Aggressioni in pronto soccorso, la Lombardia investe nelle bodycam: 400mila euro per proteggere medici e infermieri

Scritto il 16/06/2026
da Redazione

Le aggressioni contro infermieri e operatori sanitari continuano a rappresentare una delle principali emergenze del Servizio sanitario nazionale. Per contrastare un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti, la Regione Lombardia ha deciso di investire sulle bodycam, destinando 400mila euro all'acquisto di dispositivi da utilizzare nei pronto soccorso e nei reparti considerati maggiormente a rischio. La misura è stata approvata dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore alla Sicurezza Romano La Russa, di concerto con l'assessore al Welfare Guido Bertolaso, e punta a rafforzare la tutela di medici, infermieri e professionisti sanitari impegnati nelle situazioni più critiche.

Bodycam contro la violenza negli ospedali

Il finanziamento sarà suddiviso tra il 2026 e il 2027, con uno stanziamento di 200mila euro per ciascun anno. I dispositivi verranno distribuiti nelle strutture sanitarie lombarde, con priorità ai pronto soccorso, dove si registra il maggior numero di aggressioni ai danni del personale sanitario.

L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato svolgere una funzione di deterrenza nei confronti di comportamenti violenti, dall'altro fornire uno strumento utile per documentare eventuali aggressioni e ricostruire con precisione quanto accaduto.

La Regione: Chi cura non può lavorare in trincea

Nel commentare il provvedimento, l'assessore Romano La Russa ha ribadito la necessità di intervenire con strumenti concreti a tutela degli operatori sanitari.

Le aggressioni nei confronti di chi si prende cura degli altri rappresentano un fenomeno inaccettabile che va contrastato con strumenti concreti di prevenzione e tutela. Le bodycam costituiscono un ulteriore supporto: da una parte svolgono una funzione di deterrenza e, dall'altra, consentono di documentare i fatti qualora si verifichino episodi di aggressione.

L'assessore ha inoltre ricordato come la Regione avesse già avviato un progetto analogo per il personale di AREU, l'Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, con la distribuzione di 850 bodycam finanziate attraverso un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro.

Non è concepibile che chi salva la vita dei pazienti sia costretto a lavorare in trincea. Regione Lombardia sarà sempre dalla parte di chi cura.

Come funzioneranno le telecamere

Le bodycam non registreranno in modo continuativo. Secondo quanto previsto dalla delibera, saranno attivate direttamente dagli operatori esclusivamente in presenza di situazioni di pericolo o quando si verificherà un'escalation di tensione che potrebbe sfociare in un'aggressione.

La gestione delle registrazioni e il trattamento dei dati saranno affidati alle singole ASST e agli IRCCS che riceveranno i dispositivi, nel rispetto delle normative sulla privacy e delle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali.