Teleassistenza: il nuovo modello nazionale AGENAS e cosa cambia per l'infermiere

Scritto il 08/07/2026
da Federica Magni

Il 4 dicembre 2025 AGENAS ha reso disponibile il Documento analitico sul modello orientativo di erogazione della Teleassistenza(1), il primo quadro operativo nazionale che descrive, fase per fase, come si richiede, si prepara, si eroga e si valuta la teleassistenza in tutte le professioni sanitarie. Per l'infermiere non è un adempimento burocratico: il modello definisce responsabilità, autonomia e un intero ambito di intervento - la teleassistenza estemporanea infermieristica - che finora non aveva una cornice condivisa a livello nazionale.

Perché serviva un modello unico

Dopo gli investimenti del PNRR sulla telemedicina, i servizi di teleassistenza si sono moltiplicati in tutte le Regioni, ma con criteri organizzativi disomogenei e non sempre interoperabili con la Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).

Il documento elaborato dal gruppo di lavoro Agenas “Modellazione linee di indirizzo, PDTA e protocolli(1) colma questo vuoto: propone un workflow unico, valido su tutto il territorio nazionale e applicabile anche in contesti transfrontalieri, che le singole realtà locali possono adattare senza perdere la coerenza con lo schema condiviso.

Il modello nasce come strumento sia leggibile dagli operatori sia processabile dai sistemi digitali: ogni sua componente sarà progressivamente tradotta in indicazioni clinico-organizzative secondo lo standard internazionale HL7 Clinical Quality Language, così da alimentare in automatico i sistemi di supporto alle decisioni cliniche integrati nella PNT(1).

Ogni professione risponde delle proprie prestazioni

Un punto che il documento chiarisce esplicitamente: tutte le professioni sanitarie possono erogare prestazioni di teleassistenza nell'ambito delle proprie competenze. Ogni professionista può essere richiedente, prescrittore (per gli aspetti di propria pertinenza) o erogatore, e resta direttamente responsabile delle scelte e delle azioni compiute nell'ambito delle proprie competenze, in coordinamento con gli altri attori del percorso di cura.

Questo principio non è una novità introdotta dal modello, ma la sua applicazione esplicita alla distanza: la responsabilità clinico-assistenziale dell'infermiere, definita da profili professionali, ordinamenti didattici e codici deontologici(3,4), non cambia perché professionista e assistito si trovano in luoghi diversi. Il modello lo lega esplicitamente anche alla cornice sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale(5).

La matrice degli attori allegata al Decreto Ministeriale 29 aprile 2022(7) formalizza questa impostazione: per la teleassistenza, a differenza della televisita, la richiesta e la prescrizione da parte del medico non sono sempre necessarie, mentre l'équipe delle cure domiciliari o il professionista sanitario possono comparire come richiedenti, attivatori ed erogatori.

Il ruolo centrale dell'Infermiere di Famiglia o di Comunità

Nel setting territoriale il modello assegna un ruolo di snodo all'Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC), figura istituita dal Decreto Ministeriale 23 maggio 2022, n. 77(8), che opera su tre livelli: ambulatoriale, come punto di orientamento verso servizi e prestazioni; domiciliare, per valutare i bisogni del singolo e della famiglia e, nelle situazioni a medio-alta complessità, attivare la rete territoriale e l'ADI; comunitario, con attività di promozione ed educazione alla salute e di mappatura delle risorse formali e informali del territorio.

È spesso l'IFeC, insieme al medico di medicina generale, a intercettare per primo il bisogno di teleassistenza e a indirizzarlo verso il professionista competente.

Compliance digitale e ruolo del caregiver

Prima di attivare qualunque prestazione, il professionista deve valutare (oltre a utilità e sicurezza clinico-assistenziale) la compliance digitale dell'assistito, cioè la sua reale disponibilità e capacità a interagire tramite sistemi digitali.

Quando l'assistito è impossibilitato per menomazioni fisiche o deficit cognitivi, la teleassistenza può essere erogata con il supporto di un caregiver, ma questo richiede un adattamento specifico delle modalità di interazione, da valutare caso per caso e non da dare per scontato.

Conclusioni

Il documento AGENAS si colloca ancora in uno stadio “semi-strutturato” del proprio percorso evolutivo e sarà aggiornato con l'evoluzione tecnologica e normativa. Per la professione infermieristica rappresenta comunque un riferimento concreto: chiarisce che l'autonomia e la responsabilità già riconosciute in presenza restano intatte a distanza, e delinea per la prima volta un perimetro nazionale per la teleassistenza estemporanea infermieristica. Conoscere questo quadro, e i suoi rimandi normativi, è il primo passo per applicarlo correttamente nella pratica quotidiana.