FSE 2.0 e linguaggio infermieristico standardizzato

Scritto il 19/06/2026
da Davide Alborino

La Fnopi, presente al congresso OPInioni in Ordine 3.0 - il patto di Fiuggi, ha definito un linguaggio infermieristico standardizzato, frutto di un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha analizzato la letteratura disponibile. Il linguaggio entrerà nella piattaforma nazionale di telemedicina e, in prospettiva, nel Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Una svolta che apre la strada all’inserimento dell’assistenza infermieristica nei LEA e alla valorizzazione di prestazioni oggi invisibili.

Un posto nel FSE 2.0

Nel Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE 2.0), l’infrastruttura digitale della sanità italiana coordinata da AGENAS su mandato del Ministero della Salute, infermieri, medici e ostetriche saranno gli unici professionisti abilitati a scrivere.

Una scelta che riconosce il ruolo centrale di queste figure nella presa in carico del paziente.

Ma cosa scriveranno gli infermieri? È attorno a questa domanda che la Fnopi ha lavorato, partecipando ai tavoli istituzionali con AGENAS e il Ministero della Salute, per definire un linguaggio infermieristico standardizzato per l’infermiere italiano.

Un gruppo di lavoro, tenendo conto della letteratura disponibile, ha elaborato una terminologia condivisa che entrerà, come primo passo operativo, nella piattaforma nazionale di telemedicina. Da lì, il linguaggio sarà integrato nel FSE 2.0, con l’obiettivo di documentare in modo uniforme, su tutto il territorio nazionale, diagnosi infermieristiche, interventi e risultati dell’assistenza.

Dall’invisibilità al riconoscimento

La rilevanza di questa operazione va ben oltre la documentazione digitale. Oggi, nei LEA, l’assistenza infermieristica non è esplicitamente prevista. Le prestazioni vengono erogate, ma non rendicontate né valorizzate in modo adeguato nel sistema. S

tomie, wound care, gestione della cronicità sul territorio, le attività quotidiane per decine di migliaia di infermieri restano di fatto invisibili ai sistemi di finanziamento e programmazione sanitaria.

Avere un linguaggio standardizzato rompe questa invisibilità. Come sottolineato dalla presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli nell’audizione al Senato del 14 gennaio 2026, l’inserimento delle prestazioni infermieristiche nei LEA e, conseguentemente, nei LEP non rappresenta solo un adeguamento tecnico, ma una scelta di civiltà e di equità.

Riconoscere le attività infermieristiche nel linguaggio del FSE 2.0 significa aprire la strada alla loro inclusione nei LEA: da quel riconoscimento si identificano le branche specialistiche e assistenziali, in cui l’apporto infermieristico potrà essere finalmente rendicontato e valorizzato.

Un percorso virtuoso per la ricerca e la professione

Il linguaggio standardizzato non è solo uno strumento di documentazione, è un motore per la ricerca e per la programmazione sanitaria. Avere dati strutturati e omogenei a livello nazionale permetterà di certificare i bisogni di salute della popolazione, misurare gli esiti degli interventi infermieristici e valorizzare le specializzazioni professionali con dati concreti e comparabili.

L’Italia potrebbe così diventare uno dei primi paesi a dotarsi, in modo omogeneo su scala nazionale, di un linguaggio assistenziale integrato nei sistemi informativi sanitari: un primato che rafforza la visibilità della professione infermieristica nel panorama europeo e internazionale.

Il primo step operativo, l’inserimento nella piattaforma di telemedicina, richiederà un significativo investimento formativo. Gli infermieri dovranno acquisire familiarità con la terminologia standardizzata e applicarla nella pratica clinica quotidiana. Fnopi ha già espresso piena disponibilità a collaborare con Governo e Parlamento per accompagnare questa transizione.

Un cambiamento che non è solo tecnico, ma culturale: mettere nero su bianco, nei sistemi informativi nazionali, il contributo che la professione infermieristica dà ogni giorno alla risposta ai bisogni di salute.