Infermieri e IA: la formazione non può più aspettare

Scritto il 09/07/2026
da Davide Alborino

Negli ospedali di oggi l'intelligenza artificiale non è più un esperimento. Analizza dati clinici, supporta diagnosi, genera documentazione, dialoga con pazienti tramite chatbot. Ma chi si sta formando in ambito triennale e magistrale, spesso , non riceve alcuna preparazione sistematica per gestire tutto questo. È il "nodo" che una recente scoping review pubblicata su Nurse Education Today mette nero su bianco, analizzando 52 studi internazionali sulla cosiddetta AI literacy, l'alfabetizzazione all'intelligenza artificiale, in ambito universitario[1].

Cos'è l'AI literacy in infermieristica

Non si tratta di utilizzare gli LLM già noti. La definizione più condivisa, elaborata da Long e Magerko, descrive un insieme di competenze che permettono di valutare criticamente le tecnologie IA, collaborare con esse in modo efficace e utilizzarle consapevolmente nella vita quotidiana e professionale[2].

Per gli infermieri il concetto si allarga ulteriormente: comprendere come funzionano gli algoritmi che analizzano i dati dei pazienti, riconoscere i limiti di un output generato dall'IA e sapere quando non fidarsi ciecamente di un consiglio automatizzato.

Il livello di alfabetizzazione IA degli studenti infermieri

I dati raccolti dalla review sono chiari. Gli studenti universitari mostrano complessivamente un livello di alfabetizzazione digitale sufficiente, ma con lacune ricorrenti[1]. Mancano soprattutto conoscenze di base sui principi tecnici dell'IA e una comprensione approfondita delle questioni etiche legate a privacy e sicurezza dei dati.

Gli studenti di infermieristica, in particolare, hanno mostrato nei vari studi analizzati punteggi di alfabetizzazione digitale più bassi rispetto ad altre discipline sanitarie, pur dichiarandosi tra i più entusiasti e disponibili ad adottare queste tecnologie nella pratica clinica.

Perché un singolo corso di IA non basta

La revisione individua diversi fattori che influenzano lo sviluppo di questa competenza. I corsi universitari dedicati fanno la differenza, così come i workshop pratici e le esperienze di flipped classroom, che negli studi analizzati hanno prodotto miglioramenti misurabili nella preparazione degli studenti.

Il problema è che, come segnala anche la National League for Nursing statunitense nel suo Vision Statement[4], la maggior parte dei programmi di laurea in infermieristica non ha ancora integrato questi contenuti in modo strutturato.

Il rischio, denunciato da più voci nella letteratura recente, tra cui l'appello di Simms[3], è che i futuri infermieri si trovino a lavorare con strumenti che non sanno interrogare criticamente, in un settore dove un errore di valutazione può avere conseguenze dirette sulla sicurezza dei pazienti.

Come integrare l'IA nella formazione infermieristica

Serve un framework di alfabetizzazione IA specifico per la professione infermieristica, che tenga conto delle competenze cliniche richieste, dal supporto decisionale ai sistemi di monitoraggio dei pazienti, fino all'analisi intelligente dei dati sanitari[1].

Servono strumenti di valutazione dedicati, non semplicemente adattati da altre discipline e un impegno che coinvolga insieme università, enti regolatori e sistema sanitario. L'integrazione dell'IA nei percorsi di cura è già cominciata, decidere se la formazione infermieristica la accompagnerà non può essere una scelta.