Una grave infezione all'origine del coma
Si è spento a 13 anni Mattia Maestri, il bambino trentino che dal 2017 viveva in stato vegetativo
Mattia aveva poco più di quattro anni quando, nel 2017, contrasse un'infezione da Escherichia coli produttore di Shiga tossina (STEC) dopo aver consumato formaggio realizzato con latte crudo contaminato.
L'infezione provocò una sindrome emolitico-uremica (SEU), una rara ma gravissima complicanza che può insorgere soprattutto nei bambini e causare insufficienza renale acuta, anemia emolitica e danni neurologici permanenti.
Da allora il bambino non ha mai ripreso conoscenza e ha vissuto per nove anni in stato vegetativo permanente, assistito quotidianamente dalla famiglia con cure complesse.
La battaglia per la giustizia
La vicenda è approdata anche nelle aule di tribunale.
La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva il nesso causale tra il consumo del prodotto contaminato e le gravissime conseguenze riportate dal bambino, rendendo irrevocabili le condanne per lesioni colpose nei confronti di due responsabili del caseificio coinvolto.
Parallelamente, il padre di Mattia ha fondato un'associazione di consumatori dedicata alla promozione della sicurezza alimentare e alla sensibilizzazione sui rischi connessi ai prodotti alimentari intrinsecamente pericolosi.
Un caso che ha cambiato il dibattito sulla sicurezza alimentare
Nel corso degli anni il caso di Mattia Maestri ha contribuito ad accendere il dibattito sulla corretta informazione riguardo al consumo di latte crudo e dei prodotti derivati.
Le autorità sanitarie raccomandano da tempo particolare prudenza nei confronti di questi alimenti, soprattutto per le categorie più vulnerabili, come bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse, maggiormente esposte alle possibili complicanze delle infezioni alimentari.