Realtà virtuale in sala operatoria: a Terni nasce il percorso di prehabilitation pediatrica

Scritto il 06/07/2026
da Redazione

Ridurre la paura dell'intervento chirurgico e rendere più sereno il percorso ospedaliero dei bambini attraverso la realtà virtuale immersiva. È questo l'obiettivo del nuovo programma di Prehabilitation Pediatrica attivato all'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, dove tecnologia, umanizzazione delle cure e preparazione psicologica vengono integrate per accompagnare i piccoli pazienti verso l'intervento. Il progetto, sviluppato dall'équipe di Anestesia pediatrica diretta da Rita Commissari, con Marialura Scarcella responsabile del percorso, punta a migliorare l'esperienza del bambino e della sua famiglia fin dalle ore precedenti l'operazione, riducendo ansia e stress e favorendo una maggiore collaborazione durante le procedure assistenziali.

Un percorso che inizia prima dell'intervento

La preparazione prende avvio il giorno precedente l'intervento, durante la visita anestesiologica.

In questa fase i bambini indossano un visore di realtà virtuale immersiva che li trasporta in ambienti tridimensionali pensati per distrarre, rassicurare e familiarizzare con il percorso chirurgico. Tra fondali marini popolati da pesci e tartarughe, paesaggi innevati con animali del bosco ed esperienze interattive a carattere educativo, i piccoli pazienti vivono un'esperienza coinvolgente che contribuisce a ridurre la percezione dell'ospedale come luogo minaccioso.

Parallelamente, l'anestesista spiega con un linguaggio semplice e adeguato all'età le diverse fasi dell'intervento, aiutando il bambino a comprendere ciò che accadrà e trasformando l'ignoto in un percorso più prevedibile e rassicurante.

Una sala dedicata all'umanizzazione delle cure

L'esperienza viene riproposta anche il giorno dell'intervento, in uno spazio progettato secondo i principi dell'umanizzazione dell'assistenza.

Le pareti sono decorate con fiori, coccinelle, casette colorate e paesaggi naturali realizzati grazie al contributo degli artisti neurodivergenti del gruppo "Lo Zoo di Simona", creando un ambiente accogliente e meno medicalizzato.

L'obiettivo è favorire un clima di fiducia e serenità, riducendo il carico emotivo che accompagna il ricovero chirurgico sia per i bambini sia per i loro familiari.

Meno paura e minore ricorso ai sedativi

Secondo quanto riferito dall'équipe anestesiologica, i primi risultati osservati sono particolarmente incoraggianti.

I piccoli pazienti si lasciano accompagnare spontaneamente in sala operatoria senza manifestare il tipico disagio legato al distacco dai genitori, che vivono a loro volta il momento con più serenità, spiega la dottoressa Marialura Scarcella.

Anche procedure comunemente vissute come stressanti, come il posizionamento dell'ago cannula, vengono affrontate con maggiore tranquillità, senza evidenti reazioni di paura o opposizione.

L'équipe evidenzia inoltre che questo approccio consente di ridurre il ricorso a farmaci sedativi e analgesici nella fase preoperatoria, con possibili benefici sia sul piano clinico sia sull'esperienza complessiva del ricovero.

Tecnologia e umanizzazione insieme

Per il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, Andrea Casciari, il progetto rappresenta un esempio concreto di innovazione organizzativa.

Con questo progetto l'Azienda Ospedaliera Santa Maria conferma l'impegno verso una medicina sempre più centrata sulla persona, nella quale tecnologia e umanizzazione si fondono per offrire ai più piccoli un'assistenza moderna, sicura e rispettosa dei loro bisogni emotivi.

L'esperienza di Terni si inserisce nel crescente interesse per gli strumenti digitali applicati all'assistenza pediatrica, con l'obiettivo di migliorare l'esperienza di cura, ridurre l'ansia preoperatoria e promuovere un'assistenza sempre più personalizzata e a misura di bambino.