Emodialisi di Oderzo, Nursing Up denuncia: un infermiere ogni 54 pazienti

Scritto il 03/07/2026
da Redazione

Un infermiere ogni 54 pazienti in carico, turni ancora scoperti e il rischio di disservizi per una delle attività più delicate e salvavita del Servizio sanitario. È la situazione denunciata da Nursing Up Treviso per il reparto di Emodialisi dell'ospedale di Oderzo, dove il sindacato parla di una carenza di personale ormai strutturale e annuncia la possibilità di avviare lo stato di agitazione. La criticità riguarda un servizio essenziale per pazienti affetti da insufficienza renale cronica, che necessitano di trattamenti dialitici programmati e continuativi. Secondo il sindacato, l'attuale dotazione organica non sarebbe più sufficiente a garantire un'assistenza sicura né la regolare programmazione dei turni.

Turni scoperti e personale ridotto al minimo

Secondo quanto riferito da Nursing Up Treviso, il reparto di Emodialisi di Oderzo non è riuscito a programmare regolarmente i turni di luglio. Inizialmente risultavano scoperti 25 turni, di cui 16 sono stati coperti in extremis attraverso rientri dai riposi del personale.

Rimangono comunque otto turni senza copertura, con il rischio che eventuali assenze improvvise compromettano il servizio, spiega Annarita Secchi, referente provinciale del sindacato.

Attualmente il reparto può contare su otto infermieri, molti dei quali con contratto part-time, e su tre operatori socio-sanitari, uno per turno. Numeri incompatibili con un'assistenza sicura, sottolinea la sindacalista.

Un infermiere ogni 54 pazienti

I dati forniti dal sindacato evidenziano la portata della criticità. Da gennaio l'Emodialisi di Oderzo ha preso in carico 438 pazienti con una dotazione di soli otto infermieri, determinando un rapporto di 54,8 pazienti per ogni professionista.

Il confronto con l'altro ospedale spoke dell'Ulss 2, Conegliano, evidenzia una significativa differenza organizzativa: qui il rapporto è di un infermiere ogni 38,7 pazienti.

Per Nursing Up il divario rappresenta un indicatore concreto delle difficoltà assistenziali e organizzative del presidio di Oderzo.

Le conseguenze per pazienti e operatori

La carenza di personale rischia di produrre effetti sia sui professionisti sia sugli utenti del servizio. Il sindacato segnala infatti che alcuni pazienti sarebbero stati costretti a trasferirsi da Oderzo a Treviso per poter continuare a ricevere la terapia dialitica.

L'emodialisi rappresenta un'attività ad elevata complessità assistenziale che richiede monitoraggio costante, gestione delle complicanze, educazione terapeutica e continuità della presa in carico. La disponibilità di personale infermieristico adeguatamente formato è pertanto un elemento determinante per garantire sicurezza e qualità delle cure.

Per gli operatori, invece, il ricorso ai rientri dai riposi e il protrarsi di condizioni di sotto-organico possono tradursi in un aumento del carico di lavoro, maggiori livelli di stress e crescenti difficoltà nella conciliazione tra vita professionale e personale.

Nursing Up: Servono almeno due infermieri e un Oss in più

Secondo il sindacato, il reparto necessita di un immediato potenziamento dell'organico con almeno due infermieri e un operatore socio-sanitario aggiuntivi.

Dopo una prima segnalazione, l'Ulss 2 si era impegnata ad assegnare al reparto un infermiere attraverso la mobilità interna. Tuttavia, l'arrivo della nuova risorsa sarebbe stato rinviato all'autunno.

Se dall'Ulss 2 non arriveranno risposte concrete, siamo pronti ad aprire lo stato di agitazione e ad avviare la procedura di raffreddamento davanti al Prefetto, avverte Annarita Secchi.