Concorso infermieri nelle Marche, 28 rinunce su 43 assunzioni

Scritto il 31/07/2026
da Redazione

La carenza di infermieri continua a mettere sotto pressione il Servizio sanitario nazionale e il caso dell'Ast di Macerata ne rappresenta un esempio concreto. Nel concorso pubblico bandito per assumere 43 infermieri a tempo indeterminato, ben 28 candidati hanno rinunciato all'incarico o non hanno risposto alla proposta di assunzione, costringendo l'azienda sanitaria a ripetuti scorrimenti della graduatoria. Nonostante le chiamate successive, l'Ast non è ancora riuscita a coprire tutti i posti previsti dal bando. Una situazione che conferma quanto stia diventando difficile non solo trovare nuovi professionisti, ma soprattutto convincerli a lavorare nella sanità pubblica.

Un concorso da 43 posti, ma oltre la metà rinuncia

L'Azienda sanitaria territoriale di Macerata aveva disposto, a fine maggio, l'assunzione di 43 infermieri utilizzando la graduatoria del concorso unico regionale delle Marche.

Il primo interpello, rivolto ai primi 43 candidati utilmente collocati in graduatoria, ha però prodotto risultati inferiori alle aspettative. Tre candidati hanno formalmente rinunciato all'assunzione, mentre sei non hanno risposto entro i termini previsti, rendendo necessario il primo scorrimento della graduatoria.

La situazione non è migliorata con il secondo interpello. L'11 giugno l'Ast ha inviato nuove proposte di assunzione: undici candidati hanno rinunciato e due non hanno fornito alcun riscontro.

Un ulteriore scorrimento, effettuato il 22 giugno, ha consentito di raccogliere 18 accettazioni, ma anche in questo caso sei candidati hanno rifiutato il posto.

Complessivamente, tra rinunce esplicite e mancate risposte, 28 candidati non hanno accettato l'assunzione, costringendo l'azienda a proseguire con ulteriori scorrimenti della graduatoria.

Restano ancora posti vacanti

L'ultimo provvedimento dell'Ast ha permesso l'assunzione di altri 18 infermieri, ma il contingente inizialmente previsto non è stato ancora completato.

Dei 43 posti autorizzati, quattro risultano ancora scoperti, tanto che l'azienda sanitaria ha già annunciato un nuovo scorrimento della graduatoria per cercare di coprire tutte le posizioni disponibili.

Il caso evidenzia una difficoltà sempre più diffusa nelle aziende sanitarie italiane: anche quando i concorsi vengono banditi e le graduatorie sono disponibili, non sempre le assunzioni si traducono nell'effettivo ingresso del personale in servizio.

Perché sempre più infermieri rifiutano il posto pubblico

Dietro le numerose rinunce si intrecciano diversi fattori che da anni caratterizzano il mercato del lavoro infermieristico.

Le aziende sanitarie devono fare i conti con dimissioni sempre più frequenti, pensionamenti e un numero di laureati che non riesce a compensare le uscite. A questo si aggiunge il calo delle iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica, fenomeno registrato in molte università italiane.

Sul piano occupazionale incidono anche le condizioni economiche e organizzative. Molti professionisti scelgono il settore privato, dove le retribuzioni risultano spesso più elevate, oppure decidono di trasferirsi all'estero, attratti da stipendi più competitivi, migliori opportunità di carriera e una diversa organizzazione del lavoro.

Tra gli elementi più spesso richiamati dalla categoria figurano anche il vincolo di esclusività previsto per il personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, l'elevato carico assistenziale, la crescente responsabilità professionale e l'aumento degli episodi di aggressione nei confronti degli operatori sanitari.