Oltre 300 mila lavoratori aspettano il rinnovo
La mobilitazione dei sindacati della funzione pubblica porta la vertenza della sanità privata e delle RSA al tavolo delle istituzioni
Secondo i segretari generali Federico Bozzanca (Fp Cgil), Roberto Chierchia (Cisl Fp) e Rita Longobardi (Uil Fp), la convocazione dimostra che la vertenza è tornata al centro dell'agenda istituzionale.
I sindacati ricordano che oltre 300 mila lavoratrici, lavoratori e professionisti sanitari continuano a garantire servizi essenziali nelle strutture private accreditate e nelle residenze sanitarie assistenziali senza un rinnovo contrattuale da molti anni.
Una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, sta incidendo sia sulle condizioni di lavoro sia sulla capacità del settore di attrarre e trattenere personale qualificato.
Il nodo degli accreditamenti
Tra le richieste che saranno portate al tavolo del 20 luglio c'è quella di collegare il rinnovo dei contratti collettivi al sistema degli accreditamenti.
Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp non dovrebbe essere consentito alle strutture private accreditate con il Servizio sanitario nazionale, e finanziate con risorse pubbliche, di continuare a operare senza applicare contratti collettivi aggiornati.
Le organizzazioni sindacali propongono quindi che il rinnovo del Ccnl diventi un requisito indispensabile per ottenere e mantenere l'accreditamento con il SSN.
Critiche anche al decreto Lavoro
Nel mirino dei sindacati c'è anche il recente decreto Lavoro, che ha escluso il personale della sanità privata e delle RSA dal riconoscimento dell'indennità di vacanza contrattuale.
Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, la scelta ha creato una disparità di trattamento rispetto ai lavoratori della sanità pubblica, rinviando il riconoscimento economico a una contrattazione nazionale che, secondo i sindacati, le associazioni datoriali non hanno ancora riaperto.
Confermato il presidio del 24 luglio
Nonostante l'apertura del confronto istituzionale, la mobilitazione non si ferma. Le tre sigle hanno confermato il presidio nazionale del 24 luglio davanti al Ministero della Salute, ribadendo che la protesta proseguirà fino all'avvio di un percorso concreto che porti al rinnovo dei contratti e all'introduzione di regole più stringenti per la tutela dei lavoratori.