Al Sant'Orsola nasce un centro di simulazione: infermieri e medici si formano con robot ad alta fedeltà

Scritto il 25/06/2026
da Redazione

Una sala operatoria, una terapia intensiva, un reparto di degenza e pazienti che sudano, piangono e reagiscono alle procedure. Solo che i pazienti, in questo caso, sono robot. È stato inaugurato il nuovo Centro di Simulazione del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, uno spazio di mille metri quadrati dedicato alla formazione avanzata di medici, infermieri e professionisti sanitari. Il progetto punta a trasformare l'apprendimento clinico attraverso la simulazione ad alta fedeltà, consentendo agli operatori di esercitarsi in procedure complesse e scenari critici senza esporre i pazienti reali a rischi evitabili.

Mille metri quadrati dedicati alla formazione

Il nuovo centro dispone di due sale operatorie, altrettante stanze per il debriefing, una cabina di regia, un'area di degenza, una terapia intensiva e spazi di supporto per gli operatori.

Al suo interno trovano posto simulatori di ultima generazione capaci di riprodurre realisticamente condizioni cliniche e risposte fisiologiche. Tra questi c'è anche Emma, un simulatore pediatrico che riproduce un neonato di pochi mesi, con caratteristiche anatomiche estremamente realistiche.

Le attività formative riguarderanno in particolare l'emergenza-urgenza, l'area pediatrica e l'ambito donativo-trapiantologico, pur mantenendo la possibilità di sviluppare percorsi didattici trasversali per numerose specialità.

Imparare senza mettere a rischio il paziente

Uno degli aspetti più innovativi del centro è la possibilità di esercitarsi ripetutamente sulle procedure cliniche e assistenziali prima di eseguirle su pazienti reali.

I simulatori consentono di apprendere tecniche invasive, esercitarsi nelle intubazioni, perfezionare le manovre salvavita e affrontare situazioni di elevata complessità assistenziale in un ambiente protetto.

Troppe volte nella mia vita ho visto infermieri cercare di prendere una vena per la prima volta direttamente sul paziente e magari sbagliare una, due o tre volte, ha spiegato Livio Presutti, responsabile scientifico del Centro di Simulazione di Bologna. Troppe volte ho visto un medico dare punti per la prima volta direttamente sul paziente. Questo è stressante, comporta rischi e un inutile dispendio economico. Oggi abbiamo la tecnologia che ci permette di evitarlo.

La simulazione come strumento di sicurezza delle cure

La simulazione clinica rappresenta ormai uno degli strumenti più efficaci per migliorare la sicurezza delle cure e sviluppare competenze tecniche e non tecniche.

Oltre all'apprendimento delle procedure, gli scenari simulati consentono infatti di allenare il lavoro di squadra, la comunicazione tra professionisti, la gestione dello stress e il processo decisionale in condizioni di emergenza.

Aspetti particolarmente rilevanti anche per la professione infermieristica, chiamata quotidianamente a operare in contesti ad alta complessità assistenziale e a prendere decisioni rapide in stretta integrazione con il resto dell'équipe.