Indennità durante le ferie: due Tribunali riconoscono il diritto alla piena retribuzione

Scritto il 02/07/2026
da Redazione

Due sentenze dei Tribunali del Lavoro di Asti e Torino riconoscono il diritto dei lavoratori a percepire, durante le ferie, anche le indennità corrisposte abitualmente. Le pronunce, ottenute a seguito dei ricorsi promossi da Nursing Up Piemonte e Valle d'Aosta, rafforzano il principio secondo cui il periodo di riposo non può comportare una riduzione della retribuzione. La decisione riguarda direttamente infermieri e professionisti sanitari del Servizio sanitario nazionale, categorie che spesso percepiscono quote significative della retribuzione attraverso indennità legate all'organizzazione del lavoro. Secondo il sindacato, le sentenze potrebbero avere ricadute anche per molti altri lavoratori che si trovano nelle stesse condizioni.

Le sentenze dei Tribunali di Asti e Torino

Il Tribunale del Lavoro di Asti, con sentenza del 5 giugno 2026, e il Tribunale del Lavoro di Torino, con pronuncia del 18 giugno 2026, hanno accolto integralmente i ricorsi presentati da Nursing Up Piemonte e Valle d'Aosta, riconoscendo il diritto alle differenze retributive maturate durante i periodi di ferie.

I giudici hanno stabilito che la retribuzione delle ferie deve comprendere anche le indennità percepite con carattere abituale, in linea con il principio secondo cui il diritto al riposo annuale non deve tradursi in una penalizzazione economica per il lavoratore.

Le ferie non possono ridurre lo stipendio

Queste sentenze dimostrano che la strada intrapresa era quella giusta, dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d'Aosta. Da tempo sosteniamo che le ferie rappresentano un diritto costituzionalmente garantito e non possono trasformarsi in una perdita economica per infermieri, professionisti sanitari e tutti i lavoratori. Oggi due Tribunali confermano ciò che abbiamo sempre sostenuto, rafforzando una tutela che va ben oltre i singoli ricorrenti.

Il principio trova fondamento nell'articolo 36 della Costituzione, che garantisce il diritto alle ferie annuali retribuite, e nella consolidata giurisprudenza europea e nazionale, secondo cui la retribuzione durante il periodo di riposo deve essere sostanzialmente equivalente a quella ordinariamente percepita durante l'attività lavorativa.

Le possibili ricadute per infermieri e professionisti sanitari

La questione assume particolare rilievo nel comparto sanità, dove una parte significativa della retribuzione è costituita da indennità collegate ai turni, al lavoro notturno, ai servizi svolti in particolari contesti assistenziali e ad altre voci retributive continuative previste dal CCNL Sanità.

Per infermieri e professionisti sanitari, l'eventuale esclusione delle indennità abitualmente percepite dal calcolo delle ferie potrebbe determinare una riduzione economica proprio durante il periodo di riposo, in contrasto con la finalità stessa dell'istituto delle ferie.

Secondo Nursing Up, le due pronunce potrebbero aprire la strada ad analoghe richieste da parte di altri lavoratori che si trovano nelle medesime condizioni.

Il sindacato: «È una questione di equità»

Questa non è soltanto una vittoria processuale, prosegue Delli Carri. È il riconoscimento di un principio di equità: il diritto al riposo deve essere pieno, anche dal punto di vista economico. Continueremo a sostenere tutti coloro che intendono far valere i propri diritti.

Il sindacato ricorda inoltre che i crediti retributivi sono soggetti a termini di prescrizione e invita gli iscritti e i lavoratori interessati a verificare la propria posizione, valutando l'eventuale avvio delle azioni necessarie per la tutela dei propri diritti.