L'apertura delle Case di Comunità è un passo importante
Secondo Luigi Baldini, presidente di Enpapi il sistema ha bisogno di almeno 10 mila infermieri di famiglia e di comunità
Il presidente dell'Ente previdenziale accoglie positivamente l'annuncio del ministro della Salute Orazio Schillaci sull'operatività di oltre 1.200 Case di Comunità, considerandolo un passaggio significativo per la riorganizzazione dell'assistenza territoriale prevista dal PNRR e dal DM 77.
Secondo Baldini, però, il completamento della rete non può prescindere dalla disponibilità di personale qualificato. A oggi, sostiene Enpapi, il numero di infermieri di famiglia e comunità resta insufficiente rispetto al fabbisogno necessario per garantire la piena operatività delle nuove strutture.
Per Enpapi il problema non riguarda soltanto il numero di professionisti disponibili, ma anche l'assenza di un adeguato riconoscimento contrattuale ed economico della figura dell'infermiere di famiglia e comunità.
Per questo motivo l'Ente rilancia una proposta già avanzata in diverse sedi istituzionali: prevedere la contrattualizzazione degli infermieri liberi professionisti, attraverso modelli organizzativi che consentano di integrarli stabilmente nei servizi territoriali, garantendo continuità assistenziale e l'applicazione del principio dell'equo compenso.
Integrazione dei liberi professionisti
Secondo Baldini, il coinvolgimento strutturato dei professionisti autonomi consentirebbe di rispondere più rapidamente alla domanda di assistenza senza attendere i tempi dei concorsi e delle nuove assunzioni.
Enpapi cita come esempio l'esperienza sviluppata con Peralba Health Care, nella quale infermieri liberi professionisti operano attraverso rapporti contrattuali definiti, compensi ritenuti adeguati e un'integrazione nei servizi territoriali.
Per il presidente dell'Ente, un modello di questo tipo potrebbe contribuire anche a ridurre il ricorso ai cosiddetti "gettonisti", favorendo forme di collaborazione più stabili e trasparenti.
Oltre 30 mila infermieri pronti a lavorare
Secondo i dati richiamati da Enpapi, sarebbero oltre 30 mila gli infermieri liberi professionisti già presenti sul territorio nazionale e potenzialmente disponibili a collaborare con il Servizio sanitario pubblico.
Per Baldini, valorizzare questa componente della professione rappresenterebbe una soluzione immediatamente praticabile per sostenere l'avvio delle Case di Comunità e rafforzare l'assistenza territoriale, in attesa che le procedure ordinarie di reclutamento riescano a colmare il fabbisogno di personale.