana di livello B2.
L'operazione non si limiterà al reclutamento del personale, ma comprenderà anche misure dedicate all'accoglienza. La Regione ha infatti previsto il coinvolgimento dell'ATER e dell'Ulss 1 Dolomiti per favorire soluzioni abitative, comprese foresterie dedicate ai professionisti sanitari e alle loro famiglie.
Secondo il cronoprogramma regionale, le attività operative prenderanno il via già nei prossimi mesi con la diffusione del progetto attraverso i canali diplomatici e le prime missioni istituzionali in Brasile e Argentina. L'obiettivo è arrivare ai primi inserimenti di infermieri entro la metà del 2027, verificando l'efficacia del modello prima di un'eventuale estensione ad altri territori del Veneto.