Il nodo delle Risorse Aggiuntive Regionali
Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) 2026
Le RAR rappresentano uno degli strumenti attraverso cui la Regione Lombardia riconosce economicamente l'impegno del personale del Servizio sanitario regionale.
Per il 2026, l'amministrazione regionale ha proposto di estendere il beneficio a un numero maggiore di dipendenti, una scelta che le sigle sindacali definiscono condivisibile sul piano del principio, ma problematica dal punto di vista delle risorse.
Secondo Fials Lombardia, infatti, l'allargamento della platea senza un rifinanziamento del fondo rischia di tradursi in una diminuzione del riconoscimento economico per ciascun lavoratore.
Fials: «Servono nuove risorse»
Condividiamo il principio dell'inclusione e riteniamo giusto ampliare la platea dei beneficiari delle RAR
, ha dichiarato Roberto Gentile, segretario regionale di Fials Lombardia.
Quello che non possiamo condividere è che questo obiettivo venga perseguito senza destinare nuove risorse. L'inclusione rappresenta un valore e un principio che sosteniamo, ma non può essere finanziata riducendo il riconoscimento economico di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del servizio sanitario regionale
.
Per il sindacato, la Regione avrebbe dovuto accompagnare l'estensione delle RAR con un investimento aggiuntivo, capace di conciliare equità e valorizzazione del lavoro svolto dagli operatori sanitari.
Apertura al confronto, ma senza penalizzazioni economiche
Fials Lombardia ribadisce la disponibilità a sottoscrivere un accordo che consenta di estendere le RAR a una platea più ampia di lavoratori, ma pone una condizione precisa: l'incremento delle risorse regionali destinate al fondo.
L'obiettivo, sottolinea il sindacato, è evitare che il principio dell'inclusione si traduca in una riduzione del riconoscimento economico per il personale già beneficiario.
La vicenda riporta al centro il tema della valorizzazione delle professioni sanitarie e della necessità di individuare risorse adeguate per sostenere il personale che quotidianamente garantisce il funzionamento del sistema sanitario lombardo, in un contesto segnato da carenze di organico, crescente complessità assistenziale e persistenti difficoltà di reclutamento.