Professioni sanitarie, al via la petizione per abolire il vincolo di esclusività: già quasi 8mila firme

Scritto il 08/07/2026
da Redazione

Eliminare il vincolo di esclusività che impedisce ai professionisti sanitari del comparto di svolgere attività libero-professionale al di fuori del proprio rapporto di lavoro oppure, in alternativa, riconoscere un'adeguata valorizzazione economica a chi sceglie di mantenere l'esclusività. È questo l'obiettivo della petizione n. 1400 pubblicata sulla piattaforma della Camera dei deputati, che in pochi giorni ha già raccolto quasi 8 mila firme. L'iniziativa, promossa con lo slogan "Facciamo sentire la nostra voce", punta ad aprire un confronto sul regime di esclusività che interessa migliaia di professionisti sanitari del comparto e che, secondo i promotori, rappresenta un limite sia per lo sviluppo delle professioni sia per la capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni dei cittadini.

L'appello della FNO TSRM e PSTRP

A sostenere la raccolta firme è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle Professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP), Diego Catania.

L'appello invita professionisti e cittadini a sottoscrivere la petizione affinché venga abolito il vincolo di esclusività che limita la possibilità di esercitare la libera professione oppure, qualora il vincolo venga mantenuto, sia riconosciuto un trattamento economico analogo a quello previsto per altre professioni sanitarie.

Un tema che coinvolge il Servizio sanitario nazionale

Il dibattito sull'esclusività professionale si inserisce nel più ampio confronto sulla valorizzazione delle professioni sanitarie e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Negli ultimi anni il tema è stato più volte richiamato dalle rappresentanze professionali, anche alla luce della crescente carenza di personale e della necessità di aumentare l'offerta di prestazioni sanitarie, soprattutto in alcuni ambiti specialistici.

I promotori ritengono che una maggiore flessibilità nell'esercizio della professione possa contribuire a migliorare l'accesso alle cure e a valorizzare le competenze dei professionisti, pur nel rispetto delle regole di incompatibilità e dell'organizzazione dei servizi.