Infermieri, Enpapi rilancia il reclutamento diretto e la libera professione

Scritto il 02/07/2026
da Redazione

La carenza di infermieri e le difficoltà di reclutamento nel Servizio sanitario nazionale continuano ad alimentare il dibattito sulle modalità di inserimento dei professionisti all'interno del sistema salute. Sul tema interviene anche l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (Enpapi), che ribadisce la necessità di superare i modelli basati sull'intermediazione e di valorizzare il rapporto diretto tra infermieri e strutture sanitarie. Il presidente di Enpapi, Luigi Baldini, in una lettera indirizzata a Nurse24.it condivide la posizione recentemente espressa dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Torino e Cuneo, secondo cui il reclutamento degli infermieri dovrebbe avvenire attraverso rapporti diretti con il Servizio sanitario nazionale o attraverso la libera professione.

La proposta di Enpapi: incarichi diretti ai liberi professionisti

Nella lettera inviata a Nurse24, Baldini sottolinea di condividere la necessità di inserire gli infermieri nel Servizio sanitario nazionale attraverso rapporti di lavoro diretti o rapporti libero-professionali con le strutture private e private accreditate.

Secondo il presidente di Enpapi, è necessario mettere una fine al ricorso a modelli fondati sull'intermediazione tramite cooperative o soggetti similari, perché tali strumenti, riprendendo le parole del presidente Opi Cuneo Remo Galaverna, collocano la professione infermieristica in una dimensione che non le appartiene.

L'Ente previdenziale ricorda di sostenere da tempo la possibilità di consentire alle aziende sanitarie di conferire incarichi libero-professionali direttamente agli infermieri titolari di partita IVA, senza il ricorso a soggetti intermediari.

Su iniziativa dell'Enpapi, forze di maggioranza e di opposizione hanno sostenuto delle proposte emendative per consentire agli enti del servizio sanitario nazionale di conferire incarichi libero-professionali agli infermieri titolari di partita IVA, superando la necessità di ricorrere a soggetti intermediari, evidenzia Baldini.

Una soluzione che, secondo il presidente dell'Ente, permetterebbe di affrontare in maniera più efficace la carenza di personale e, al tempo stesso, di riconoscere pienamente la dignità della libera professione infermieristica.

In tal modo si valorizza la libera professione, riconoscendole piena dignità quale modalità di esercizio della professione infermieristica e, allo stesso tempo, si offre alle aziende sanitarie uno strumento di reclutamento più efficiente, trasparente e sostenibile, per affrontare concretamente la cronica carenza di personale infermieristico.

Più integrazione e meno costi di intermediazione

Secondo Enpapi, il rapporto diretto tra infermiere professionista ed ente sanitario produrrebbe benefici sia per i lavoratori sia per il sistema.

Il rapporto diretto tra infermiere professionista ed ente sanitario garantisce maggiori tutele, una più efficace integrazione organizzativa e una significativa riduzione dei costi connessi ai meccanismi di intermediazione, consentendo di destinare maggiori risorse all'assistenza e alla valorizzazione economica degli infermieri.

Per Baldini, la convergenza di vedute tra gli Ordini professionali e l'Ente previdenziale rappresenta un segnale importante per le istituzioni e testimonia la volontà condivisa di promuovere modelli organizzativi che mettano al centro la professionalità infermieristica, la qualità delle cure e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

In un contesto segnato dalla persistente carenza di infermieri e dalle difficoltà di reclutamento, il tema del rapporto diretto tra professionisti ed enti sanitari torna così al centro del dibattito sulle possibili strategie per garantire la tenuta del sistema sanitario e valorizzare le competenze della professione infermieristica.