Riforma Commissione centrale professioni sanitarie: stop alla sospensione automatica delle sanzioni

Scritto il 16/07/2026
da Redazione

La Commissione Giustizia della Camera ha avviato l'esame del disegno di legge C. 2880, che punta a riformare in modo organico l'organizzazione e il funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS), l'organo giurisdizionale speciale chiamato a decidere sui ricorsi contro i provvedimenti disciplinari, le iscrizioni e cancellazioni dagli albi professionali e le controversie elettorali degli Ordini sanitari. L'intervento nasce dall'esigenza di aggiornare una disciplina ormai risalente, alla luce dell'evoluzione del sistema ordinistico dopo la legge Lorenzin (legge n. 3/2018), che oggi coinvolge 31 professioni sanitarie e sociosanitarie, 10 Federazioni nazionali e oltre 1,5 milioni di iscritti, con circa 900 procedimenti pendenti davanti alla Commissione.

La riforma cambia ricorsi, sanzioni e procedimenti disciplinari

Tra le novità più rilevanti figura la modifica del sistema dei ricorsi contro le sanzioni disciplinari.

Attualmente la semplice presentazione del ricorso determina la sospensione automatica degli effetti del provvedimento, consentendo al professionista di continuare a esercitare fino alla conclusione del giudizio.

Il disegno di legge cambia questo meccanismo: il ricorso non sospenderà più automaticamente gli effetti della sanzione. La sospensione potrà essere ottenuta soltanto attraverso una specifica istanza cautelare, che sarà valutata dalla Commissione.

La sospensione automatica sarà inoltre esclusa nei casi in cui il professionista sia stato condannato per reati di particolare gravità oppure sia destinatario di interdizioni o misure di sicurezza. Secondo il legislatore, in queste situazioni prevale l'interesse pubblico alla tutela della salute e alla sicurezza delle cure.

Una Commissione riorganizzata

Il provvedimento ridefinisce anche l'organizzazione della Commissione centrale.

L'organo continuerà a essere istituito presso il Ministero della Salute, ma con una composizione adeguata ai principi di indipendenza sanciti dalla Corte costituzionale, che nel 2016 aveva escluso la presenza di componenti di derivazione ministeriale nelle funzioni giurisdizionali.

La nuova Commissione sarà articolata in due sezioni, dotata di un regolamento interno e supportata da una segreteria tecnica collocata presso la Direzione generale delle professioni sanitarie del Ministero della Salute. Le spese di funzionamento saranno sostenute dalle Federazioni nazionali degli Ordini professionali, in proporzione al numero degli iscritti.

Più poteri istruttori e nuove procedure

La riforma introduce una disciplina processuale molto più articolata rispetto all'attuale.

La Commissione potrà disporre verificazioni e consulenze tecniche, adottare misure cautelari, definire alcuni giudizi con decisione semplificata e pronunciarsi anche sui ricorsi contro il silenzio degli Ordini nei procedimenti di iscrizione, cancellazione o trasferimento.

Viene inoltre disciplinato il giudizio di ottemperanza, rafforzando gli strumenti per garantire l'esecuzione delle decisioni della Commissione stessa.

Cancellazione volontaria

Una delle innovazioni riguarda la cancellazione volontaria dall'albo.

Il disegno di legge stabilisce che un professionista potrà comunque chiedere la cancellazione anche se è in corso un procedimento disciplinare o penale, ma tale scelta non interromperà il procedimento disciplinare, che proseguirà fino alla conclusione.

Qualora venga irrogata una sanzione, questa resterà sospesa fino a un'eventuale futura reiscrizione all'albo, momento in cui potrà essere eseguita. Nel frattempo saranno sospesi anche i termini di prescrizione della sanzione. La misura recepisce un orientamento espresso dalla Corte di Cassazione nel 2024 per evitare che la cancellazione venga utilizzata come strumento per sottrarsi alla giustizia disciplinare.

Arriva il contributo unificato

Per i nuovi ricorsi sarà introdotto anche un contributo unificato di 500 euro, oltre a 27 euro di spese forfettarie di notifica. La riforma prevede inoltre l'avvio del processo telematico, demandando a un successivo regolamento ministeriale la definizione delle regole tecniche.

L'iter parlamentare

Il provvedimento è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera, dove il 15 luglio 2026 si è svolta la relazione introduttiva del relatore Paolo Pulciani (Fratelli d'Italia). L'esame proseguirà nelle prossime sedute con la discussione degli emendamenti prima dell'approdo in Aula.