PS di Soveria Mannelli, infermieri diffidano l'Asp: «Un solo professionista per turno non basta»

Scritto il 03/07/2026
da Redazione

Due infermiere del Pronto soccorso dell'Ospedale di Soveria Mannelli hanno notificato un atto di diffida all'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, denunciando la presenza di un solo infermiere per turno nel servizio di emergenza-urgenza. L'iniziativa, promossa con l'assistenza dell'avvocato Francesco Pitaro, è stata trasmessa anche al presidente della Regione Calabria, al commissario ad acta per la sanità e all'assessore regionale alla Sanità. Al centro della contestazione vi è l'organizzazione del servizio, ritenuta insufficiente a garantire condizioni di lavoro sicure per gli operatori e risposte assistenziali adeguate per i cittadini. Le infermiere chiedono che venga assicurata la presenza di almeno due professionisti per ogni turno.

Un solo infermiere per un vasto bacino di utenza

Nell'atto di diffida si evidenzia che il Pronto soccorso di Soveria Mannelli serve un comprensorio ampio, che comprende non soltanto i residenti del comune ma anche quelli dei centri limitrofi.

Secondo le ricorrenti, la presenza di un solo infermiere non consentirebbe di gestire contemporaneamente tutte le attività tipiche del setting di emergenza-urgenza, dal triage all'accoglienza del paziente, dall'esecuzione di prelievi e procedure assistenziali fino alla gestione delle emergenze più complesse, compresi gli accessi in codice rosso trasportati in ambulanza.

Le infermiere sostengono che l'attuale organizzazione determini un sovraccarico lavorativo incompatibile con la complessità delle prestazioni richieste in un Pronto soccorso.

Il malore di un'infermiera e la richiesta di intervento

La diffida riferisce inoltre di un episodio avvenuto il 30 giugno scorso, quando una delle due infermiere avrebbe accusato un malore e un crollo psico-emotivo mentre era in servizio da sola nel turno del mattino.

Secondo quanto riportato nell'atto, il malore sarebbe stato determinato dall'impossibilità di sostenere da sola l'elevato carico assistenziale e organizzativo del servizio.

L'episodio viene indicato come un ulteriore segnale delle criticità presenti nel presidio e delle possibili ripercussioni sul benessere psicofisico degli operatori.

Le ricadute sull'assistenza e sui LEA

Le professioniste sostengono che la presenza di un solo infermiere per turno non produca effetti soltanto sulle condizioni di lavoro del personale, ma anche sulla capacità del servizio di garantire risposte tempestive ed efficaci ai pazienti.

Nella diffida le ricorrenti dichiarano di non poter garantire il pieno rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nelle attuali condizioni organizzative, declinando ogni responsabilità civile, penale e disciplinare derivante da una situazione ritenuta non governabile.

Il tema richiama una criticità più ampia che interessa diversi Pronto soccorso italiani, dove la carenza di personale infermieristico continua a rappresentare una delle principali cause di sovraccarico lavorativo, incremento dello stress professionale e difficoltà nel mantenimento degli standard assistenziali.

La richiesta all'Asp di Catanzaro

Con l'atto di diffida le infermiere chiedono all'Asp di Catanzaro di prendere atto della situazione e di prevedere necessariamente la presenza per ogni turno di almeno due infermieri, al fine di consentire ai professionisti di svolgere le proprie attività in condizioni adeguate e di garantire ai cittadini prestazioni sanitarie efficienti e immediate.

La richiesta è stata estesa anche alle istituzioni regionali competenti, affinché vengano adottati i provvedimenti necessari per tutelare sia i lavoratori sia i pazienti del Pronto soccorso di Soveria Mannelli.

La vicenda riporta al centro il tema dell'organizzazione dell'emergenza-urgenza nei territori periferici e della necessità di garantire dotazioni organiche adeguate per assicurare sicurezza delle cure, tutela degli operatori e continuità dell'assistenza.