Nursind: Professione sempre meno attrattiva
Nel 2025 il Policlinico Sant’Orsola ha registrato 240 cessazioni tra il personale infermieristico
Non solo questa è una professione non più attrattiva, ma le aziende non riescono più nemmeno a trattenere il personale che c’è
, denuncia Antonella Rodigliano, segretaria di Bologna e regionale del Nursind, parlando di una crisi profonda della professione infermieristica
.
Secondo il sindacato, i pensionamenti da soli non sarebbero sufficienti a spiegare le 240 cessazioni registrate al Sant’Orsola nel 2025. Nello stesso anno gli infermieri rappresentavano il 52,2% del personale del comparto, ma avrebbero concentrato il 59,9% di tutte le cessazioni.
Concorsi, crollano i candidati infermieri
Il problema riguarda anche il reclutamento. I dati riportati dal Nursind mostrano un netto ridimensionamento della partecipazione ai concorsi: nel 2016 una procedura per infermieri aveva registrato 14.020 candidati e 3.768 idonei finali; nel 2025 i concorrenti iniziali sono scesi a 740, con 450 idonei.
Una contrazione indicata rispettivamente nel 94,7% per i candidati e nell'88,1% per gli idonei. A questo scenario si aggiunge la prospettiva di circa 665 pensionamenti entro il 2030 nell'area Bologna-Imola.
Anche Imola perde infermieri
La situazione è critica anche nell'Ausl di Imola. Gli infermieri in servizio sarebbero passati dagli 818 di gennaio 2024 ai 795 di fine anno, per poi scendere da 791 a 768 nel corso del 2025. All'inizio del 2026 il numero risultava ulteriormente ridotto a 761.
Tra le cause indicate dal Nursind figurano turni gravosi, carichi di lavoro, burocrazia e difficoltà nella gestione del personale con maggiore anzianità di servizio. Il sindacato chiede dotazioni organiche adeguate, carichi sostenibili, maggiore stabilità dei turni, tutela dei riposi, incentivi per le aree più gravose e percorsi professionali più attrattivi.
La difficoltà nel trattenere gli infermieri si intreccia inoltre, soprattutto a Bologna, con il caro-affitti e l'emergenza abitativa. Senza interventi sul benessere organizzativo, sulle condizioni di lavoro e sull'attrattività professionale, il rischio è che pensionamenti e nuove uscite rendano ancora più difficile garantire il ricambio degli organici e la tenuta dei servizi sanitari.